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Zaia: "Sulle tavole di Natale lo sciopero dell'ananas"

Pubblicato: 17 dic 2008 da Marina

Commenti dei lettori

Sciopero dell'ananas Stamattina il Ministro alle politiche agricole Luca Zaia, ha invitato noi tutti a non mettere sulle tavole natalizie l’ananas dicendo:

I consumatori italiani devono sapere che il made in Italy è sicuro e che la carne di maiale, sulla quale in questi giorni è puntata l’attenzione di stampa e istituzioni, è sicura se proviene dai nostri allevamenti. Sì, quindi, a zampone e cotechino. E no, invece, ai prodotti fuori stagione, che non appartengono alla nostra tradizione e che, spesso, vengono coltivati in Paesi dove è ancora possibile utilizzare insetticidi epatotossici, e talvolta, cancerogeni. Suggerisco quindi di cominciare lo sciopero dell’ananas e preferire, per il pranzo di Natale, qualcuno degli oltre 2500 prodotti tipici di questa stagione.

I dati Istat dicono che l’import di ananas è aumentato del 5% rispetto allo scorso anno,pari a 105 milioni di chili per un valore di 73 milioni di euro nei primi nove mesi di quest’anno.

Ma c’è qualcuno, anzi più di qualcuno che crede che non sia proprio il caso di fare lo sciopero dell’ananas.

Un “casalingo di Voghera” scrive al quotidiano Varese News:

Rimango ogni giorno più esterrefatto dalle dichiarazioni dei nostri politici. Il ministro delle politiche agricole,in un momento di crisi ,quando la gente cerca di risparmiare il più possibile , dice: basta ananas a Natale mangiamo le nostre mele.

Forse il Ministro non sa che oggi l’ananas costa 1 euro al kg e se in offerta anche meno ,le nostre mele partono dai 2 euro in su. Ovviamente qualche cosa non funziona anche perchè ananas e banane devono fare i conti con il trasporto che non è indifferente, Pertanto invito tutti a lasciare mele , pere sui banchi e ad acquistare ananas e banane molto più nutrienti e a metà prezzo. Non solo a Natale ma tutto
l’anno.
Cordiali saluti

Ecco, appunto, cordiali saluti anche a tutti gli inviti ad acquistare frutta e verdure di stagione per una spesa sostenibile o ai Farmer’s Market.

Ma se non calano i prezzi dei generi alimentari non sarà facile convincere le persone che è anche dalla spesa che passa la tutela dell’ambiente.

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Maurokap

    18 dic 2008 - 01:36 - #1
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    Secondo me la questione va inizialmente posta in questi termini: fatte le dovute eccezioni riguardo agli inevitabili ma comunque deprecabili speculatori, gli agricoltori italiani, ed europei in generale, fanno i conti con una normativa più severa in termini di utilizzo di prodotti chimici (antiparassitari e fertilizzanti) e con un costo delle risorse (capitale, terra e lavoro) più alto. Queste limiti quasi non esistono nella maggior parte dei paesi dai quali provengono alcuni prodotti (ananas, meloni, pompelmi, banane etc). Non intendo dire che i limiti che ho illustrato spiegano le dimensioni dei prezzi o siano un giustificativo omnicomprensivo, ma ne costituiscono una parte, dalla quale non si può prescindere e che fornisce una serie di garanzie a questa e alle successive generazioni: tutela della salute dei consumatori, adeguata retribuzione e tutela della manodopera, remunerazione di chi investe capitali nelle attività agricole (dove il rischio d’impresa è spesso molto alto e soggetto a fattori imponderabili), tutela del territorio dall’indiscriminato sfruttamento e depauperamento. L’agricoltura è definita settore primario non a caso, è la parte più importante e necessaria per l’esistenza della vita, i governi nazionali e sovrannazionali dovrebbero avere in cima alla lista la difesa di questo settore dell’economia.
    Avendo chiari questi presupposti si può parlare di prezzi, di crisi economica e di catena distributiva corta. A voi il seguito della discussione.

  • Profilo di AXE

    AXE

    18 dic 2008 - 09:31 - #2
    0 punti
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    non ha nessun senso quello che dice il casalingo di voghera.

  • Profilo di tassinari.mauro

    tassinari.mauro

    18 dic 2008 - 11:53 - #3
    1 punto
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    Le mele a 2€/Kg !????????
    Ma se i contadini non ci prendono neppure 50 cent !?

    => Se volete risparmiare comprate direttamente dai contadini: -Additivi e meno speculazioni!!

    W La filiera corta!!

  • caiofabricius

    18 dic 2008 - 11:58 - #4
    0 punti
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    Chissà come la prenderanno quelli che con le loro IMPORTAZIONI di LUSSO alimentare (vini, parmigiano, prosciutti,e mille prodotti nobilitati e gonfiati di prezzo dal marchio Made in Italy) ci consentono di essere un Paese RICCO.

    Speriamo che continuino a compatirci fra un presidente Bananas e un ministro da bar dello sport.

  • Profilo di Bramantino

    Bramantino

    18 dic 2008 - 14:20 - #5
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    Mi sembra che finalmente abbiamo un ministro capace e competente, e che dice quello che ripetiamo da anni: comprare localmente, frutta e verdura di stagione. Se volete dargli contro solo perchè è leghista, questo è un altro discorso.

  • caiofabricius

    18 dic 2008 - 18:23 - #6
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    Da agronomo non posso che auspicare una sacrosanta rivalutazione dei bassi redditi del settore primario grazie anche ad un più larga diffusione della qualità con la filiera corta e alla valorizzazione della stagionalità e vocazionalità territoriale.

    Ma non cambia di una virgola l’inopportuna uscita del Ministro che deve cmq rimanere in un ambito di equilibri diplomatici-commerciali internazionali.

    E PURTROPPO, o per fortuna, a secondo degli attori, la nostra bilancia si sostiene anche grazie alle nostre produzioni di pregio del settore alimentare.

    Se a boicottare gli ananas è un fruttarolo de testaccio mi sembra che ci stia tutto, sbigottisco che sia un Ministro, perchè forse domani dal Paese che vende Ananas risparmieremo con la mancata o ridotta importazione poche migliaia di eurazzi, MA NE PERDEREMO MILIONI con l’eventuale blocco ritorsivo di vini e prosciutti.

    Fin troppo banale per un apprendista politico, altrimenti faccia un altro mestiere.

    E poi andrebbe scoraggiato il consumo di ciliege a Natale, ma che io sappia gli Ananas a Segrate vengono male pure ad agosto.
    Oppure è peccato proprio mangiarli, neanche un par de volte l’anno?
    Siamo alla frutta?