Le notizie dell'anno: Ottobre 2008. Lanciare un Green new deal per uscire dalla crisi mondiale

Noi abbiamo parlato per la prima volta di Green New Deal, ovvero di un “New Deal verde” per uscire dalla crisi mondiale seguendo il modello che usò Roosevelt per risollevare gli Stati Uniti dalla crisi del Ventinove, in occasione del lancio della Green economy Initiative.

Il nuovo programma dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) aveva un obiettivo chiaro, sviluppare un’economia verde “spostando e ricentrando l’economia verso investimenti in tecnologie pulite e infrastrutture naturali, come le foreste e i suoli”. Ci sono diversi settori molto promettenti per ritorno economico, posti di lavoro creati e sostenibilità ambientale. Si va dall’agricoltura sostenibile, inclusa quella biologica, alle energie e tecnologie “pulite”, ed alla lotta alla deforestazione ed al degrado delle foreste.

Come è avvenuto in Messico, dove un milione e mezzo tra i messicani più poveri hanno trovato lavoro nella tutela delle foreste, preservando contemporaneamente risorse importanti per il paese e rallentando il riscaldamento globale.

Il Programma avrebbe difficilmente ottenuto dei risultati se Barrack Obama non avesse lanciato, con il suo programma, l'idea di un Green New Deal, fatto di investimenti strategici - paragonati a quelli per le missioni spaziali Apollo - di 150 miliardi di dollari in dieci anni per sviluppare energie pulite, e creare 5 milioni di posti di lavoro.

Un progetto confermato dal Presidente eletto, e che nel tempo ha fatto proseliti. Basti pensare al piano di investimenti verdi di Sarkozy, o al presidente della Commissione Europea Manuel Barroso, che vorrebbe stipulare un accordo transatlantico con gli Stati Uniti per far ripartire l’economia e lanciare la terza rivoluzione industriale, quella dello sviluppo a bassa emissione di biossido di carbonio.

Secondo Nabuo Tanaka, direttore dell’Agenzia internazionale dell’energia, “siamo tutti d’accordo che la crisi finanziaria vada fronteggiata in fretta e che gli investimenti per stimolare l’economia sono necessari. Ma perché non farli finalmente in modo sostenibile? Perché non cambiare subito il modo in cui si costruiscono le case, in cui si organizza il trasporto pubblico? E perché non investire nelle infrastrutture di energia pulita? Ci sono benefici per tutti, nel breve e nel lungo termine”.

Insomma, a parte le parole di Napolitano, che nel bel mezzo della querelle sul pacchetto clima-energia dell'Unione Europea, dice a Berlusconi che “coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo economico è possibile, anzi doveroso”, l'Italia sembra lontana anni luce.

Foto | Flickr

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