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Taranto, non ci sono i soldi per la sua bonifica

Pubblicato: martedì 20 gennaio 2009 da Marina

L'Ilva di Taranto Appena ieri Viviana ci raccontava della presentazione del dossier di Legambiente:Mal d’aria industriale e di Taranto, città sede del lancio della nuova campagna Mal d’aria avvenuta alla Presenza del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

Taranto risulta essere la città più inquinata di Italia a causa della presenza dell’Ilva. Ebbene Michele Losappio, assessore regionale all’ecologia, famoso per la sua difesa ad oltranza dei siti eolici, manda a dire al Governo che per bonificare la cittadina pugliese sono necessari soldi, tanti soldi e che le casse regionali non hanno un euro.

Si legge nel comunicato stampa dell’Assessore Losappio:

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha dichiarato ai parlamentari meridionali del suo schieramento che non intende sottrarre i Fondi FAS al Mezzogiorno. La parola del Premier ha certamente un valore. Per questo segnalo che nell’Accordo di Programma per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale di Taranto, predisposto dal Ministero dell’Ambiente ed oggi allo studio della Regione e del sistema delle autonome locali, la copertura finanziaria della prima, immediata fase pari a 102 milioni di euro è lasciata a totale carico della Regione e dei privati mentre per la seconda e più distante fase “due” di complessivi 478 milioni c’è un impegno statale privo di riferimenti contabili per la metà dell’importo. E’ del tutto evidente che quei 102 milioni di euro, destinati alla caratterizzazione della falda e delle aree a terra ed alla realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica, sono per la loro necessitata urgenza fondamentali per procedere all’accordo di programma, alla bonifica e quindi alla ripresa delle attività economiche ed industriali. Il fatto che in questa tranche non ci sia un solo euro di fondi statali (FAS compresi) mentre viene indicata una previsione a carico dei privati di 45 milioni e tutto il resto è messo in capo alla Regione non solo contraddice gli impegni precedentemente assunti dal Ministero ma dimostra come sia necessario chiedere subito al Premier una verifica delle sua buona volontà proprio per Taranto. Spero che i parlamentari lo facciano.

Via | Regione Puglia
Foto | Flickr

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3 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Tetsuro-2

    Tetsuro-2

    20 gen 2009 - 07:59 - #1
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    PRIMA di bonificare c’è da chiudere l’ILVA, altrimenti i soldi sudati dai cittadini italiani verranno buttati nel cesso!

  • Profilo di Fabio A.

    Fabio A.

    20 gen 2009 - 09:59 - #2
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    Ma perché l’inquinamento dovrebbe essere competenza dell’ILVA mentre la bonifica competenza dello stato? Si porti in giudizio l’ILVA e la si condanni al pagamento di tutte le spese necessarie!

  • ecofan

    20 gen 2009 - 10:37 - #3
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    probabilmente ci sono tanti amici nelle partecipazioni dell’ilva, mi dispiace per la popolazione vicina e per il fatto che l’inquinamento alla fine arriva dappertutto, l’impianto è palesemente fuori norma con emissioni elevatissime, dovrebbero imporne la chiusura o il rientro nei livelli massimi con penali per lo sforamento fino al 1o giorno di legalità.. e invece..

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