Sembrerebbe un regalo di Natale quello dell’ accordo siglato poche ore fa a Bruxelles tra i rappresentanti dei 27: il pacchetto clima 20-20-20 è stato accettato da tutti e l’Italia non ha avanzato nessun veto (lo avevamo preannunciato qualche giorno fa) , così come minacciato in precedenza.
Monsieur Sarkozy dunque ha dimostrato che sotto la sua presidenza è riuscito, forse grazie ad abili giochi diplomatici, a portare a termine gli obiettivi previsti, tra cui anche l’accordo europeo sul clima.
Davanti a tutti questi trionfalismi qualcuno solleverà gli occhi al cielo e dirà: ” meno male che siamo in Europa”, qualcun’altro penserà che l’accordo era stato siglato già nella precedente legislatura e dunque c’era poco da fare. Ma chi, invece, non è proprio d’accordo con i trionfalismi è il WWF, che definisce l’accordo un vero e proprio fallimento.
Ha detto da Poznan Mariagrazia Midulla, responsabile Clima del WWF Italia:
In pratica l’Europa ha appena deciso di compensare circa due terzi delle proprie emissioni di gas serra, di far pagare ai consumatori i permessi per inquinare che le industrie inquinanti ottengono gratis e di non dare supporto ai Paesi poveri nella lotta al cambiamento climatico. Questa non è certo la nuova rivoluzione industriale che ci aspettavamo l’Europa avviasse. Il risultato di questa corsa al ribasso è che l’Europa ridurrà le proprie emissioni di gas serra molto meno del proclamato target del -20% entro il 2020. Dopo aver guidato la battaglia mondiale contro i cambiamenti climatici, oggi che si profilano le condizioni per vincerla entro il prossimo anno , con gli USA che ritornano in pista e i buoni segnali dalle economie emergenti (addirittura avanti a noi negli investimenti e nella strategia) l’Europa non può tornare indietro. Siamo certi che questa sarà la cartina di tornasole degli elettori alle prossime elezioni europee.
Aggiungono Climate Action Network Europe, Friends of the Earth, Greenpeace, Oxfam:
Angela Merkel, Silvio Berlusconi, Donald Tusk e Nicolas Sarkozy devono vergognarsi. Hanno scelto di difendere gli interessi privati dell’industria inquinante, non rispettando la volontà dei cittadini europei, il futuro dei loro figli e la condizione di milioni di persone nel mondo. Il Parlamento può e deve modificare le parti peggiori dell’accordo di oggi.
Noi non sappiamo se davvero sarà la cartina di tornasole di certo la Merkel (e tutta l’industria automobilistica francese e tedesca) è stata tenuta in grande considerazione da Sarkò.
Via | comunicato stampa
Foto | Flickr
noee
12 dic 2008 - 19:33 - #1Purtroppo il momento è quello che è, e credo che il prossimo anno, le tante persone che saranno a spasso e senza un lavoro, ci terranno sufficientemente occupati. Molti dicono che una crisi così è paragonabile solo al ‘29. E ogni fabbrica che si spegne e che smetterà di produrre, farà, per l’ambiente, molto più di qualsiasi filtro elettrostatico.
Sembra una provocazione ma non lo è. Ogni automobile inquina il 70% della sua vita totale al solo atto della produzione. Ed è ormai qualche mese che si vendono il 30% meno di auto. Calcoliamo anche questa riduzione di emissioni per favore.
Purtroppo stiamo riducendo le emissioni così, ed è meglio che i fondi li investiamo in sussidi alla popolazione.
tob
12 dic 2008 - 21:17 - #2Abbi fede, il prezzo del petrolio(*) tornerà a crescere!
(*) Prezzo del petrolio = unico incentivo alla riduzione delle emissioni veramente efficace
Stefano E.
12 dic 2008 - 22:43 - #3Il Parlamento europeo non può fare nulla…la Commissione, il Consiglio dei ministri e il Consiglio europeo hanno trovato la convergenza a quanto pare, e il consiglio è l’organo che detta le linee guida politiche, avendo un potere notevole derivante dalla presenza di tutti i capi di stato e/o di governo.
Dal momento che era in forse anche l’approvazione del 20-20-20, direi che intanto data la crisi possiamo accontentarci già di questo, consapevoli che non c’è molta giustizia in alcune scelte fatte.
Il problema per l’Italia è che probabilmente continueremo a non far nulla, pensando di rinviare il problema all’infinito.
dorylinux
13 dic 2008 - 02:03 - #4>>> http://www.terraonlus.it/co2-auto/117-laccordo-europeo-sul-pacchetto-energia-uno-schiaffo-allambiente
LORO potranno anche fare leggi che a LORO interessano…..
NOI possiamo gestire il nostro portafoglio come a NOI interessa
Non sono quattro somari in parlamento italiano od europeo che desta più di tanta preoccupazione il problema sono i milioni di somari che tutti i giorni lavorano come bestie (lavora lui + lavora lei + secondo lavoro) e spendono in beni inutili e conseguentemente alimentano tutto il meccanismo di potere… appunto dei quattro somari in parlamento…….
Se impariamo ad usare ad essere consapevoli dell’enorme potere che abbiamo nelle nostre mani i quattro somari non contano nulla ed alle prossime elezioni saliranno sulle poltrone persone più preparate, adeguate e motivate ad amministrare l’italia con buon senso.
Ogni popolo ha il governo che si merita..
Link utile > http://www.decrescitafelice.it/
skyvisual
13 dic 2008 - 08:38 - #5Confermo quanto dice dorylinux. Il cambiamento parte dal piccolo amministratore locale. E’ una catena di sant’antonio.
Facciamo del nostro meglio noi dal nostro piccolo, ed il risultato si vedrà tanto più velocemente quanti più siamo.
dorylinux
13 dic 2008 - 13:03 - #6…vi giro la mail appena ricevuta da angelo garau
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Grazie a tutti per avere creduto nell’appello, la petizione ha ottenuto finora 3400 firme.
Abbiamo superato le tremila firme, ma non basta, dopo il decollo da supersonico (oltre cento firme all’ora) c’è stato un crollo, e questo dopo le dichiarazione del nostro ministro Tremonti, le quali affermavano l’intenzione di togliere la retroattività.
Ma sono solo dichiarazioni, ricordiamoci che di fatto vige ancora la retroattività e Vi posso garantire che il mercato si è paralizzato, (chiunque di voi del settore lo può confermare).
Non dimentichiamoci l’obiettivo: DOBBIAMO FERMARE QUESTO SCEMPIO, NO ALL’ART. 29.
No a chi vuole togliere il volano del settore delle rinnovabili e del risparmio energetico; è condivisibile il concetto espresso da Tremonti, il quale afferma che per dare degli aiuti questi devono essere coperti, ma non è il caso del 55%, il quale è vero che da una parte toglie degli introiti alle casse dello stato ma dall’altra alimenta un mercato il quale fattura, e questo vuol dire subito IVA, vuol dire imprese che fatturano e quindi che pagano le tasse, vuol dire imprese che danno da lavorare che alimentano la filiera della produzione, che alimentano il PIL, se poi pensiamo che il fatturato che vien fuori sia del lavoro nero che emerge abbiamo aggiunto la ciliegina sulla torta. Ora io non sono un economista ma credo che tutto questo porta più vantaggi che svantaggi, se mi sbaglio prego di illustrami e che mi venga indicato tutti i lati negativi del 55%.
Poi non voglio pensare a quanto le imprese abbiano investito in attrezzature, formazione, personale, e quanto necessario per affrontare il mercato nuovo che stava esplodendo e oggi si trovano con un pugno di mosche.
Non vado oltre ma Vi chiedo di non fermarvi qua, è già tanto il contributo che avete fatto finora con la firma e con la divulgazione ma non fermiamoci, questa petizione deve arrivare in tutte le case, io ci credo e Voi?
A presto
Angelo
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dorylinux,
In concreto se ancora non lo hai fatto firma la petizione e gira la mail a tutta la tua rubrica
eccoti il link > http://www.firmiamo.it/decretoleggen185art29noallaretroattivit