La scoperta del prof. Paolo Costantino e del suo staff ha permesso di evidenziare la modalità attraverso la quale auxine e citochinine (ormoni vegetali) agiscono sui processi di accrescimento dei tessuti vegetali radicali. Studiando la radice della Arabidopsis thaliana sono riusciti a capirne il meccanismo di azione dei fitormoni.
La coordinatrice dello studio, Sabrina Sabatini, si dice fiduciosa di questa nuova strada per accelerare i processi evolutivi delle specie coltivate. Con questa scoperta sarebbe infatti semplice far crescere maggiormente le radici per farle approfondire fino al raggiungimento della falda o viceversa evitare che raggiungano zone con concentrazioni saline eccessivamente elevate.
Future applicazioni segnerebbero inoltre un punto di svolta nella produzione dei tanto odiati/amati OGM che potrebbero risultare surclassati. Ancora è presto per delineare il futuro della scoperta, forse segnerà il primo passo per capire meglio i diversi meccanismi cellulari sia dei vegetali che animali. Aspetto vostri commenti per sapere come la pensiate in merito: se avete paura di una scienza sempre più “invasiva” o se ne siete rincuorati.
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Foto | timsnell
caiofabricius
30 nov 2008 - 12:00 - #1La facoltà di Agraria prevede esami di biologia, fisica, matematica, chimica (4), economia (4), microbiologia, genetica (2), coltivazioni…
Sarà un caso?
O non viene il sospetto che la realtà, e quella SCIENTIFICA in particolare, sia COMPLESSA e INTERRELAZIONATA e avvicinabile solo con umiltà e dubbio?
Certo se gli architetti pretendono di ridisegnare il meraviglioso Paesaggio Agrario plurimillenario e i biochimci si SOSTITUISCONO A DIO e pretendono con una spruzzatina di ORMONE o con un RIMESCOLAMENTO di DNA di vendere ricette di sicura produttività e soluzione di problemi
SONO LONTANI DAL DONARE LA FELICITA’ UNIVERSALE celata invece dai perfidi agronomi ambientalisti
Ma continuano in obsolete logiche anni ‘60:
PRESUNTUOSE, VANAGLORIOSE, MIOPI, PEGGIORATIVE E PERICOLOSE nel migliore dei casi, semmai in buona fede.
Luca M
30 nov 2008 - 17:16 - #2Quoto caiofabricius
In effetti la soluzione rapida ed indolore non credo possa esistere. Inoltre se ci fosse stato un vantaggio di tipo evolutivo nell’attivazione e disattivazione di geni in tempi così rapidi credo che ci sarebbero specie con dette caratteristiche già in natura. D’altra parte però è anche vero che il sistema naturale ha tempi decisamente lunghi mentre l’uomo e soprattutto il suo sistema economico abbisogna di migliorie nell’immediato.
È sempre il discorso economico, questo è palese. Secondo me è il caso di rottamare il famoso “triangolo” della sostenibilità. Ma queste sono opinioni.
Saluti