L’Italia è un paese bellissimo, ma è malato di tumore. Un cancro che ad un ritmo superiore ai 200.000 ettari all’anno - solo negli ultimi 15 anni sono stati cementificati 3 milioni di ettari - sta consumando il territorio.
Un consumo sproporzionato che rischia di compromettere in modo irreversibile la natura - la terra e l’acqua non sono risorse infinite - ed il patrimonio artistico italiano. Fertili pianure, armoniose curve collinari, coste uniche rischiano di confluire in un unico, uniforme e grigio contenitore indistinto. Un enorme spreco, fatto di decine migliaia di capannoni vuoti e case sfitte.
Per questo è nato - da poco - il movimento di opinione “Stop al consumo di territorio”. Per avviare una mobilitazione sul tema ha presentato un manifesto da sottoscrivere, con cui si chiede di bloccare “il consumo di suolo”, e che “si costruisca esclusivamente su aree già urbanizzate”, richiedendo “una moratoria generale ai piani regolatori e delle lottizzazioni, in attesa che ciascun Comune faccia una precisa mappatura di case sfitte e capannoni vuoti”.
Ma l’obiettivo finale è quello di creare una sola piattaforma nazionale - per fare opinione - dove si confrontino gli esponenti delle diverse battaglie locali - i piani urbanistici sono di competenza dei comuni.
La piattaforma potrebbe diventare anche un’occasione di scambio di buone pratiche. Prendiamo l’esempio di Cassinetta di Lugagnano - in provincia di Milano, (che ha tra l’altro una propria pagina su facebook ). E’ la prima città italiano con un Piano Regolatore a crescita zero. Ovviamente si tratta di rinunciare agli oneri di urbanizzazione - a Cassinetta si trattava di 100.000 euro su un bilancio totale di 2 milioni -, che è necessario compensare con capacità progettuali, ricerca di sponsor, o aumenti nelle tasse locali.
Via | Stop al consumo di territorio, Vimeo, Modusvivendi.it
Foto |Flickr
Mauriziosat5
23 gen 2009 - 01:26 - #1EVIDENTEMENTE i signori che promuovono queste sciocchezze HANNO GIA’ IL LORO ATTICO IN CENTRO + RELATIVA VILLA AL MARE .
per cui si preoccupano che la gente normale non gli rovini la vista della spiaggia con le loro casette da popolani.
.
Son sempre bravi i salottieri a parlare per gli altri.
come se uno costruisse case per il semplice gusto di sottrarre a loro del territorio.
.
un bel vaffa non gli farebbe male.
Ci vadano loro a vivere nella vecchia casa sfitta o nel capannone.
alexator
23 gen 2009 - 08:10 - #2ecco un altro commento inutilie di mauriziosat….
“ci sono due cose ad essere infinite: l’universo e la stupidità umana e del primo non sono sicuro” diceva Einstein
è chiaro che le vecchie case sfitte e capannoni dovranno essere ristrutturate prima di renderle di abitative (con introiti per il comune tra l’altro)…
Invece è proprio così: si construiscono case solo per far guadagnare i soliti noti costruttori localie-non- e per intascare tangenti…
Coprire di cemento oltre a sottrarre terra fertile all’agricoltura incentiva il disboscamento, e siccome gli alberi sono l’unica fonte di ossigeno, anche la qualità generale dell’aria dimunisce.
ciao11
23 gen 2009 - 10:45 - #3quoto alexator….
spesso si costruisce solo per guadagnare nell’atto della costruzione, ad oggi venendo da fuori città qui a torino si vedono km di capannoni sfitti…per non parlare dei nuovi quartieri che stanno venendo su…In val di susa poi l’espansione edilizia non conosce confini, nelle località sciistiche italiane ed anche francesi sto assistendo negli ultimi 10 anni ad un incremento del 50-80% di case, una montagna devastata….ma forse sono io che non vedo il progresso..ciao
Androide85
23 gen 2009 - 11:13 - #4si, si mauriziosat si…
tornando a qualcosa di serio: spesso i politici parlano di incremento demografico. Si sente sempre dire che senza incremento demografico non si va avanti. La popolazione deve essere in costante crescita affinchè l’economia ne giovi. Meno male che ci sono gli immigrati che fanno figli e mantengono la popolazione un minimo giovane, oltre che farla aumentare.
Punto primo: l’aumento dell’età media ha come principale causa l’aumento della vita media. A parità di numero di figli per coppia, uno stato dove l’aspettativa di vita è più lunga sarà uno stato con un’età media più alta. Questa è pura logica. Se non ci piace questo fatto dobbiamo solo vivere di meno. Insomma non si può voler vivere fino a 100 anni e poi pretendere che l’età media della popolazione sia under 40.
L’unico modo per mantenere giovane una popolazione che mediamente vive molto a lungo è, e qui introduco il punto secondo, fare molti figli. Così facendo però si introduce un incremento demografico.
Una qualsiasi persona normale si chiederebbe: “incremento fino a quando?”.
Pensiamo forse che in Italia potremmo starci in 200 milioni? Pensiamo forse che la Terra possa ospitare 20 miliardi di persone? La verità è che la pianificazione dello sfruttamento del territorio, al fine di limitarne la cementificazione, sarà molto importante in futuro.
—
Avevo letto che in america latina esiste una popolazione indigena la quale vive in una zona molto circoscritta della foresta. Queste persone hanno capito benissimo (e da molto tempo) che il territorio non va sfruttato troppo, perchè altrimenti lo si distrugge. Che rimedio hanno adottato? “due fanno due”, dicono sempre. Con questo vogliono dire che è bene che una coppia abbia due figli.
dorylinux
23 gen 2009 - 12:04 - #5quotone e punto a favore per alexator, ciao11 e specialmente androide85, ottima analisi.
approfondimenti > http://www.zeitgeistmovie.com/add_italian.htm
Denis12345
23 gen 2009 - 13:05 - #6Mi conforta sapere che ci sono persone che la pensano come me, la stragrande maggioranza della popolazione ignora che tutti i problemi del mondo sono causati dalla sovrapopolazione. Mi domando come avete fatto voi “che vedete” a non essere raggirati in modo da applicarlo a tutti
el topo
23 gen 2009 - 14:30 - #7Lo sviluppo deve necessariamente avere un bilancio.
Se cos’i non fosse il tutto crollerebbe su se stesso, è
una legge dell’universo.
Se un lunaca facesse crescere a dismisura il suo guscio
il peso la schiaccerebbe. Se si prelevano alberi senza piantarne altri, il bosco e i suoi abitanti non potrebbero sopravvivere. In un modo o nell’altro l’equilibrio deve essere
ristabilito.
3350
23 gen 2009 - 16:57 - #8Quoto in pieno questo movimento, troppe amministrazioni comunali hanno piani regolatori con aree artigianali sproporzionate, troppe sono le aree già urbanizzate o industrializzate che giacciono abbandonate, anche la costruzione delle strade deve essere ben valutata.
Si potrebbe osare di più in futuro, andare oltre ad un piano regolatore a crescita zero, incentivando il rispristino di aree rurali per agricoltura e turismo.
kasparov
23 gen 2009 - 18:51 - #9Questa volta sono quasi (quasi ;)) d’accordo con voi.
La sovrappopolazione è un problema, grosso, anche se occorre estrema attenzione nel gestirlo. Noi occidentali l’abbiamo capito, e siamo stabili od in leggera diminuzione. Sono gli altri a non averlo compreso.
La cementificazione smisurata non piace neanche a me.
Secondo me, a parte l’incremento demografico e l’immigrazione, ha due cause di carattere economico:
1) le amministrazioni locali hanno troppo interesse a far costruire, perchè intascano un sacco di soldi (che poi buttano in fesserie) in oneri di urbanizzazione ed in “favori” che chiedono in cambio dei permessi di costruire.
2) più in generale, il costo del denaro troppo basso, la troppa facilità di accesso al credito (con i risultati che poi vediamo) che spinge decisamente in alto i prezzi degli immobili, con conseguente maggior interesse a costruire. Unitamente al fatto che il basso costo del denaro semplifica notevolmente la vita anche ai costruttori stessi, cui costa molto poco immobilizzare il capitale.
Attenzione al fatto che questo non è un fenomeno “naturale”, ma la conseguenza diretta della fallimentare gestione della politica monetaria degli ultimi 10-15 anni, improntata al denaro “facile” per tutti e per tutto.
Poi è anche vero che è facile parlare se si è già “sistemati”, ma credo che la bilancia penda dalla parte che ho indicato.
Rino Pruiti
26 gen 2009 - 15:52 - #10Faccio parte, nel mio piccolo, dell’iniziativa STOP al Consumo di nuovo suolo. Sabato scorso a Cassinetta di Lugagnano MI c’è stata la presentazione della campagna, sono stati momenti emozionanti e la partecipazione è stata commuovente.
Forse non si è capito che non consumare nuovo suolo non vuol dire fermare lo sviluppo, si parla anche di trasformazioni e ristrutturazioni dell’esistente: capannoni, edifici fatiscenti, fabbriche dismesse etc.
Con questa proposta ci sarebbe un sacco di lavoro per tutti e l’economia (soprattutto quella sostenibile) ne ricaverebbe un vantaggio enorme.
Alla campagna hanno aderito anche associazioni di artigiani, piccoli imprenditori e urbanisti importanti.
Certo… chi vuole fare speculazione e profitti enormi con il minimo sforzo vorrà continuare ad usare terreni liberi, magari agricoli!!! Costano pochissimo e, spesso, grazie ad amministratori pubblici compiacenti si fanno degli affari inimmaginabili dal punto di vista del profitto.
Saluti
Rino Pruiti
http://www.rinopruiti.it
Rino Pruiti
26 gen 2009 - 15:53 - #11Faccio parte, nel mio piccolo, dell’iniziativa STOP al Consumo di nuovo suolo. Sabato scorso a Cassinetta di Lugagnano MI c’è stata la presentazione della campagna, sono stati momenti emozionanti e la partecipazione è stata commuovente.
Forse non si è capito che non consumare nuovo suolo non vuol dire fermare lo sviluppo, si parla anche di trasformazioni e ristrutturazioni dell’esistente: capannoni, edifici fatiscenti, fabbriche dismesse etc.
Con questa proposta ci sarebbe un sacco di lavoro per tutti e l’economia (soprattutto quella sostenibile) ne ricaverebbe un vantaggio enorme.
Alla campagna hanno aderito anche associazioni di artigiani, piccoli imprenditori e urbanisti importanti.
Certo… chi vuole fare speculazione e profitti enormi con il minimo sforzo vorrà continuare ad usare terreni liberi, magari agricoli!!! Costano pochissimo e, spesso, grazie ad amministratori pubblici compiacenti si fanno degli affari inimmaginabili dal punto di vista del profitto.
Saluti
Rino Pruiti
violin89
05 giu 2010 - 21:13 - #12In Lombardia se andiamo avanti così tra 55 anni, tranne fiumi, laghi e parchi avremo occupato quasi tutto il nostro territorio.
http://francescoprina.blogspot.com/2010/06/riusciremo-limitare-il-consumo-di-suolo.html