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Ambiente : gli 11 cuori verdi più importanti della storia (+ 2)

Pubblicato: venerdì 19 dicembre 2008 da Marina

Gandhi e capo seattle

Possiamo dire che prima dell’era industriale tutti gli uomini erano ambientalisti? Che vivevano cioè quella speciale condizione di armonia con la Natura, dovuta a sapienza e conoscenza? Non sono così sicura che lo si possa dire. Di certo però ci sono state delle persone speciali che hanno trattato e difeso l’ambiente come un essere vivente (quale è) rivolgendogli tutto il rispetto che merita.

Il rapporto Sacro creato con la Natura, per molte delle persone citate in questa lista, è l’elemento che porta gli esseri umani molto, ma molto, vicini a sentire la presenza di uno Spirito, di un armonia che lega tutte le persone, cose e oggetti tra di loro, tanto che ogni azione condotta non è mai esente da conseguenze. Tra di loro c’è chi è ateo, chi agnostico, ma tutti hanno, appunto questo approccio mistico che trascende e sorpassa le convinzioni personali.

Dopo il salto vi propongo la classifica di webecoist (più qualche personale modifica) in proposito:

Henry David Thoreau

Passò due anni nei boschi a vivere in una capanna vicino il lago Walden, a Concord in Massachusetts. E ne venne fuori il suo capolavoro The Senses of Walden,ovvero La vita nei boschi, il resoconto appunto di questa sopravvivenza iniziata il 4 luglio 1845 e terminata il 6 settembre 1847. Scopo della vita nel bosco era la ricerca di un rapporto intimo con la natura in una sorta di trascendenza mistica.

Nel 1849, scrive il saggio “Disobbedienza civile” a proposito della sua decisione di non sostenere la guerra degli Usa contro il Messico in quanto riteneva che fosse una guerra ingiusta e che non poteva essere portata avanti con le tasse dei cittadini. Dunque si rifiutò di pagarle finendo per questo in prigione.

Ansel Adams Ansel Adams

E’ un fotografo ambientalista che a 17 dopo aver lasciato la scuola che per i suoi metodi educativi non lo convinceva troppo si iscrisse al Sierra Club. Iniziò a forografare molti dei parchi naturali americani e le sue foto sono oggi la testimonianza di come fossero prima dei molti interventi umani e della presenza massiccia di turisti. Il Sierra Club, grazie al suo lavoro ha lanciato molte delle tematiche ambientali. Diceva: “Il mondo intero è, per me, molto vivo, tutte le cose, anche le rocce. Non riesco a guardare l’erba o la terra, per esempio, senza sentire l’essenziale della vita - quanto accade nel loro interno. Lo stesso vale per una montagna, il mare o per un magnifico pezzo di legno antico. E’ raccapricciante che dobbiamo per combattere il nostro Governo per salvare l’ambiente.”

Gandhi Mahatma Ghandi

E’ forse l’ambientalista più ambientalista che conosciamo. L’armonia che viveva con il Creato è indiscutibile. Aveva sempre dentro di se la scelta giusta, la strada giusta da seguire. Gli veniva naturale e spontaneo e la sua immensa saggezza è una preziosa eredità che troppo spesso dimentichiamo.
Alla base dei sui principi la ahimsa, la non violenza, verso tutto e tutti. Seguono la povertà volontaria, il lavoro e la preghiera in una sorta di vita monastica che in realtà è la strada principale verso la libertà e il distacco da tutte le catene che imbrigliano l’essere umano in attaccamenti inutili che lo allontatano dall’estinzione di ogni desiderio. Ovviamente l’ambiente, la Natura e il Creato sono creature viventi il cui prana (respiro) è in sintonia con l’uomo, creatura tra le creature.

Thomas EdisonThomas Edison

Io su questa proposta sono un po’ scettica al di la dei meriti o demeriti in campo scientifico la cosa che non mi convince è che Edison è stato oltre che un inventore sopratutto un imprenditore.
Diciamo che sicuramente di energia se ne intendeva, tanto da riconoscere al sole, in tempi non sospetti, di essere il motore di tutta la vita sul nostro pianeta.
Sebbene ateo riconosceva alla Natura la dimensione del sacro e ne aveva un gran rispetto, anche se nella storia ci sono stati personaggi con molto più amore per il Creato.

San Francesco d'Assisi S.Francesco d’Assisi

Ecco personalmente trovo più giusto che vi sia il poverello di Assisi che non il ricco imprenditore nord americano. Se non altro per una questione di coerenza con le scelte di tutta una vita.

Come si fa a dimenticare che il Cantico delle Creature sia un manifesto al Creato e al rispetto per ogni forma di vita?
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual’è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de te, Altissimo, porta significatione.(Dal “Cantico delle Creature”)

Einstein Albert Einstein

Ateo e vegetariano, Albert Einstein combatteva ogni forma di violenza, narcisismo e egoità della società moderna.
Diceva: “Un essere umano è parte , limitata nel tempo e nello spazio di un tutto, da noi chiamato Universo. Fa esperienze, pensa e vive i sentimenti come qualcosa di separato dal resto - una specie di illusione ottica della sua coscienza. Questa illusione è una specie di prigione per noi, ci limita ai nostri desideri personali e di affetto per un paio di persone a noi più vicine. Il nostro compito deve essere di liberarci da questa prigione e di ampliare la nostra cerchia di compassione per abbracciare tutte le creature viventi e tutta la Natura nella sua bellezza “.

Khalil GibranKhalil Gibran

E’ uno dei poeti più amati che ha ci ha insegnato che non siamo distaccati dall Terra. Ha creduto nella potenza della redenzione e del perdono.
“Quando gli uccelli cantano, fanno appello ai fiori nei campi, o sono essi a parlare agli alberi, o sono in sintonia con il mormorio dei torrenti, l’uomo non riesce a comprendere che cosa l’uccello sta dicendo, né ciò che il mormorio del ruscello dica, né ciò che il sussurro delle onde dica quando tocca le spiagge lentamente e delicatamente. L’uomo con non comprende e non può sapere che cosa dice la pioggia quando si cade sulle foglie, sugli alberi o quando a rivoli scorre sui vetri delle finestre. Non può sapere che cosa dica la brezza ai fiori nei campi. Ma il cuore dell’uomo può sentire e cogliere il significato di questi suoni che giocano con i suoi sentimenti. La Sapienza eterna spesso parla in lui in un misterioso linguaggio: Anima e Natura conversano insieme, mentre l’uomo sta muto e disorientato. Ma l’uomo non piange con suoni? E non sonole lacrime eloquenti alla sua comprensione”?

Capo Seattle Capo Seattle

Qui il discorso sarebbe davvero lungo. Oltre a menzionare Capo Seattle sono da menzionare tutti i pellerossa per il rapporto speciale che avevano con l’ambiente e per la spiritualità che contraddistingueva questo rapporto, in un misticismo che li univa profondamente al Creato. Per ritornare a Capo Seattle si distinse per i suoi discorsi e per l’abilità nel negoziare con i bianchi evitando così inutili guerre, isomma un pacifista. E a proposito dei suoi discorsi c’è una frase quantomeno profetica: L’umanità è intessuta in una rete, quella della vita. Siamo fili all’interno di essa. Qualunque cosa facciamo nella rete, la facciamo a noi stessi. Tutte le cose sono tenute insieme. Tutte le cose sono collegate “.

Arcivescovo di Canterbury William Temple, Arcivescovo di Canterbury

Per i primi del novecento i suoi discorsi risultavano abbastanza rivoluzionari. Si è opposto allo sfruttamento industriale e a quello del lavoro.Fu un cacesso sostenitore dei principi di eguaglianza e lungo la sua vita denunciò e intervenne in favore dei più poveri per garantire loro una istruzione adeguata. Infatti il suo scopo fu quello di garantire che a tutti fosse concessa la possibilità di studiare, sopratutto ai ragazzini senza alcuna possibilità di riscatto nella chiusa società inglese.

Fu a fianco dei lavoratori nelle loro battaglie per il riconoscimento dei loro diritti e fu anche il primo presidente dell’Associazione educativa dei lavoratori. Diceva: ” Sfruttrare la Terra non solo è imprudente ma è un sacrilegio. Non correggeremo i nostri orribili errori in questo Regno se non recuperiamo il senso mistico della nostra unione con la Natura. Molta gente pensa che questa sia fantastico. Io credo sia fondamentale per la nostra sopravvivenza”.

Arisotele Aristotele

E’ una delle colonne del pensiero occidentale e senza dubbio colui che ha dato il via al metodo scientifico. Ma viene inserito in questa lista per un preciso merito, quello di aver contribuito allo studio della Natura. Ma il mondo greco ha anche molti altri filosofi che si sono dedicati con passione allo studio dell’ambiente, da Democrito a Pitagora, ad esempio. A me piace in questo contesto ricordare come invece Aristotele fece ricorso alla Natura, nella Poetica a proposito della funzione dell’arte e dell’artista che per operare devono ricorrere alla mimesis. Tutto, secondo il filosofo, deve essere imitazione della Natura, e l’artista, sia esso scultore, poeta, attore si deve conformare alle sue leggi. Insomma l’Arte come linguaggio della Natura.

J.J.Rosseau J.J. Rosseau

Crede che la proprietà sia un concetto ridicolo, che l’uomo nasce innocente e dice: “Voi dimenticate che i frutti appartengono a tutti e che la Terra non appartiene a nessuno”. Non era neanche troppo d’accordo con la scienza e la tecnologia frutto non di voglia di conoscenza madell’orgoglio e della vanità. Meglio gli uomini primitivi che non vivevano in società e che erano animati dall’amore di sè e non dall’amor proprio, che li portava ad essere compassionevoli verso tutti gli altri esseri viventi. Dalla nascità dell’associazione dell’uomo in società nascono le diseguaglianze e il contratto sociale. Insomma l’età dell’oro per Rosseau è l’era primitiva.

Michelangelo e la Cappella sistina Michelangelo

Finisce in questa classifica Michelangelo per aver riconosciuto alla Natura il suo ruolo predominante nella bellezza. Dice, infatti: “La mia anima non può trovare scale verso il cielo a meno che non sia attraverso la bellezza della Terra”.
Insomma dalla natura che ci circonda si può arrivare direttamente a Dio. percepire i profumi, la bellezza dei paesaggi, la bontà dei frutti e dunque dare rispetto a queste meraviglie che sono specchio del Divino vuol dire sentirsi un tutt’uno con il creato. Sicuremente sono immagini belle e popetiche, ma non so se sia compresa la forza e il vigore devestante della natura in questo discorso sulla bellezza. Un uragano sicuramente ci affascina ma è anche pericoloso.

Claude Monet Claude Monet

Sono d’accordo con il suo inserimento nella lista. Siamo alla nascita del movimento impressionista e l’attenzione alla bellezza della Natura e del corpo umano è centrale. Accanto il suo Stagno delle ninfee, armonia verde di una struggente poesia, dove le presenze sono evocate dalla loro assenza e in un certo senso ricorda molto gli artisti zen o le evocazioni in poetica. Personalmente per la potenza del colore e la sfrontata naturalezza e reale comunione con la natura preferisco Paul Gauguin che ha un impatto più carnale e meno mediato. In tutte le sue tele c’è un uso potente della luce e la Natura non è mai complementare, ma svolge un ruolo da protagonista. Le presenze umane sono incastonate come elementi che continuano il suo discorso.

Emily Dickinson Emily Dickinson

L’esperienza umana, per la Dickinson, passa nella sacralità della Natura. E ci fa sapere che attraverso la trascendenza o il misticismo il contatto con il Creato diventa l’unica maniera possibile per riconoscersi come esseri in mezzo agli esseri. E lei silenziosa considera il Creato amico con il quale si intende appunto senza bisogno di parole, rischiando anche di apparire maleducata, ma appunto, i suoi migliori amici sono proprio quelli con cui non scambia una parola: le stelle che l’attendono la sera.

Personalmente aggiungo Pierangelo Bertoli, che come pochi ha dedicato, in tempi non sospetti, una delle sue canzoni all’ambiente, all’ecologia e alla noncuranza umana nei confronti del pianeta su cui vive.

E continuerei l’elenco con Gesù Cristo, Buddha, i Taoisti, i monaci Chan, i filosofi Zen, i mistici Sufi…

Via | Webecoist
Foto | Il san Francesco l’ho trovato su casatea

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23 commenti

Commenti dei lettori

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  • simon999

    19 dic 2008 - 17:25 - #1
    2 punti
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    per piacere togliete la password a marina, i suoi post sono sempre inutili.

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    19 dic 2008 - 18:01 - #2
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    @simon999
    perpiacere, di inutile qua non ci sono i miei post…

  • Profilo di AXE

    AXE

    19 dic 2008 - 18:55 - #3
    -3 punti
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    a me piace il post.

  • Profilo di Sandro kensan

    Sandro kensan

    19 dic 2008 - 19:05 - #4
    -3 punti
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    Invece i post di Marina sono spesso interessanti e li leggo per intero molto spesso.

    Comunque nel novero delle personalità che amavano profondamente la natura mancano esponenti di molti continenti, manca l’India (possibile che un continente così spirituale abbia avuto solo il Mahatma Ghandi?), manca la Cina, manca il sud america, manca il Giappone, manca il sud est asiatico, manca tutta l’africa, manca l’oriente, il medio oriente, ecc.

    Quando si cerca tra la cultura che noi abbiamo e che anch’io ho si finisce per raccontarcela tra noi occidentali.

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    19 dic 2008 - 19:23 - #5
    -3 punti
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    @ filoverde
    Marina, io non sono quasi mai d’accordo con i tuoi post, ma hai la mia massima solidarietà!
    E poi concordissimo su questo :”Possiamo dire che prima dell’era industriale tutti gli uomini erano ambientalisti? … Non sono così sicura che lo si possa dire.”

    @ simon999
    Penso che non ci sia niente di più inutile che postare in un blog inutile. Se io volessi dimostrare di saper distinguere l’utile dall’inutile, posterei cose utili su blog utili.

  • Marin

    19 dic 2008 - 19:35 - #6
    -1 punto
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    assolutamente un gran post, questi sono argomenti che meritano!

  • ander from germany

    19 dic 2008 - 19:47 - #7
    -1 punto
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    Scusate ma perchè Einstein sì e Leonardo no? pure lui era vegetariano. E perchè accanirsi contro l’imprenditorialismo di edison? I produttori di pannelli fotovoltaici sono dei verdi? Pensavo fossero imprenditori, industriali.

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    19 dic 2008 - 19:53 - #8
    -3 punti
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    @Sandro Kensan
    Bè assolutamente in accordo sul fatto che manchino un sacco di nomi. Ad esempio per l’India mi viene in mente Jaina che diede vita al movimento jainista che nutre un rispetto totale per tutte le forme di vita, compresi i microbi, o Sri Aurobindo, o Vandana Shiva ; per la Cina mi viene in mente Wu Lihong arrestato perché ambientalista. Il Giappone lo conosco un po’ meno.

    Io sinceramente mi aspettavo una discussione del tipo: Ma sei pazza ad aver messo Aristotele? Ci andava Platone! Oppure Sant’Agostino. Insomma rispetto alle radici del mondo ambientalista credo che in Europa abbiamo degli esempi molto molto consistenti, che forse neanche più ricordiamo. Mi piacerebbe da questo post tirare fuori un po’ le nostre radici e ripartire dal passato per arrivare al futuro.
    @Alter_Ego
    Grazie di cuore. Le critiche se costruttive aiutano a crescere lo sappiamo. Io spero solo di poter ampliare il discorso sull’ambiente e sulla Natura e del rapporto mistico e sacro che ci lega ad essa.

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    19 dic 2008 - 19:54 - #9
    -2 punti
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    @ander from germany
    Come hai ragione! Giusto, forse sarebbe il caso di aggiungere Leonardo da Vinci.

  • ander from germany

    19 dic 2008 - 20:16 - #10
    0 punti
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    “Diceva: ” Sfruttrare la Terra non solo è imprudente ma è un sacrilegio. Non correggeremo i nostri orribili errori in questo Regno se non recuperiamo il senso mistico della nostra unione con la Natura. Molta gente pensa che questa sia fantastico. Io credo sia fondamentale per la nostra sopravvivenza”.”.
    Boh a me sembra che l’agricoltura sia una forma di sfruttamento. Pure respirare è una forma di sfruttamento portata all’estremo. Che intendeva dire? rinunciare a tutto? lo fanno in molti!. O in pochi. Bravo, e gli altri stanno a guardare. E’ che “cuore verde più importante della storia” per affermazioni fatte tanto per fare (come da certi nostri politici) anche se in buona fede mi sembra ridicolo ed esagerato.

  • ander from germany

    19 dic 2008 - 20:17 - #11
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    filoverde leggi tutto il mio commento non solo quello che ti interessa. E rispondi. L’imprenditore è “cattivo” a prescindere? E’ quello che leggo.

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    19 dic 2008 - 20:20 - #12
    -2 punti
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    @ander from germany
    in tutte le cose non c’è mai solo il buono e solo il cattivo. Nel caso del post mi sembra che Edison non sia certamente un ambientalista quanto piuttosto un imprenditore.

  • ander from germany

    19 dic 2008 - 20:22 - #13
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    “Grazie di cuore. Le critiche se costruttive aiutano a crescere lo sappiamo. Io spero solo di poter ampliare il discorso sull’ambiente e sulla Natura e del rapporto mistico e sacro che ci lega ad essa.”

    Rapporto mistico e sacro? E’ il pianeta su cui camminiamo, non mi sembra il caso di inserirci per forza culti devozioni e magari religione (sacro: 1a agg. FO che riguarda la presenza e le manifestazioni del divino, che si riferisce alla religione e al culto: luogo, rito s. | destinato al culto, alle cerimonie religiose: arredi, paramenti sacri (abbr. s., S.)

  • ander from germany

    19 dic 2008 - 20:27 - #14
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    “in tutte le cose non c’è mai solo il buono e solo il cattivo”
    Appunto, non è che gli imprenditori sono buoni a prescindere, qualunque cosa voglia dire essere buoni.

    “Nel caso del post mi sembra che Edison non sia certamente un ambientalista quanto piuttosto un imprenditore.”
    Perchè leonardo è un ambientalista, scusa? einstein lo era? E poi definiscimi ambientalista, parola ultra abusata che non si sa mai come prenderla. Per l’essere vegetariani? Per la non violenza? Per parlare bene della natura?

  • ander from germany

    19 dic 2008 - 20:29 - #15
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    Ah, e il diritto dei lavoratori cosa c’entra con l’ambientalismo? Oh, sono tutte personalità interessanti ma non mi sembra il caso di infilarle forzatamente in un blog di ecologia. Non è che si offendono.

  • melablog è il migliore

    20 dic 2008 - 00:16 - #16
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  • melablog è il migliore

    20 dic 2008 - 00:17 - #17
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    albert einstein, ansel adams, aristotele, capo seattle, claude monet, ecologia Le origini [modifica]

    Prima di co-fondare la società, Steve Wozniak era un hacker, che nel 1975 iniziò a tenere conferenze al Homebrew Computer Club, ispirato dagli avvenimenti del tempo.

    All’epoca, gli unici processori commerciali disponibili erano l’Intel 8080, che costava 179 dollari, e il Motorola 6800 che costava 170 dollari. Wozniak avrebbe voluto utilizzare il Motorola 6800, ma entrambi erano fuori dal suo budget. Perciò, in attesa del giorno in cui avrebbe potuto permettersi una CPU, cominciò a osservare, a imparare e a progettare i suoi computer sulla carta.

    Quando la MOS Technologies mise in commercio il suo chip 6502 nel 1976 al modico prezzo di 25 dollari, Wozniak iniziò immediatamente a scrivere una versione del linguaggio di programmazione BASIC per il nuovo processore. Una volta completata, cominciò a progettare un computer sul quale farlo girare. Il chip 6502 era stato progettato dallo stesso team che aveva progettato il 6800, cosa più che comprensibile, dal momento che molti impiegati nella Silicon Valley lasciavano le loro società per formarne di nuove. Il vecchio progetto del computer di Wozniak basato sul 6800 aveva solo bisogno di alcune piccole modifiche per poter utilizzare il nuovo processore.

    Una volta completata la macchina, Wozniak prese subito a parlarne durante le sue conferenze al Homebrew Computer Club, dove mostrò per la prima volta il suo sistema. Fu lì che incontrò il suo vecchio amico Steve Jobs, enormemente interessato alla futura applicazione commerciale di queste piccole macchine “da hobby”.

    I primi anni [modifica]

    Steve Jobs e Steve Wozniak (”i due Steve”) erano amici da molto tempo, Jobs riuscì a convincere Wozniak ad assemblare la macchina che aveva progettato e a venderla con lui. Jobs prese contatti con il proprietario di un negozio di computer della zona, The Byte Shop, e gli presentò la macchina. Il proprietario era interessato alla macchina e si impegnò a comprare 50 esemplari del computer pagandoli 500 dollari l’uno, ma non intendeva venderli in scatola di montaggio, li voleva tutti montati. Quindi, per non perdere il contratto, Jobs e Wozniak dovevano assemblare tutti i computer senza però disporre né di una fabbrica né dei soldi necessari per impiantarla.

    La macchina era dotata di un paio di caratteristiche interessanti: la prima era quella di poter essere collegata a un televisore. Visto che molti computer dell’epoca non prevedevano nemmeno un dispositivo video, quella era un’innovazione notevole; criticabile fu la lentezza del video, soltanto 60 caratteri per secondo. La macchina si chiamava Apple I (1976) e includeva delle ROM da dove caricava il codice all’accensione: questo rendeva molto semplice l’accensione della macchina. Spinto dall’insistenza di Paul Terrell, Wozniak progettò anche un modulo per interfacciare il computer a un lettore a cassette per caricare e salvare i programmi. Il lettore era molto rapido (per l’epoca): leggeva e scriveva 1200 byte per secondo. Il pregio dell’Apple I era la semplicità: era un computer discretamente potente, ma Wozniak era riuscito a progettarlo utilizzando pochi componenti (rispetto ai computer concorrenti) quindi era relativamente economico. La capacità di Wozniak di semplificare un circuito elettronico per ridurne i costi è leggendaria, e buona parte di questa leggenda è dovuta proprio al progetto dell’Apple I e dell’Apple II (1977).

    Dopo essersi associati con un altro amico, Ronald Wayne, i tre iniziarono a costruire le macchine. Per trovare i soldi per acquistare i pezzi usarono qualsiasi mezzo (compreso vendere la calcolatrice scientifica HP di Wozniak e il furgoncino Volkswagen di Jobs) e sequestrarono il garage alla famiglia di Steve Jobs, dove assemblarono i computer. In giugno riuscirono a consegnare i computer che vennero regolarmente pagati. È singolare notare che i computer vennero forniti senza telaio. Chi acquistava il computer poi doveva provvedere in proprio alla realizzazione dell’alloggiamento; vi sono fotografie dell’epoca, infatti, che mostrano l’Apple I contenuto in una scatola di legno. Alla fine vennero costruiti 200 Apple I.

    Intanto Wozniak stava già pensando al dopo Apple I. Molte delle scelte progettuali del primo computer erano dovute alle limitazioni economiche che Wozniak dovette affrontate durante lo sviluppo del prototipo. Ma ora, dopo il pagamento dei primi computer, Wozniak aveva molti soldi a disposizione e iniziò a progettare l’Apple II, che sarebbe stato un radicale miglioramento del predecessore.

    La progettazione della macchina si stava rivelando molto più costosa del previsto e iniziavano a mancare i soldi. Jobs chiese a Wayne di impegnarsi economicamente, ma Wayne, scottato da un fallimento avvenuto quattro anni prima, si rifiutò e decise di uscire dall’azienda. Jobs contattò Mike Markkula il quale, fiducioso nel progetto, investì 250 000 dollari; i tre fondarono la Apple Computer il 1º aprile 1976.

    Una delle differenze fondamentali era il circuito TV che era stato totalmente ridisegnato, ora visualizzava i dati contenuti nella memoria del computer e non stringhe di testo inviategli dal processore. L’Apple II era in grado di visualizzare anche grafica, non solo semplice testo, ed era in grado di utilizzare anche dei colori. Jobs insistette per la realizzazione del case e di una tastiera migliori dell’Apple I. L’idea di Jobs era che il computer una volta tirato fuori dalla scatola dovesse essere pronto e funzionante subito, senza software da programmare o parti da montare. Questo computer era effettivamente un grande miglioramento rispetto al computer venduto a The Byte Shop, ma il non era ancora completo e bisognava anche scrivere il BASIC per consentire agli utenti di programmarlo.

    L’Apple II fu presentato al pubblico il 16 aprile del 1977 durante il primo West Coast Computer Faire.

    Con la sua presentazione generalmente si ritiene sia nata l’era del personal computer. Milioni di computer vennero venduti negli anni ottanta. Quando Apple si quotò in borsa generò più ricchezza di quanta ne avesse generata l’IPO della Ford nel 1956 e creò il maggior numero di milionari per compagnia che la storia ricordi.

    Vennero prodotti molti modelli della famiglia Apple II, inclusi gli Apple IIe e Apple IIgs, che venivano ancora utilizzati da molte scuole non aggiornate verso la fine degli anni novanta.

    Il Macintosh [modifica]

    Negli anni Ottanta Apple emerse nel mercato dei personal computer. Sull’onda del successo anche un peso massimo come IBM decise di entrare nel mercato e quindi presentò il suo personal computer. Il computer di IBM utilizzava un sistema operativo della Microsoft di Bill Gates. Questo computer, pur essendo inferiore come prestazioni agli avversari, era spinto dalla potenza commerciale dell’IBM e conquistò presto ampie fette di mercato. Il prodotto della IBM era acquistato principalmente dalle aziende, dato l’alto costo e le prestazioni non eccelse.

    Molte piccole aziende utilizzavano l’Apple II, ma la compagnia decise che era meglio uscire con una nuova macchina e mise sotto pressione i progettisti per realizzare in tempi rapidi un nuovo computer dedicato al mercato aziendale. I progettisti sfornarono l’Apple III anche se non ne erano pienamente soddisfatti: durante la progettazione erano infatti dovuti scendere a compromessi per questioni di tempo e scelte aziendali. Una delle scelte sbagliate era la mancanza di una ventola per il raffreddamento del computer. È riportato che Jobs si oppose alla ventola ritenendola non elegante. La nuova macchina a causa di questa scelta si rivelò un disastro: si surriscaldava facilmente e molti modelli dovettero essere richiamati. L’Apple III era costoso e malgrado nel 1983 ne fosse introdotta una versione aggiornata, non vendette comunque mai bene.

    Nel frattempo vari gruppi di tecnici all’interno di Apple stavano lavorando al completamento di un nuovo computer, basato sulle più avanzate tecnologie allora disponibili, che comprendevano una interfaccia grafica, un mouse, la programmazione orientata agli oggetti e il supporto per le reti informatiche. Questi sviluppatori comprendevano Jef Raskin e Bill Atkinson ed erano spronati da Steve Jobs, che desiderava concentrare tutta l’azienda sullo sviluppo del nuovo computer.

    Quando, nel dicembre del 1979, Jobs fu autorizzato dalla Xerox a visitare il Xerox PARC e vide il nuovo sistema Alto, aveva capito che l’informatica stava per subire una nuova rivoluzione. Vedendo quel computer dotato di interfaccia grafica aveva compreso che i computer prodotti all’epoca sarebbero stati sostituiti da nuovi computer più semplici da usare e quindi molto più interessanti per il pubblico. Decise di spronare Apple verso i nuovi computer, nacque dunque il progetto Lisa e il progetto Macintosh. Jobs riuscì ad aver accesso ai laboratori Xerox per tre giorni, grazie a un accordo di prevendita di un milione di azioni Apple prima dell’IPO (~18 milioni di dollari). Quando si presentò nei laboratori trovò però l’opposizione di alcuni progettisti della Xerox, che vedevano Jobs come un pirata che assaltava un vascello pieno di dobloni anche se, in seguito, alcuni andarono a lavorare per Apple. Lisa venne presentato nel gennaio 1983 e costava 10.000 dollari. Come molti dei prodotti che seguiranno, Lisa era un prodotto troppo innovativo per i suoi tempi e troppo costoso per gli utenti a cui era indirizzato. Apple non riuscì a conquistare il mercato e Lisa venne abbandonato nel 1986.

    A metà dello sviluppo del Lisa, Jobs decise di defilarsi dal progetto per concentrarsi sul progetto Macintosh, che inizialmente era stato previsto come versione economica del Lisa. L’Apple Macintosh venne presentato nel 1984 con una pubblicità televisiva trasmessa durante il Super Bowl. Questo spot, divenuto celebre, si basava sul romanzo 1984 di George Orwell e sottintendeva un’analogia tra il Grande Fratello e IBM, dove nella parte del liberatore si trovava, ovviamente, il Macintosh. La pubblicità infatti termina con la seguente frase: «On January 24, Apple Computer will introduce Macintosh. And you’ll see why 1984 won’t be like “1984″» (Il 24 gennaio Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come ‘1984′). La liberazione sottintesa è legata alla GUI, che consentirà effettivamente, anche agli utenti non esperti, di utilizzare il computer. Dentro Apple nasce spontaneamente la figura del Mac evangelista, una persona che, convinta della superiorità del Macintosh rispetto agli altri computer, cerca di convincere conoscenti e amici. I primi Mac evangelisti sono infatti alcuni impiegati della società.

    Il Macintosh rappresenta dunque la chiave del successo di Apple, sebbene non sia stato il successo commerciale che avrebbe potuto essere. Durante una visita di Bill Gates a Cupertino, Jobs gli mostrò un’anteprima della GUI del Mac. Nel 1985 Microsoft presentò Microsoft Windows, la GUI per i sistemi prodotti da IBM. Sebbene la GUI di Apple fosse notevolmente migliore rispetto a quella prodotta da Microsoft, questa aveva un asso che a Apple mancava. Microsoft era avvantaggiata sul fronte dei prezzi: molte ditte avevano copiato il computer prodotto da IBM e ne avevano realizzato versioni compatibili, ma che costavano meno dell’originale. Quindi, sebbene gli IBM-compatibili fossero tecnologicamente inferiori al progetto Macintosh, essi costavano meno ed erano più diffusi e quindi si accaparrarono ampie fette di mercato.

    Microsoft e Windows sono uno dei maggiori successi commerciali della storia del XX secolo; dall’apparizione di Windows, Apple ha sempre perso quote di mercato e non è più riuscita a diventare la numero uno nel settore dei personal computer. Nel 2003 Apple deteneva circa il 5% del mercato dei personal computer, mentre la terza piazza era presieduta da GNU/Linux con la gestione di circa il 2% dei personal computer.[senza fonte]

  • melablog è il migliore

    20 dic 2008 - 00:19 - #18
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    Blogo.it significa nanopublishing: attualità sviluppata con il formato partecipativo del weblog. News in continuo aggiornamento, proposte senza formalismi per una conversazione continua con i lettori. Aggregazione e filtro del magma internettiano, salotto o bar sport virtuale dove vivere l’informazione in prima persona con una grande comunità di appassionati.
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    Dasmarias e Bebeblog: tornano all’assalto le ragazze di Blogo.it

    Oggi presentiamo ufficialmente due nuovi blog della scuderia Blogo: il primo è Bebeblog.it, dedicato a tutte le mamme, per parlare insieme delle gioie e dolori della maternità. Il team è nutrito, per coprire uno spettro di argomenti ampio e piacevole da leggere: si spazia dai gadget più edonisti e frivoli fino ai consigli di pedagogia, sempre vissuti in prima persona come è lo stile di un blog. Insieme alle autrici ci sarà anche un uomo, un papà necessario a dare un pò di contrasto alla visione “mammona” di Bebeblog.it.

    Bebeblog sarà anche uno dei tre blog italiani, insieme a Fashion e Pink, che vedranno una versione portoghese per il Brasile con il nuovo Dasmariasblog. Scritto da un team di ragazze già esperte e famose sul web brasiliano, Dasmarias riproporrà anche il meglio di quanto pubblicato dai siti femminili di Blogo in Italia.

    Come al solito, commenti e consigli sono benvenuti sia nei commenti sia alla mail dei siti.
    Al via la nuova community di Gazzetta.it

    gazzaspacenp.pngDopo soli quattro mesi dall’ingresso del team Splinder in Blogo siamo felici di annunciare il rilascio, avvenuto settimana scorsa, della nuova community di Gazzetta.it.

    GazzaSpace è ora basata sul motore di Splinder al quale abbiamo aggiunto diverse nuove funzionalità: gruppi, eventi, SportLinx per i gruppi delle Federazioni Sportive, pagine di classifiche degli utenti e un nuovo sistema che permette di rimanere sempre aggiornati sulle ultime attività eseguite dai “miei amici”.

    Funzionalità che approderanno nella prossima versione di Splinder il cui rilascio è previsto per l’inizio del 2009. Nei prossimi giorni invece rilanceremo motime.com, la versione in lingua inglese della community Splinder.
    Scommettiamo su Betsblog?

    Giocare è nella natura dell’uomo.
    Alla ricerca della Fortuna, da sempre il fascino di poter predire il futuro ha scatenato emozioni che vanno al di là di quello che può essere la semplice “scommessa”.

    Sfida, ingegno, abilità: sono questi alcuni degli ingredienti principali che avvicinano i giocatori di tutto il mondo. La possibilità di sognare anche per un solo istante di battere il “caso”, è qualcosa che è capitato almeno una volta a tutti.
    Per qualcuno questo si traduce in un biglietto della lotteria, una schedina al totocalcio o al superenalotto.
    Per altri si tratta di scegliere la squadra o il cavallo giusto, un giro di roulette o un tiro alle slot machines. Altri ancora vedono tutto questo in un mazzo di carte con il plus di poter battere un avversario.

    Blogo scommette su Betsblog per fornire informazioni aggiornate sul mondo dei giochi e dei pronostici, utilizzando la semplicità e la freschezza che solo una piattaforma blog può garantire.
    Betsblog non è un sito come tanti altri. Il tono colloquiale annulla la distanza tra chi scrive e chi legge. La massima apertura al mondo della rete, si traduce in collegamenti diretti alla fonte della notizia, sia essa personale, organo d’informazione o blog.

    Scommettiamo insieme su www.betsblog.it, il nuovo blog del network Blogo.it?

  • simon999

    20 dic 2008 - 11:07 - #19
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    @ alter ego
    scrivo in questo post semplicemente perchè alle email che mando ai consigli nessuno risponde mai.
    i post di marina sono spesso afflitti da considerazioni personali. a me interessano invece dati oggettivi, anche se non sempre a favore dell’ambiente. Quando in una discussione voglio convincere qualcuno che è giusto fare raccolta differenziata, mi interessa porre sul tavolo della discussione dati, di posti in cui ha funzionato, paesi in cui è stata fatta correttamente, ecc. Non mi interessa certo dire che Gandi era daccordo. Questo genere di cose in una discussione non hanno peso. E non posso neanche dire “a marina sta simpatico” avrebbe ancora meno senso.

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    20 dic 2008 - 11:57 - #20
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    @simon999
    per ora nei miei post ho letto solo i tuoi di pareri personali.

  • chuck85schuldiner

    20 dic 2008 - 13:16 - #21
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    Devo dire un intervento interessante, al di là di chi non ha meglio da fare che non solo affermare l’inutilità di ciò che ha letto (che potrebbe anche essere lecito, opinioni personali) ma continua anche…
    Vabbè, a parte questo, mi è piaciuto… purtroppo alcuni personaggi non li conosco se non per nome e quindi mi affido a chi più di me ne sa a riguardo. Soprattutto così chi è interessato all’estremo rispetto della Natura e a chi ci ha creato (ringrazio tutti i credenti in una qualche religione per ciò che vorrebbero scrivere in risposta alla mia affermazione :) ) può avere una lista di alcuni “maestri” da cui trarre insegnamento e confrontarsi con i loro pensieri.

  • txt

    21 dic 2008 - 00:45 - #22
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    Anch’io lo trovo un articolo molto interessante.
    Ovviamente ci sono pensatori più congruenti e altri un pò meno, le scelte sono sempre opinabili.
    Alcuni magari li hanno citati solo perchè “di casa”, cioè americani, tralasciandone magari altri ben più importanti.

  • gianluu70

    21 dic 2008 - 08:46 - #23
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    Ansel Adams fotografava quello che John MUir si batteva per proteggere.
    Per favore John Muir al posto di Ansel Adams

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