Le tecnologie tradizionali utilizzate finora nel campo dell’energia fotovoltaica permettono di trasformare in energia più o meno il 17% della luce solare. Ora invece con le celle solari a multigiunzione, realizzate grazie al progetto europeo Fullspectrum, è stato raggiunto un tasso di conversione record del 39,7%. Il 2% in più rispetto al precedente record europeo - ottenuto con la stessa tecnologia - circa due mesi fa.
Questa tecnologia è stata inizialmente sviluppata per applicazioni spaziali, ed utilizza, ovviamente, materiali diversi dal tradizionale silicio, come il gallio, il fosforo, l’indio ed il germanio, che riescono a catturare più fotoni rispetto alle celle convenzionali.
Il record è stato ottenuto perché un pannello è composto da una serie di celle sovrapposte, ognuna delle quali sfrutta al meglio una fetta dello spettro solare e lascia passare la parte restante, che verrà sfruttata da altre celle - e quindi altri semiconduttori.
In teoria, si potrebbe realizzare un pannello formato da un elevatissimo numero di celle, dove ogni cella è composta da un semiconduttore diverso, e viene accoppiata ad una frazione infinitesimale dello spettro solare. L’efficienza teorica raggiungibile sarebbe dell’86%. Nella pratica sono stati utilizzati per ora solo tre semiconduttori e tre tipi di celle sovrapposte, con i risultati di cui abbiamo detto.
Il progetto Fullspectrum è finanziato in gran parte dalla Commissione Europea ed è iniziato nel nel 2003. Vi partecipano una ventina circa di centri di ricerca, pubblici e privati, ed è coordinato dal Politecnico di Madrid. I pannelli multigiunzione finora prodotti costano ancora troppo per avere uno sfruttamento commerciale. I costi potrebbero essere ridotti inserendo delle lenti per concentrare la luce solare per moltiplicare il flusso dei fotoni.
Via | Galileo, Rinnovabili
Foto | Flickr
da88
24 nov 2008 - 21:20 - #1Si ottimo, ma quanto costano la produzione e lo smaltimento a fine vita, con tutti sti minerali più o meno rari o tossici??
noGoogle
24 nov 2008 - 22:11 - #2@da88
esattamante! molti ricercatori fanno degli straordinari esercizi accademici sfoderando idee geniali …che (in pratica) non se servono (quasi) a niente…
ancora non hanno capito che le cellule solari vengono sviluppate con lo scopo primario di produrre energia su LARGA SCALA (se no, che le facciamo a fare?) e quindi devono ottenere, sì, la massima efficienza, ma:
- usando materiali economici e disponibili in grandi quantità
- evitando materiali rari se non addirittura inquinanti
- semplificando al massimo i processi e i costi di produzione
- riducendo al minimo i costi di assemblaggio e manutenzione
- aumentando al massimo la vita operativa dei pannelli
- riducendo il più possibile l’energia nececssaria per produrli
- tutto ciò al fine di ridurre il PREZZO attuale alla metà, un terzo, un decimo o anche meno!
non devono vincere il Nobel ma solo sviluppare un prodotto industriale
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noGoogle
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tob
25 nov 2008 - 00:47 - #3Premesso che
“Questa tecnologia è stata inizialmente sviluppata per applicazioni spaziali”
Mi piacerebbe sapere quant’è il suo EROEI.
http://it.wikipedia.org/wiki/EROEI
cesant
25 nov 2008 - 09:50 - #4@3
l’Eroei in questi casi non esiste…. è talmente lontano nel tempo che sarebbe meglio non affrontare la questione!
cmq il problema reale è proprio portare su ampia scala la produzione al fine di ridurre i costi, questa è la vera sfida
Sandro kensan
25 nov 2008 - 13:33 - #5Non sono d’accordo con #2 perché prima si fa la ricerca teorica, poi quella sperimentale e poi qualche ricaduta sull’industria c’è. Dai tempi di Galileo funziona così se si vuole cambiare sistema allora si deve anche dimostrare che funziona e il metodo di nogoogle mi pare non funzioni.
Volevo segnalare la nuova lettera che è arrivata ai fruitori del conto energia, pare che il governo abbia cambiato le carte in tavola come descritto dal prof Ugo Bardi sul blog di aspoitalia.
noGoogle
25 nov 2008 - 15:32 - #6@Sandro kensan
è assolutamente vero, ma, la notizia che stiamo davvero aspettando da tempo, non è quella dell’ennesima sofisticatissima ricerca di laboratorio per “spaccare il capello” in tema di efficienza delle cellule solari per uso spaziale, ma è quella che (finalmente) qualcuno produca delle celle solari in grado di produrre energia per decenni ad un prezzo totale (installazione + manutenzione) molto inferiore a quello dei combustibili fossili
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noGoogle
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