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Vecchi mulini addio, gli aquiloni sono l'eolico del futuro

Pubblicato: giovedì 01 dicembre 2005 da eugenio

kite surf

Prendete una serie di enormi aquiloni simili a quelli usati nel Kite Surf. Metteteli a mille metri da terra e fateli volteggiare su loro stessi. Alla base rimane invece un carosello che girando produce energia. Ma non è energia qualsiasi: è energia pulita e rinnovabile.
E’ italiano lo scienziato che sta progettando l’eolico del futuro e si chiama Massimo Ippolito.

Ecoblog lo ha intervistato in esclusiva.

Come è avvenuto il processo creativo che ha fatto scattare la
scintilla di questa idea?

Bella domanda…, Temo che la formazione di una idea sia un processo
inconoscibile.
Devo però dire che ho precedentemente partecipato in attività in programmi di ricerca industriale, negli ambiti della controllistica, nella misura inerziale del movimento e nella strumentazione di volo, legando queste competenze alla consapevolezza del problema energetico il passo diventa breve.
Viste le premesse e le competenze acquisite nel tempo, penso, che sarebbe stato imperdonabile non arrivare a ipotizzare il concetto KiteGen.

Ma è vero che un KiteGen potrebbe fornire la stessa energia di una centrale nucleare?

Si, abbiamo fatto delle simulazioni fino a 1GW, l’equivalente di circa 1 centrale nucleare corrente, e molto probabilmente si potranno ottenere potenze ancora maggiori.
L’esagerazione è solo apparente; deriva dal fatto che la singola macchina può essere modulare e scalabile con relativa facilità.
Realizzando un Kitegen sempre più grande il fronte vento intercettato e la potenza generabile crescono con il quadrato del diametro della turbina, mentre i costi di impianto crescono solo linearmente, quindi è nell’ordine delle cose che quando ne avremo dimostrato il funzionamento in scala ridotta si tenderà a fare delle macchine molto grandi.

kite

E l’energia che si otterrebbe dal KiteGen sarebbe completamente pulita o ci sono dei limiti ambientali di cui bisogna tenere conto?

Nell’ottica della pesante colonizzazione del pianeta che conduciamo, nessuna attività umana è completamente pulita. Anche il KiteGen dovrà fare uso di acciaio e di cemento ma il giacimento di energia rinnovabile a cui si rivolge è molto grande, anche se non infinito, in un ottica di sfruttamento in larga scala si potrebbe andare ad intaccare tale giacimento con conseguenze sicuramente da valutare.
Ciò rappresenta una preoccupazione che pongo chiaramente, però, mi piacerebbe che il successo che ci attendiamo nella realizzazione di questa macchina possa diventare anche un momento di riflessione sul modello di sviluppo della società che è stato condotto finora ed in modo non sostenibile con la chiara complicità e la cattiva abitudine alla quale ci ha
abituato il petrolio.

A che punto è il progetto? Ci sono i finanziamenti o come è accaduto in altri casi, un’idea italiana finirà per essere sviluppata all’estero?

Siamo abbastanza vicini a far produrre dell’energia elettrica ad un profilo alare, ciò in seguito alla intensa attività di validazione, emulazione e di dettagliata verifica delle ipotesi scientifiche di base.
Attualmente il progetto sta ancora procedendo con piccoli finanziamenti, ma l’entusiasmo delle molte persone che ci lavorano penso stia cominciando ad influenzare anche le istituzioni finanziarie e politiche.
Il KiteGen è un progetto molto complesso che richiede somme di denaro adeguate, ma più che altro richiederà finanziatori sufficientemente visionari, coraggiosi e informati che riescano a recepire le implicazioni e la portata del progetto.
I tempi di realizzazione sono evidentemente una funzione delle somme investite e della qualità delle collaborazioni. Ho caparbiamente insistito a proseguire e proporre il lavoro di ricerca qui in Italia dove ho creato, nel corso dei decenni della mia attività professionale, una preziosa ed
amichevole rete tecnica e scientifica.

Per sapere di più:

Massimo Ippolito
Sequoia Automation S.r.l
Un articolo su Aspo Italia che spiega il funzionamento del KiteGen

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Sandro kensan

    20 lug 2006 - 14:04 - #1
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    Per interesse personale mi sto interessando nel conoscere il punto della situazione sul KiteGen, ho scritto un testo riassuntivo della situazione pure io sul mio sito.

    Per adesso sono partiti con una piccola sperimentazione tramite sponsor con un progetto da 4 milioni di euro per un profilo alare da 20 Kw (se non erro) da montare su un furgone e comandato (il kite) da un software.

    Hanno comunque ricevuto 4 milioni di euro di finanziamento statale per sperimentare un kitegen da 1 megawatt e altri 11 milioni per progettare un kitegen di elevata potenza.

    Il kite sul furgone sarà aultimato a settembre e darà le prime risposte di fattibilità del progetto.

    KiteGen, un mio testo con foto

  • Sandro kensan

    20 lug 2006 - 14:12 - #2
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    Vorre fare un appunto sperando di non passare per precisino. La potenza erogata dal kitegen sale con cubo del diametro del carosello e non col quadrato.

    Questo si evince dai dati tecnici pubblicati sul sito kitewindgenerator.

  • cielo pulito

    23 lug 2006 - 20:00 - #3
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    bello e’ bello,ma come fanno ad alzarsi in volo simultaneamente le vele e restare in quota senza che il tutto si aggrovigli?alla partenza, cioe’ a terra il vento non e’ sufficientemente forte,quindi devi fare girare il kite con energia elettrica o gasolio e quanta energia viene consumata?ma qualcuno di voi ha mai provato a far alzare un aquilone,quelli pero’ ad ala con i due cavi e mantenerlo in quota?poi altro serio problema,quando le vele sono in quota se si dovessero aggrovigliare o staccare,qualcuno minimizza sull’impatto delle vele,perche’ i cavi ce li siamo dimenticati,( dovrebbero essere lunghi circa 500/1000 metri )ci pensi che colpo di frusta.e con il temporale,i fulmini?oggi 23/07/06 sulla stampa dicono che a settembre sara’ pronto a saluggia un prototipo.il progetto secondo me va rivisto.io ho gia’ diverse soluzioni,ma ovviamente non mi daranno una fetta della torta da 10 milioni di euro e quindi potrei brevettarlo da solo in spagna,tanto vanno tutti li’.
    cielo pulito

  • Sandro kensan

    24 lug 2006 - 11:30 - #4
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    Il kitegen si basa su una giostra molto grande, da quel che ho capito i kite sono alti circa quanto è grande la giostra, anzi si pala di giostre da 1500 metri e di altezze dei kite da 500-800 metri.

    Poi in caso di colpi di vento si pensa di usare una frizione tipo quella dei mulinelli dei pescatori.

    Infine i kite sono manovrabili e direzionabili in modo da farli rimanere nella posizione voluta. Aggiungo che sono retrattili e possono essere portati a terra quando si vuole epure fatti scendere di quota.

    Il controllo della posizione e della direzione dei kite è fatto con un sofware, i kite hanno addosso dei sensori che permettono di controllare la loro accelerazione.

  • Ecoblog fa capolino su Treehugger

    16 apr 2007 - 20:45 - #5
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    […] Vi ricordate la nostra intervista all’inventore del Kite Wind Generator? Bene, la prospettiva di produrre Gw e Gw di energia pulita completamente rinnovabile, sta riscuotendo interesse anche all’estero. I newyorkesi di Treehugger.com hanno pubblicato oggi l’intervista, ripresa e tradotta, che Ecoblog ha fatto a Massimo Ippolito, lo scienziato italiano che sta progettando il KiteGen. Vi do questa notizia con molta gioia e un po’ di emozione, perchè Treehugger è uno dei nostri siti preferiti in assoluto, un weblog che consideriamo un “mostro sacro” dell’informazione ambientale on-line. In quanto a traffico ed autorevolezza è il primo blog ambientalista al mondo, ma è anche il fenomeno editoriale di un magazine che in un paio d’anni di fuoco si è imposto fra i grandi, ormai in grado di confrontarsi con la popolarità di giganti come Nature.com. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ postato da eugenio il lunedì 12 dicembre 2005 in: […]

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    17 mag 2008 - 15:49 - #6
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  • mona

    23 mag 2008 - 22:51 - #7
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    23 mag 2008 - 22:51 - #8
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    05 giu 2008 - 07:27 - #9
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    05 giu 2008 - 13:59 - #10
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