L’Uranio costa sempre di più. Tra il 2001 ed il 2007 è arrivato a crescere del 1.000%, e ancora in questi giorni il prezzo è 8-9 volte la quotazione dell’uranio nel 2001 - ovvero 7 $ dollari la libbra.
Questo aumento del prezzo ha per ora solo un effetto limitato sul prezzo: si calcola infatti che un aumento del 50% del prezzo dell’uranio si traduca in un incremento del 3,2% del prezzo dell’energia elettrica in uscita dalle centrali. Ma tra 20 anni - la prima nuova centrale nucleare italiana non sarà finita prima di quel lasso di tempo -, quale sarà il prezzo dell’uranio?
Dalla fine degli anni ottanta, il consumo dell’Uranio ha superato la produzione. Oggi, secondo la World Nuclear Association (WNA), vengono prodotte 78.000 tonnellate di Ossido di Uranio, e solo il 64% proviene dalle miniere.
Sempre per la WNA le attuali riserve naturali dovrebbero durare per 70 anni agli attuali ritmi di consumo. Ma tra gli scenari previsti dall’associazione nucleare vi è anche un raddoppio della capacità installata entro il 2030.
Se si verificasse questo scenario quanto dureranno le scorte? E tutti questi squilibri tra domanda ed offerta, dove porteranno il prezzo dell’uranio? Insomma, di quante prove abbiamo bisogno per capire che la scelta nucleare è priva di senso?
Via | Sia Conseil Italia, UraniumSTOX.com
Foto | Flickr
AXE
01 dic 2008 - 17:18 - #1se solo il 64% dell’uranio deirva dalle miniere il resto da dove arriva ?
Che fine fà l’uranio delle testate nucleari dismesse ?
spirito
01 dic 2008 - 18:29 - #2il costo per la produzione dell’urano è destinato ad aumentare, ma ha il vantaggio di essere praticamente infinito in natura.
Androide85
01 dic 2008 - 18:37 - #3@2
se credi che su questo pianeta finito, una qualsiasi cosa possa essere praticamente infinita…
Un sistema chiuso se prende energia da dentro prima o poi questa finirà. L’unico modo per avere energia duratura è prenderla da fuori del sistema. Duratura fino a che dura la fonte interna, si intende.
Androide85
01 dic 2008 - 18:38 - #4intendevo la fonte esterna
Naderas
01 dic 2008 - 18:54 - #5“Solo due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana,
e non sono sicuro della prima” Albert Einstein
Naderas
01 dic 2008 - 18:57 - #6@ AXE
Tempo fa leggevo (non ricordo dove) che vengono ancora utilizzate le scorte di uranio accumulate dagli smantellamenti post guerra fredda
ciao11
01 dic 2008 - 19:25 - #7dove sono i fan del nucleare come fonte a basso costo?….non so perchè ma credo che investire nella ricerca sia più fruttifero sul lungo periodo….poi è una mia opinione….ciao
Holger
01 dic 2008 - 21:44 - #8Caro AXE, azzardo un’ipotesi… forse dalle testate nucleari dismesse? (anche se ad onor del vero mi sembra un pò tantino)
Caro spirito, è vero che l’uranio è molto abbondante in natura, ma è anche vero che come il petrolio ha dei costi di estrazione. I calcoli vengono fatti su quello facilmente disponibile, se si dovesse estrarlo in maniera differente sarebbe antieconomico.
Alter_EGO
01 dic 2008 - 23:22 - #9Ciao ciao11,
io sarei un cosiddetto “fan del nucleare” ma avevo smesso di postare dopo che alcuni antinuclearisti mi hanno sparato dei link a studi del MIT che neanche avevano letto, e infatti erano pronucleare…
Sono assolutamente d’accordo con te sull’investire in ricerca, ma il post basa la sua conclusione “Insomma, di quante prove abbiamo bisogno per capire che la scelta nucleare è priva di senso?” su dati (stranamente) incompleti.
I numeri citati dal blog più o meno combaciano con quelli qui riportati:
http://www.world-nuclear-news.org/ENF_Exploration_drives_uranium_resources_up_17_0206082.html
tratti dal “Uranium 2007: Resources, Production and Demand - often known as the Red Book” IAEA e della NEA,
e questo articolo risponde alle domande del blogger su quanto ci si aspetta che durerà l’uranio. Cioè migliaia di anni:
The NEA concluded that “currently identified resources are adequate to meet this expansion,” noting that advanced reactors and the reprocessing and recycling of uranium “could increase the long-term availability of nuclear energy from a century to thousands of years.”
Mimmo8
02 dic 2008 - 00:44 - #10Certo che potrebbe durare per migliaia di anni, ma a che prezzo?
SimonX
02 dic 2008 - 08:37 - #11Qui vedo che la maggior preoccupazione sia il prezzo.. “mi domando è più eco-logia o più eco-nomia”.
Il problema non è il prezzo, il problema è stiamo continuando a piegare ciò che ci circonda senza modificare minimamente il nostro stile di vita.
Dobbiamo creare energia senza creare scorie, poco importa che tale sia meno efficiente è un po’ più cara di quella nucleare. Questo è il vero problema. E se non fosse ancora chiaro ai molti, se questo richiederà una diminuzione dei nostri consumi, è ora che lo si faccia, siamo stati secoli a sfruttare senza regole e ritegno..
Rimbocchiamoci le maniche…
m749
02 dic 2008 - 09:50 - #12parlare di ecologia senza tenere in minima considerazione l’economia non ha senso.
personalmente non sono contrario al nucleare (le risorse di uranio sono finite - nel senso di limitate - e garantirebbero migliaia di anni solo nel caso in cui i nuovi sviluppi in ricerca lo consentano quindi abbiamo bisogno di ricerca), ma più che altro mi pare evidente il ritardo con cui siamo partiti.
a questo punto forse sarebbe stato meglio investire in ricerca e cominciare dalla successiva generazione (si parla di circa 20 anni) con la fusione nucleare, integrata ad un più ampio uso delle fonti rinnovabili.
SimonX
03 dic 2008 - 21:37 - #13Di sicuro l’economia va tenuta in considerazione. ma noto, sempre di più, che si tende a forzare le soluzioni migliori cercando di spendere meno delle precedenti “peggiori”. E questo mi pare veramente diabolico se poi oltretutto si vuole anche salvaguardare l’ambiente…
roberto63
28 gen 2009 - 12:30 - #14qualcuno può mandarmi il report uranium 2007: resources, production and demand? Gli sarei molto grado anche perchè mi farebbe risparmiare 120 euro. Non poco
Grazie
Roberto
2007roby2007@gmail.com
metello
09 mag 2009 - 17:17 - #15da quel che si legge, andando di questo passo il consumo di uranio, le cui riserve mondiali (australia, canada, africa sono i maggiori esportatori, ma non dimentichiamo che in ogni caso abbiamo un filone di uranio anche noi nella provincia di bergamo), dovrebbero durare fino al 2055 (cosi si dice), poi c’è sempre l’OTTO, il riprocessamento, grazie al quale enel spedisce cask in francia e inghilterra e si riempie le tasche, sta svuotando le vasche delle vecchie centrali inutilizzate. se le nuove centrali, saranno pronte tra vent’anni cosa ci bruciamo noi li dentro, se abbiamo venduto tutto il riprocessabile? tra l’altro, se tra vent’anni non ci sarà niente di meglio del nucleare per sostenere il nostro smodato bisogno di energia, forse la fine dell’uomo è davvero vicina.
tra l’altro neppure l’universo è infinito, (anche einstein l’aveva intuito) ci sono l’energia e la materia oscura che se lo magnano, l’universo è nato 15 miliardi di anni fa, e recenti calcoli astrofisici gle ne danno ancora venti.