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La mappa degli inceneritori

Pubblicato: 10 dic 2008 da Roberto Bosio

Commenti dei lettori


Visualizzazione ingrandita della mappa
Della collocazione italiana degli inceneritori avevamo già scritto, qualche mese fa, nel post La mappa di termovalorizzatori e discariche in Italia. Oggi ritorniamo sull’argomento per segnalare, ancora una volta, il lavoro del blog di Beppe Grillo. Lo staff del blog ha avuto l’idea brillante di incrociare la mappa degli inceneritori italiani con la riduzione dell’aspettativa di vita a causa delle PM 2,5, ovvero delle particelle microscopiche di diametro inferiore ai 2,5 millesimi di millimetro.

Evidentemente non si tratta di uno studio scientifico - non ci sono indicazioni su come sia stata costruita la carta, né su quali dati sono stati utilizzati e da dove sono stati presi. Ma la mappa è comunque illuminante: le macchie nere sulla pianura padana valgono più di cento parole.

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8 commenti

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  • Profilo di Zak

    Zak

    10 dic 2008 - 17:00 - #1
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    Senza dubbio una carta di sicuro effetto, ma… cosa significa?
    Io leggo “riduzione dell’aspettativa di vita media (in mesi) a causa di antropogenici PM 2,5″. Questo cosa vuole significare? Che i morti per patologie ricollegabili al PM 2,5 hanno vissuto in media fino a 3 anni meno del resto della popolazione? In questo caso dovrebbe esserci anche il dato di quante patologie ci sono state: non e’ scontato che la gravita’ di una patologia sia proporzionale alla sua diffusione.

    Credo che dati diffusi in questo modo, cosi’ poco serio, sviliscano molto la questione.

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    10 dic 2008 - 17:08 - #2
    -1 punto
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    Hummmm.. a parte gli inceneritori ci si rende conto degli altri fattori inquinanti in val padana e della scarsa ventilazione? Oppure per partito preso tutte le patologie derivano da essi?

  • talponer

    10 dic 2008 - 17:36 - #3
    0 punti
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    Dare dei dati in questo modo non e’ affatto corretto. Prima di tutto cosa significa “riduzione dell’aspettativa di vita a causa delle PM 2,5″. Si sono fatti studi scientifici per correlare l’aspettativa di vita con le PM 2,5? E inoltre, da dove derivano queste PM 2,5? La pianura padana e’ la zona piu’ industrializzata d’Italia (e la piu’ nebbiosa) e non mi sorprenderebbe il fatto il calo dell’aspettativa di vita dervi da cio’. Inoltre le PM 2,5 potrebbero essere prodotte da numerosi tipi diversi di impianti industriali e non solo da inceneritori.

  • Profilo di Androide85

    Androide85

    10 dic 2008 - 20:55 - #4
    -3 punti
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    Che gli inceneritori facciano male dovrebbe essere ovvio anche per il più idiota della terra, perciò non perdo neanche tempo a guardare questa mappa…
    La nostra testa, il nostro ragionamento razionale e scientifico, il nostro buonsenso sono gli unici strumenti che servono per capire che gli inceneritori sono una catastrofe.
    Svegliamoci!

  • Profilo di Androide85

    Androide85

    11 dic 2008 - 13:04 - #5
    0 punti
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    @1,2,3

    http://www.stefanomontanari.net/images/pdf/rapporto_2008.pdf

    4° Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica - 2008
    E’ appena uscita la traduzione in italiano dell’ultimo rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica.
    Il rapporto analizza a fondo tutti i rischi legati all’incenerimento e spiega persino come vengono taroccati i dati sulle emissioni. Il rapporto inglese (giugno 2008) è molto dettagliato e circostanziato (329 voci bibliografiche).
    è un ottimo lavoro e viene anche spiegato tutti i trucchetti e gli imbrogli per far sembrare innocui gli inceneritori.

    Un esempio per tutti riguarda la diossina, che non viene monitorata per il 99% del tempo.
    In particolare non viene controllata nelle fasi di accensione e spegnimento, quando l’inceneritore rilascia nell’atmosfera una quantità di diossina paragonabile a quella di due anni di funzionamento in condizioni ottimali.
    Ne deriva che le coltivazioni e gli allevamenti che si trovano nei paraggi dell’impianto scopriranno di essere contaminate solo a distanza di tempo, quando i danni saranno evidenti, ma i tecnici dell’inceneritore continueranno a sbandierare i monitoraggi fatti nel momento di minore emissione!

    Se devo essere sincero, non penso proprio che lo leggerete, comunque chissà che non venga smentito…

    ps: in ogni caso, non dovrebbero servire simili dati o documenti. Ci dovrebbe arrivare da solo il cervello con il ragionamento. Bruciare rifiuti non può in alcun modo produrre aria adatta alla respirazione per gli esseri viventi.

  • Profilo di Androide85

    Androide85

    11 dic 2008 - 13:05 - #6
    -1 punto
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    comunque sul libro “nanopathology” trovate un bel po’ di studi riguardanti le patologie causate dalle nanopolveri.

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    11 dic 2008 - 15:27 - #7
    0 punti
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    Androide.. Leggi da qualche parte che dico che gli inceneritori sono all’acqua di rose? Non mi sembra.. ma passare a dare tutte le colpe agli inceneritori in Valle Padana, una delle zone piu’ densamente industrializzate e abitate d’europa con scarso ricambio di aria e una densita’ di automezzi mostruosa, con citta’ come Milano dove molte caldaie lavorano ancora a Nafta o se va’ bene a Gasolio mi sembra quando meno demenziale.. Detto questo, per me’ gli inceneritori potrebbero pure sparire.

  • Profilo di Androide85

    Androide85

    11 dic 2008 - 19:34 - #8
    0 punti
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    Fox, a te sembra che qualcuno voglia attribuire agli inceneritori tutte le colpe dell’inquinamento odierno?
    E’ fuori da ogni dubbio il fatto che il particolato (micro e nano) possa generare una gamma di patologie enormemente vasta. Questo perchè è enormemente grande la varietà di particelle (forma e composizione chimica) e il modo di venirne a contatto (inalazione, ingerimento, occhi, vagina, pelle, …), dunque gli organi del corpo che possono essere interessati da una patologia sono praticamente tutti quelli possibili.
    Ma un conto è dire che il nanoparticolato prodotto da un inceneritore può causare un sacco di cose, un altro conto è dire che data una patologia, sono sicuro che sia dovuta a particolato e sono sicuro che sia responsabile proprio quello prodotto dall’inceneritore.
    Certo è che chiunque dovrebbe arrivare a capire che non vanno costruite simili schifezze.

    Con i soliti discorsi “si ma non è colpa solo di questo” va a finire che non è mai colpa di nessuno. Queste scuse vengono infatti utilizzate da quasi tutti i politici, al fine di non adottare mai alcuna iniziativa seria contro l’inquinamento. Il metodo è semplice: si parla di auto? Si ma non è solo colpa delle auto. Si parla di caldaie vecchie? Si ma i milioni di veicoli dove li mettiamo? Si parla di industrie? Si ma non è provato che quella cosa faccia male. Alla fine che si fa? nulla.

    Ora io mi chiedo: c’è bisogno di dimostrare che dar fuoco ai rifiuti produce aria non adatta, anzi estremamente dannosa, per la respirazione degli esseri viventi? C’è bisogno di portare delle prove?

    Poi, non è questo il caso ma mi sembra importante parlarne, ci sono i soliti furbi che chiedono studi epidemiologici. La loro risposta a qualsiasi cosa è: “nessuno studio fino ad ora ha dimostrato la nocività di questa cosa”. Per prima cosa il principio di buon senso comanderebbe che, fino a quando uno studio non è completato, non si agisca senza conoscere le conseguenze. Invece intanto si costruiscono tantissimi inceneritori. E comunque coloro che invocano la non esistenza di simili studi sono furbi, perchè sanno benissimo che realizzare uno studio epidemiologico affidabile è IMPOSSIBILE. Infatti nelle rare occasioni in cui se ne presenta uno contestano subito la non affidabilità. Furbi eh? Uno studio epidemiologico richiederebbe (per essere ben fatto e affidabile):
    -monitorare la popolazione per una o due generazioni, diciamo 150 anni. Serve il lungo periodo per le patologie a lungo termine e per verificare il trasferimento alle nuove generazioni.
    -trovare una popolazione identica da qualche parte del mondo. Una città costruita nello stesso modo, con le stesse condizioni meteo, la stessa geografia, la stessa storia passata, lo stesso numero di abitanti, le stesse industrie sia in quantità sia come tipologia e disposizione, la stessa predisposizione genetica verso le malattie. Lo stesso tutto insomma, tranne che per la cosa che si vuole studiare: in questo caso l’inceneritore. Una città con l’inceneritore e l’altra città uguale e identica ma senza l’inceneritore. Difficile direi…
    Gli studi epidemiologici vanno bene per topi da laboratorio!