I costi del fotovoltaico in questi anni, come era lecito attendersi, si stanno assottigliando notevolmente. Rimane comunque troppo costoso per le tasche della maggior parte dei cittadini che non vedono in questa tecnologia un investimento e preferiscono andare sui titoli di Stato. Le cose presto potrebbero cambiare, infatti un’azienda californiana ha realizzato in Nevada un impianto fotovoltaico che produce energia a 7,5 centesimi di dollaro contro i 9 degli impianti tradizionali.
I 10 MW solari forniti dall’impianto della Sempra Generation (sussidiaria della Sempra Energy di San Diego) sono sufficienti per 6.400 case, piccolo per gli standard, ma il solare sfrutta più di altre tecnologie la produzione diffusa rendendo maggiormente malleabile e spalmabile sul territorio la produzione energetica. Questi risultati sono stati ottenuti grazie a dei pannelli a film sottile forniti della First Solar.
Detti pannelli sono generalmente più economici ma con rese inferiori rispetto ai policristallini. Certo, le variabili che possono influire da paese a paese sono senza dubbio tante, a partire dall”irraggiamento e dalle temperature (che generalmente riducono le efficienze), però a detta di Michael J. Ahearn “l’industria fotovoltaica è molto più vicina alla generazione di energia solare a prezzi accessibili di quanto si possa credere”, basti pensare che negli ultimi 4 anni la sua First Solar ha tagliato i costi di produzione del 67%.
» Comunicato Stampa First Solar
Via | LATime.com
Foto | The Udall Legacy Bus Tour: Views from the Road
tassinari.mauro
11 gen 2009 - 15:56 - #1“Costi più accessibili”
Sarebbe ballo sentir parlare di EROEI
http://it.wikipedia.org/wiki/EROEI
Sandro kensan
11 gen 2009 - 16:06 - #2La First Solar è una azienda molto avanzata che produce moduli molto economici con i prezzi tra i più bassi del mercato. Ma forse non tutti sanno che usa la tecnologi al tellururo di Cadmio che gli ecologi associano a inquinamenti diffusi da cadmio.
Se non sbaglio il sodio metallico brucia se immerso nell’acqua e invece noi lo mangiamo nel sale da cucina (cloruro di sodio).
Sandro kensan
11 gen 2009 - 16:09 - #3L’EROEI della first solar dovrebbe essere piuttosto alto in quanto utilizza film sottile e sistemi a temperature abbastanza basse.
Luca M
11 gen 2009 - 19:47 - #4@tassinaro
Concordo che sarebbe meglio parlare di EROEI, ma è inutile se ha un costo così elevato da essere fuori mercato (purtroppo funziona così).
@tutti
“Traduco” il commento #2 di Sandro, che ringrazio per i suoi interventi…sempre utili e che denotano una notevole competenza!!!
All’interno della direttiva europea RoHS, in cui si elencano le sostanze maggiormente tossiche, è presente per l’appunto il Cadmio. Da qui la preoccupazione di alcuni che sostengono che sia meglio non utilizzare questa tecnologia proprio per evitare di contaminare l’ambiente col cadmio.
La risposta a questa affermazione è che il tellururo o tellurio di cadmio è stabile e quindi “blocca” il cadmio in un composto assolutamente non nocivo. Quindi non ci sono problematiche etico-ambientali.
L’esempio che del sodio fa riferimento ad un classico esperimento che viene fatto nei laboratori di chimica: il sodio metallico se viene messo a contatto con l’acqua brucia (o se preferite si ossida velocemente), tuttavia lo “stesso” sodio è presente nel sale da cucina e lo mangiamo tutti i giorni.
Era un esempio per dire che la stessa sostanza (il sodio o il cadmio) in due composti differenti posseggono differenti caratteristiche e mentre l’una può bruciare o essere nociva, l’altra no.
Credo volesse intendere questo…se sbaglio correggimi pure!
Mauriziosat5
11 gen 2009 - 19:50 - #5E CERTO il TELLURO DI GALLIO si trova pur enel fustini del dixan .
ma va la , che queste società sono poco differenti dal tubo di tuker ,
vivono solo perchè succhiano dalla grassa mammella degli aiuti statali.
Altrimenti sarebbero falliti da tempo.
tra l’altro con 10 MW DI PICCO ………….che diventano 2 o 3 medi sulel 24 ore se gli va bene .
COL CAVOLO CHE SODDISFI 6000 CASE.
figuriamoci le case americane……………..
_FoX_
12 gen 2009 - 10:50 - #6Telluro di gallio? Complimenti.. dopo fisico anche chimico. Peccato che il Telluro di Gallio non esista.
Punto due. 10 MW di picco diventano 2 o 3 medi? E quindi? Tu consumi i MW o i MWh?
Pensa.. 3KWp producono fino a 5KWh in inverno e fino a 16KWh in estate.. Ti ripropongo l’offerta di prestarti Fisica 1 e Fisica 2….
alex002
12 gen 2009 - 11:19 - #7I moduli a film sottile della first solar si possono trovare anche in Italia. Purtroppo l’ordine deve essere di almeno 30 KWp. Credo che la first solar sia l’unica azienda produttrice di pannelli solari che fornisce anche il servizio di ritiro dei pannelli a fine ciclo vita, recuperando le sostanze che li compongono per costruire nuovi pannelli.
Androide85
12 gen 2009 - 22:00 - #8@8
un po’ come le centrali nucleari, quando ne costruiscono una non ti parlano mai del giorno in cui dovranno smantellare la centrale… ovvio che sia così, dato che costa quasi quanto costruirla preferiscono optare per il piano B: lasciarla arrugginire abbandonata.
Vatti a fidare di quando uno ti dice “tra venti anni faccio questo e quell’altro”…
Il problema che poni tu c’è, però allora cosa facciamo? Ogni bene materiale (non solo i pannelli solari ma tutti i prodotti un minimo duraturi quali tv, auto, stampanti, aggeggi elettronici, …) lo progettiamo perchè duri giusto qualche mese, così quando le cambi l’azienda probabilmente esiste ancora?
Non so se sia vero per questo specifico modulo, però ad esempio i pannelli fotovoltaici al silicio resistono tranquillamente per 20 anni con perdite di efficienza piuttosto basse. Dunque la fiducia c’è.
Discorso diverso per l’assistenza, però contando che si parla di cose difficilmente realizzabili dal piccolo elettronico appassionato ma piuttosto e più probabilmente da grandi aziende, dovrebbe esserci una certa confidenza anche in quello…
Un altro esempio sono i pannelli solari per l’acqua calda sanitaria. Quelli sono facili da realizzare anche per aziende piuttosto piccole dunque più a rischio fallimento. Sono anche molto molto duraturi (eccetto magari per la pompa) e piuttosto economici. Si presenta il rischio di cui parlavi tu: cessata attività dell’azienda quando hai bisogno di assistenza. Cosa facciamo, non li compriamo più? non li costruiamo più?
Fosse per te si, calore ed elettricità li produrresti con carbone, rifiuti e petrolio :-)…
Mauriziosat5
13 gen 2009 - 00:27 - #9passi per il calore………….ma se pensi che sia economicamente fattibile produrre energia elettrica col fotovoltaico ………..non hai ancora capito nulla dalla vita.
.
PS : guarda che i costi di DECOMMISSIONING sono sempre previsti in una installazione industriale.
.
solo voi ecotonti continuate a raccontarvi la storiellina che non lo sia .
Semplicemente perchè vi fa comodo pensarla così ……..
Androide85
13 gen 2009 - 09:04 - #10“guarda che i costi di DECOMMISSIONING sono sempre previsti in una installazione industriale.”
si si vai a dirlo alla gente che non si vede mai smantellare le cose a fine vita, che sia una centrale nucleare, un vecchio capannone industriale dismesso o qualunque altra cosa… una volta che l’azienda non c’è più vai a chiedere il decommissioning ai fantasmi poi vediamo…
Sandro kensan
20 gen 2009 - 21:31 - #11@ Luca M
esatto era quello che intendevo io.
Aggiungo che la First Solar afferma che i costi di *produzione* sono arrivati al livello di 1 dollaro per watt di picco, da notare che i prezzi di vendita sono un’altra storia. Se ci fosse concorrenza in questo settore ovvero se apparissero altre tecnologie a basso costo e fossero prodotte in quantità da soddisfare il mercato allora i prezzi per i grandi impianti sarebbero competitivi o quasi con quelli del carbone.
L’affermazione della F.S. dovrebbe essere anche stata certificata ma non ho approfondito:
http://www.firstsolar.com/company_overview.php
Company Facts & Figures
* First Solar was formed in 1999 and launched production of commercial products in 2002
* First Solar has achieved the lowest manufacturing cost per watt in the industry, $1.08/watt for the third quarter of 2008
* First Solar is the largest manufacturer of thin film solar modules, having expanded manufacturing capacity to an expected 735 MW in 2008; and with additional plants under construction, First Solar will bring total expected capacity to more than 1 GW by the end of 2009 (see chart on right)
* First Solar developed the first pre-funded module collection and recycling program in the PV industry
* First Solar’s IPO took place on November 17, 2006; Common stock is traded on the NASDAQ Stock Market under the symbol FSLR
Ale1964
25 apr 2009 - 19:56 - #12Speravo in altri e cospiqui commenti in merito.
Comunque sia io penso in questo senso:
- il nucleare è tuttora il sistema + economico e ecologico di produrre energia (chi dice il contrario lo considero un ignorante, e che si informi bene sul confronto tra gli altri metodi di produrre energia elettrica)
- il tellururo di cadmio esistre in natura; i pannelli dismessi sono riclicati dalla stessa azienda; facendo cosi’ la FS elimina la presenza di tale elemento in natura e lo imprigiona nei pannelli, ed ha anche un notevole rispermio per la produzione di nuovi pannelli.
- se i costi di produzione sono bassi, anche il consumo energetico è basso, per cui si ha anche un abbassamento di CO2 e dell’utilizzo dell’acqua.
Cosa che io spero è :
un completo blocco dell’installazione dell’Eolico (il + costoso e + antiecologico), forti investimenti nella ricerca tecnologica per lo sfruttamento dell’energia solare