L’utilizzo di internet per lavorare e studiare, sarà probabilmente un argomento che ci toccherà da vicino nel prossimo futuro. Questa forma di lavoro consentirebbe infatti diversi vantaggi: di tipo economico del datore di lavoro che potrebbe ridurre i rimborsi per gli spostamenti dei lavoratori, per il lavoratore e per lo studente che non dovranno fare più i pendolari ed infine per l’ambiente.
Il telelavoro è una importante possibilità che ci viene offerta da internet ma che in Italia per diversi motivi non prende piede. Ecco allora che, nella versione online de “L’Espresso“, alcuni lettori propongono di portare alla ribalta il telelavoro addirittura imponendolo per legge. Mentre sul fronte e-learning, secondo Caroline Haythornthwaite docente all’Università dell’Illinois, tale strumento consentie un maggiore apprendimento da parte degli studenti.
Tornando alla realtà, in Italia il discorso si complica notevolmente: tra digital-divide, scarse conoscenze informatiche di base e scarsa propensione all’innovazione, rimane difficile pensare di poter utilizzare una carta così innovativa. Personalmente, da blogger questa possibilità la sfrutto quotidianamente; poterlo fare anche per l’altro lavoro e per lo studio sarebbe bello. Voi invece che esperienze avete col telelavoro e cosa ne pensate?
Foto | Bull3t
kappa__
11 dic 2008 - 09:59 - #1dove lavoro io, il telelavoro è possibilissimo.
viene usato solo in casi si emergenza (ristrutturazione degli uffici).
l’unica cosa che lo ferma, è la sensazione di controllo che da l’avere il dipendente davanti agli occhi e sentire il picchiettare sulle tastiere, come se il telelavoratore fosse per definizione l’imboscato che lavora da casa per non lavorare (che poi i risultati ci siano lo stesso, forse migliori, non viene considerato)
Vhemt
11 dic 2008 - 10:54 - #2Nella maggior parte dei casi è applicabile ma non in tutti, e il fattore Italia pesa notevolmente.
Le videoconferenze ad esempio in italia sono un miraggio!
_FoX_
11 dic 2008 - 11:25 - #3Lo faccio quando posso.. .Dato che sono libero professionista e la maggior parte del tempo si tratta di sviluppo di applicazioni. Il vero problema e’ che anche da consulente spesso e volentieri le aziende ti vogliono sul posto (ma che cazz ve ne frega?? mica mi pagate a ore ma solo a progetto consegnato!) con una mentalita’ retrograda mostruosa.. ah.. per inciso.. questo vale maggiormente per le grandi aziende che se ne sbattono dei costi aggiuntivi (salvo poi chiederti lo sconto alla fine), mentre le PMI che sono piu sensibili ai costi accettano di non averti tra i piedi se applichi tariffe piu basse…
stever
11 dic 2008 - 11:49 - #4Nel mio ufficio, nonostante io sia l’unico informatico, a livello di digil-divide non ci sarebbero problemi e sarebbe applicabile al 90% del personale (dai 20 ai 65 anni) a costo zero (in quanto tutti i dipendenti , circa 50, hanno uno o più pc a casa, tutti hanno l’adsl con contratto Tuttoincluso Wind quindi telefonate verso i fissi e adsl FLAT quindi un vero e proprio miniufficio già attrezzato ed infatti in caso d’emergenza qualcuno l’ha sfruttato…EPPURE nonostante i 100Km al giorno (o più) che facciamo con l’auto (ufficio trasferito 3 ani fa quindi tutti lontani da casa) NIET ! Una cosa neppure minimamente proponibile ai capi ! io lo propongo ma ridono perchè pensano che sarebbe “troppo comodo” ed invece si eliminerebbero molte finte malattie meglio che il decreto Brunetta x gli statali e si risparmierebbe in corrente, locali, telefono !
Io lo farei per legge anche perchè anche chi per tipologia di lavoro non potrebbe adottare il nuovo metodo usufruirebbe delle strade maggiormente libere grazie ai “non” spostamenti da tanti telelavoranti…poi si potrebbe fare il telelavoro parziale (tipo solo alcuni giorni) per chi fa un lavoro “ibrido”.
Holger
11 dic 2008 - 11:56 - #5Per me il telelavoro è un sogno, sono anni che tento inutilmente di entrare nel circuito ma in Italia è praticamente inesistente. Gli unici telelavori che si trovano sono mezze truffe di tipo piramidale… sob.
gemon
11 dic 2008 - 12:13 - #6il lavoro che faccio, così come quello delle persone che mi circondano e con cui lavoro abitualmente, è assolutamente applicabile al telelavoro. è sufficiente un telefono, uan connessione internet e non ci sono problemi di alcuna sorta. Anche le riunioni ormai si fanno praticamente solo via telefono rendendo di fatto remotizzabile ogni attività.
Peccato che la mia azienda non favorisca il telelavoro, anzi non faccia alcuna iniziativa per favorirlo ma abbia una posizione del tipo ‘non lo possiamo fare perchè la legge non lo consente’. Esiste qualche vincolo legislativo?
stever
11 dic 2008 - 12:52 - #7Anzichè dare sgravi fiscali alle aziende per nuove assunzioni che poi si traducono in false nuove assunzioni oppure assunzioni a tempo determinato diamo dei forti sgravi fiscali a chi promuove il telelavoro anche solo parziale (che ne sò…due-tre gg alla settimana ma meglio sempre).
Alla fine le istituzioni ne guadagnerebbero in meno manutenzione stradale ma soprattutto meno spese sociali (ad esempio da me ogni tanto qualcuno fa un incidente stradale visto le strade pericole e i famosi 100Km da percorrere), meno inquinamento (meno costi sociali per malattie respiratorie), meno assenteismo (inps che paga la ditta dopo il secondo giorno di malattia), ecc.
Stefano13
11 dic 2008 - 16:17 - #8Qualche anno fa la Bocconi fece uno studio sulla fattibilità del telelavoro ed uno dei risultati fu che i dirigenti/capi ufficio vogliono VEDERE i loro sottoposti che lavorano per una questione di comando/controllo/potere. A questo si aggiunge il fatto che la maggior parte dei capi sono i più arretrati in termini di informatizzazione e che quindi resistono a cose che non capiscono e che, soprattutto, non controllano. Tra una trentina di anni quando saranno stati sostituiti dagli attuali ragazzi che usano Messanger e Skype, forse le cose cambieranno.
spidernik84
11 dic 2008 - 18:07 - #9In Italia il sistema lavoro è vecchio, obsoleto, moribondo. Gli effetti si vedono sulle vendite, sulla competitività e, non ultimo, sull’umore generale del popolo italiano.
Quoto Kappa, ha centrato il punto: è la sensazione di “controllo” che viene a mancare.
Fino a quando non ci si focalizzerà su di un sistema lavorativo basato sulla qualità e non sulla quantità di ore lavorate, dunque in sintesi sul rendimento e sui risultati ottenuti, non ci muoveremo di un solo passo.
“L’Italia innovativa” è il più grande ossimoro che mi possa giungere alla mente, ora come ora.
Luca M
11 dic 2008 - 18:26 - #10Per la richiesta di legislazione ho trovato questo sul sito inps
http://www.inps.it/doc/professionista/telelavoro/0202.htm
Scusate se non approfondisco ulteriormente, ma ho un esame in vista.
Se qualcuno avesse altre fonti le può inserire nei commenti.
A quanto pare il telelavoro è visto da tutti come una manna, piacerebbe sentire l’opinione di un datore di lavoro se, oltre al motivo del controllo sul dipendente, si celano altre problematiche.
Saluti
Asset Solare FOTOVOLTAICO
25 dic 2008 - 09:20 - #11Mi sembra che ancora il Italia il telelavoro non sia praticato: vogliono controllo sulle persone. Invece nei paesi scandinavi lo usano ampliamente anche in favore delle neo-mamme, dei papà che devono accudire i figli malati, ecc. Un’altra vita!
L’efficienza energetica è anche questo: risparmiare trasporti e plastiche!
FOTOVOLTAICO Asset solare
maurino86
27 feb 2009 - 15:01 - #12ciao a tutti io lavoro da un po di tempo presso un azienda canadese presente nel web dal 2003 ricerca collaboratori a cui affidare la vendita di abbonamenti a software applicativi e trattanti il piao marketing.
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