Scoperto un grande giacimento di metano in Emilia Romagna

Giacimento metanoL'Italia per soddisfare il proprio fabbisogno energetico si trova costretta ad importare la quasi totalità di combustibili fossili dall'estero, fra questi c'è naturalmente anche il metano.

A tal proposito mi sembra interessante segnalare la notizia relativa alla scoperta di un nuovo grande giacimento di questo combustibile fossile in Emilia Romagna, lungo la zona del Sillaro in località Crocetta vicino a Medicina.

Di vera e propria scoperta non si può parlare in quanto sembrerebbe che l'Eni fosse già a conoscenza della sua esistenza da circa cinquant'anni. E' tuttavia importante segnalare che, proprio in questi giorni, gli australiani della Po Valley Energy inizieranno con i lavori di estrazione. La società è riuscita infatti ad ottenere la concessione ministeriale (della durata di vent'anni) per iniziare a sfruttare il giacimento.

Pierluigi Vecchia, manager responsabile della società australiana, parla di assoluta novità per quel che riguarda le concessioni. Queste infatti, continua Vecchia, sono le prime a non appartenere al gruppo Eni-Agip nella Pianura Padana. Fra i motivi che avrebbero spinto gli australiani ad investire nel nostro Paese, conclude il manager, oltre a quelli legati all'interessante panorama geologico di Sillaro, vi sarebbero indubbi vantaggi economici legati ai costi di estrazione e trasporto inferiori rispetto a quelli del loro continente.

La notizia è importante più per ragioni di sostenibilità economica che non ambientale. Infatti se investire sulle rinnovabili rimane comunque una priorità importante per il nostro sistema energetico, non si può certo negare come il quadro reale attuale imponga che il mix delle fonti debba essere necessariamente costituito (per ragioni tecniche ed economiche) anche dai combustibili fossili.

La speranza è che a beneficiare di queste nuove scoperte siano sopratutto i cittadini italiani e che le ricchezze economiche generate da queste nuove riserve locali possano essere utilizzate per far transitare gradatamente il nostro sistema energetico verso un mix di fonti più sostenibile.

Tutto ciò senza perdere di vista la realtà tangibile, ovvero quella dei grandi interessi economici che gravitano attorno a scoperte di questo tipo e tenendo bene a mente che si tratta comunque, per quanto interessanti, di giacimenti di grandezza limitata rispetto a quelli dei più importanti Paesi produttori mondiali.

Via | Sabatoseraonline.it
Foto | Flickr

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