Striscia di Gaza: il gas offshore la vera causa del conflitto?

pubblicato: martedì 27 gennaio 2009 da Marina in: Energia Persone Carburanti Asia Politica

la guerra del gas

Un conflitto, quello che si è appena concluso a Gaza che sembra affondi le sue radici in ragioni per nulla politiche ma molto molto economiche. E’ questa la tesi sostenuta da Michel Chossudovsky professore di economia all’Università di Ottawa che spiega nel suo articolo War and Natural Gas: The Israeli Invasion and Gaza’s Offshore Gas Fields apparso l’8 gennaio su globalresearch.

Scrive Choussudovsky:

L’invasione militare della striscia di Gaza da parte delle Forze israeliane ha una relazione diretta con il controllo e con la proprietà di strategici giacimenti di gas al largo.

Svela lo studioso, che le riserve di gas appartengono alla Palestina e che alla morte di Yasser Arafat e con l’elezione del Governo di Hamas, Israele di fatto ha preso il controllo dei giacimenti senza consultare Hamas. Infatti nel 1999 fu firmato un accordo tra l’Autorità Palestinese e la Bg, British Gas Group per i diritti di prospezione per gas e petrolio per 25 anni.

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Dopo una serie di vicende altalenanti, incontri, scontri e negoziati:

L’intenzione dIsraele era evitare la possibilità che i compensi fossero pagati ai palestinesi. Nel dicembre 2007 la BG Group si ritirò dai negoziati con Israele e nel gennaio 2008 chiuse il suo ufficio in Israele. (sito Internet della BG).

Così si giunge all’estate del 2008, il crocevia per la pianificazione in contemporanea di negoziati tra Israele e BG per lo sfruttamento del gas e l’invasione della Striscia di Gaza per togliere la proprietà dei giacimenti ai palestinesi:

Cronologicamente la decisione di accelerare i negoziati con la British Gas (il gruppo BG) coincideva con la pianificazione dell’invasione di Gaza iniziata a giugno. Sembra che Israele si affrettasse a concludere un accordo con la BG Group prima dell’invasione, la cui pianificazione era già in una fase avanzata. Più che altro, questi negoziati erano condotti dal governo di Ehud Olmert, che era al corrente che un’invasione militare era allo studio.

L’operazione dell’invasione della Striscia di Gaza, conosciuta come “piombo fuso” nasce così nel giugno 2008 mentre proseguono i negoziati tra Istraele e BG fino all’ottobre dello stesso anno.

Si chiede Chossudovsky:

Cosa possiamo aspettarci dopo l’invasione? Qual’è l’intenzione d’Israele per quanto riguarda il gas naturale della Palestina? Ci sarà un nuovo accordo territoriale, con lo stanziamento di truppe israeliane e/o la presenza “di forze per il mantenimento della pace”? Assisteremo alla militarizzazione della totalità del litorale di Gaza, strategico per Israele?

» L’articolo di Chossudovsky tradotto in Italiano:effedieffe
Via | Eurasia rivista, Osservatorio Iraq
Foto | Luogocomune

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    27 gen 2009 - 18:47 - #1
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    Blondet la piantasse di fare lo pseudogiornalista sarebbe meglio. Sto’ ancora aspettando Bush che attacca l’Iran. In compenso tutto il gas palestinese potrebbe dare al MASSIMO il 10% del fabbisogno israeliano. Peraltro le truppe israeliane se ne sono gia’ andate.. Un altro blog famoso ne aveva gia’ parlato bocciando l’ipotesi di una guerra per il gas…

  • Profilo di clayco

    clayco

    27 gen 2009 - 19:26 - #2
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    Anch’io sono perplesso.
    Quindi i razzi iraniani a lunga gittata regalati ad Hamas sparati verso Israele, se li sono sparati da soli gli israeliani?

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    27 gen 2009 - 19:26 - #3
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    @Fox
    una fonte parla di:
    importare 1,6 milioni di metri cubici di gas palestinese l’anno per 15 anni.
    Via | www.jerusalem-holy-land.org/COMUNICATO%2097=LA%20GUERRA%20DEL%20GAS.htm

  • Sondaggiretribuiti.it

    27 gen 2009 - 22:08 - #4
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    Lo sapevo che c’era qualcosa di molto grosso nella striscia di Gaza, è vero i razzi non sono stati sparati per caso… condanno tutti per quello che è successo, ma sospettavo che c’entravano interessi economici e poi politici…

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    28 gen 2009 - 08:47 - #5
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    @Marina
    Come ti dicevo un altro blog che si occupa di problemi energetici non è della stessa opinione di quell’articolo. Tra l’altro se l’articolo avesse ragione non vedo la demenzialità di aver lasciato la striscia di Gaza.Hanno fatto una dimostrazione di forza per costringere i palestinesi a trattare la vendita del gas? Mi sembra da idioti considerando che: Hamas comunque non tratta con israele

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    28 gen 2009 - 09:01 - #6
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    @Marina
    Aggiungo… israele consuma (dati 2005) circa 750 milioni di metri cubi all’anno. 1,6 milioni di metri cubi sono una sciocchezza meno dello 0,25% del consumo. Pensi valga la pena di scatenare un macello come quello per cosi’ poco gas?

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    28 gen 2009 - 09:41 - #7
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    @Fox
    Sono interessata a conoscere l’altra versione. Se mi segnali la url del blog ne parliamo anche qui.
    Marina

  • Profilo di _FoX_

    _FoX_

    28 gen 2009 - 10:19 - #8
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    Non ho idea di come fare… ti metto l’url qua’.. se poi non va’ bene edita pure il commento.
    http://petrolio.blogosfere.it/2009/01/gaza-guerra-per-le-risorse-improbabile.html

  • Profilo di filoverde

    filoverde

    28 gen 2009 - 11:40 - #9
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    @Fox
    Grazie della preziosa segnalazione. Pubblico un post di approfondimento nel pomeriggio e ne riparliamo.

  • noee

    28 gen 2009 - 12:45 - #10
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    I costi diretti e indiretti dell’operazione sono probabilmente molto vicini al valore di quel gas…soprattutto al prezzo attuale e del prossimo futuro.

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