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Avanza il mini eolico italiano, ma lo Stato sta a guardare

Pubblicato: 05 dic 2008 da Simone Muscas

Commenti dei lettori

Mini eolicoLeggevo qualche giorno fa su Ecoblog una segnalazione fatta da Rolloden relativa alla commercializzazione di una piccola turbina eolica totalmente made in Italy. Partendo da questo spunto mi sono preso la briga di cercare quali aziende italiane producano questo tipo di tecnologia. Oltre alla già segnalata Deltatronic ne ho trovato delle altre che annoverano nella loro gamma di prodotti piccoli aerogeneratori, fra queste: Ropatec, Flexienergy, Jonica Impianti, Blu Mini Power.

La maturità di queste tecnologie è ormai abbastanza elevata e, in condizioni di buona ventosità (di norma luoghi con una media di almeno 4 o 5 m/s), si può avere una buona produzione elettrica, superiore in alcuni casi, a quella che si avrebbe a parità di potenza dai pannelli fotovoltaici. Sopratutto per case isolate, centri commerciali o fabbricati industriali potrebbe essere un’ottima soluzione alternativa. A tal proposito verrebbe da chiedersi il motivo per cui la tecnologia non prenda piede in Italia.

Mettendo per un attimo da parte i noti svantaggi (rumorosità delle macchine, manutenzione, difficile predicibilità del vento), vi è infatti un aspetto che probabilmente più di tutti frena la crescita del settore, ovvero l’immobilità del governo in materia di incentivazione al mini eolico.

La Finanziaria 2008 aveva stabilito che anche per il settore in questione fosse previsto un conto energia con caratteristiche simili a quelle definite per il fotovoltaico, tuttavia, ad un anno dall’emanazione del documento, ancora non sono stati pubblicati i decreti attuativi in materia.

A partire dal 1° gennaio 2008 per i nuovi impianti eolici (con potenze fino a 200 kW), sarebbe infatti stato possibile optare, in alternativa ai certificati verdi, per una tariffa incentivante fissa onnicomprensiva pari a 0,30 €/kWh della durata di 15 anni. Però senza i provvedimenti attuativi, il documento della Finanziaria è praticamente privo di significato venendo a mancare le linee guida di regolamentazione.

Questa immobilità determina che gli impianti mini eolici realizzati fino ad oggi vengano penalizzati per quel che riguarda la loro diffusione e gli investimenti delle aziende permangano pertanto in fase stagnante. La stagione politica non sembra inoltre far supporre novità positive a breve termine in questa direzione e questo determinerà inevitabilmente che l’Italia, ancora per tanto tempo, rimanga fra le ultime ruote del carro dei Paesi Europei in materia di energie rinnovabili.

Foto | Flickr

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di dorylinux

    dorylinux

    05 dic 2008 - 11:28 - #1
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    Soluzione A:

    1) sigillare il portafoglio su tutte le spese superflue e sul necessario muoversi eticamente > mettere in crisi il sistema per evere delle adeguate “attenzioni” (paghiamo tutto noi, ricordatelo)
    2) creare un corridoio preferenziale (spendere/investire su) energie rinnovabili

    cosa succederà? > l’imprenditoria “stimolerà” la politica/amica a seguire le iniziative del popolo dei consumatori per ricavarne dei profitti, altrimenti > niente “$upporto” alle pro$$im€ €l€zioni

    Soluzione B:

    > valutare la possibilità di migrare verso stati più etici ed in armonia con i propri abitanti

  • Profilo di stever

    stever

    05 dic 2008 - 12:04 - #2
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  • nuovo Pixia 4.3d per XP e Vista

    05 dic 2008 - 12:53 - #3
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    .
    mi sa che, il mini-eolico ed il mini-solare, sono l’unica strada per diffondere le energie alternative in Italia… se aspettiamo lo Stato, stiamo freschi… :)
    anche l’Enel le megacentrali eoliche va a costruirle negli USA e, se stiamo fermi ancora, tra qualche anno dovremo fare un mutuo per pagare la bolletta dell’elettricità… :(
    .

  • Profilo di dorylinux

    dorylinux

    05 dic 2008 - 12:59 - #4
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    ….bene, vedo che siamo tutti omogeneamente d’accordo.

    Per difendere “la causa” vi linko un’articoletto e relativa petizione da firmare

    > http://www.decrescitafelice.it/?p=389

  • noee

    05 dic 2008 - 14:46 - #5
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    Questo generatore ad asse verticale dovrebbe essere più silenzioso degli altri…però facendo i conti (se non li ho sbagliati), senza incentivi ci si impiega circa 10 anni per arrivare al pareggio… :(

    http://www.engadget.com/2008/12/01/windspire-vertical-turbine-on-sale-now-aiming-to-capture-the-co/

  • Profilo di ilala

    ilala

    05 dic 2008 - 15:44 - #6
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    http://bari.repubblica.it/dettaglio/La-scure-di-Fitto-sulleolico-Bloccati-quattro-impianti-in-mare/1555293?ref=rephp

    Consiglio a tutti di leggere l’articolo ke segnalo tramite il link. Riguarda una situazione ke si è sviluppata nella mia regione, la Puglia. In sintesi il ministro x gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, ha bloccato l’autorizzazione ad installare 4 impianti eolici a largo delle coste pugliesi, iniziativa promossa dal presidente della regione Vendola…i motivi? E chi lo sa!!! Ma come sempre, quando le situazioni sono poco chiare, c’è sempre di mezzo la politica…

  • Profilo di Androide85

    Androide85

    05 dic 2008 - 21:55 - #7
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    Il futuro deve essere incentrato sulla microproduzione diffusa. La vera indipendenza energetica è questa… No multinazionali, no lobby, no interessi sporchi con nucleare carbone o inceneritori, solo interessi collettivi e a vantaggio di tutti.

  • Minieolico

    17 feb 2009 - 23:16 - #8
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    La portata ridotta degli investimenti permette una maggiore partecipazione locale. Non resta che organizzarsi…