Come documentiamo ormai da anni nel resto del mondo sono molti i Paesi che si attrezzano contro l’inquinamento. Constatiamo quindi che in Italia c’è sempre qualche “perplessità” o qualche “buon motivo” per mantenere la situazione attuale in una sorta di status quo che difficilmente giova alla popolazione.
Il caso che vogliamo portare all’attenzione oggi è quello dei “filobus di Lecce”, grazie al comunicato stampa di Giovanni D’Agata dell’Italia del valori. Nel comunicato, che riportiamo integralmente più avanti, si pongono dubbi sui possibili campi elettromagnetici generati dalla rete dei filobus. Questo nonostante la storia dei filobus inizi nei primi anni del ‘900.
Wikipedia ci informa sommariamente sulla situazione italiana:
In Italia ci sono linee o reti filoviarie a Milano, Genova, Sanremo, Bologna, Parma, Modena, Rimini, La Spezia, Ancona, Roma, Chieti, Cremona, Napoli e Cagliari. Le più vaste sono quelle di Milano (attiva ininterrottamente dal 1933), con 4 linee, due delle quali sono grandi circolari ad anello intorno alla città, quella di Napoli, con 7 linee gestite dall’ANM e dal CTP, due delle quali si spingono fino ad Aversa e Teverola, e quella di Cagliari, con 1 linea urbana e 2 grandi circolari suburbane.
La salute dei cittadini prima di tutto, certo. Ma è accettabile che si insinuino dubbi e allarmismi, dichiarando di non avere in mano dati certi? E’ possibile che solo a Lecce i filobus possano arrecare danni alla salute, mentre nel resto del mondo in più di un secolo non ci siano mai state evidenze di tutto ciò? Perchè puntare a tutti i costi sulla cultura NIMBY anche quando le esperienze di metropoli come Milano, Roma e Napoli hanno invece dalla loro risultati positivi? Cosa ne pensate?
Foto | QuintonPU
Testo integrale del comunicato stampa.
“Dalla parte dei cittadini”
Dipartimento Nazionale
“ TUTELA DEL CONSUMATORE”
“ANOTHER WORLD IS POSSIBLE”
MUGABE MELITUS WERE
COMUNICATO STAMPA
Filobus a Lecce. I cittadini saranno esposti ai campi elettromagnetici?
Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede che sia nominata una commissione indipendente di esperti.
Se ne parla ormai da anni, ma lo scempio sulle strade cittadine di Lecce è ormai compiuto: pali e cavi elettrici, sui viali principali, davanti ai monumenti, sulle rotatorie, sui marciapiedi, sugli spartitraffico, pali e cavi ovunque: la “metropolitana di superficie”, come è stata elegantemente denominata o più precisamente, il famigerato filobus leccese, pare ormai pronto alla sua prima corsa.
Al di là del fattore estetico, del vero e proprio disfacimento del decoro urbano, come avevamo già anticipato quando fu presentato il progetto e che oggi anche ai meno critici fa richiamare alla mente delle enormi ragnatele artificiali e ferrose, al di là dei ritardi ormai palesi, delle promesse di attivazione entro e non oltre questa o quell’altra data, il problema che oggi ci riponiamo è una questione seria che riguarda la salute dei cittadini.
Comprendiamo tutti che se da una parte il filobus dovrebbe costituire una drastica soluzione al problema dell’inquinamento atmosferico locale, in particolare in tema di riduzione di emissioni gassose nocive in città, dall’altra, un ulteriore dubbio riecheggia nella mente dei cittadini: le onde elettromagnetiche inevitabilmente prodotte dal passaggio della corrente elettrica ad elevato voltaggio, specie nei pressi delle rotatorie, saranno sempre sotto la soglia della tollerabilità per la salute dei cittadini, specie se residenti?
Come è noto anche ai profani, il mondo scientifico, sino ad oggi, non ha evidenziato prove certe della nocività delle onde elettromagnetiche, ma nemmeno della circostanza che non siano dannose.
Ed anzi, secondo alcune ricerche avanzate nell’ambito della biologia molecolare, l’esposizione ai campi elettromagnetici artificiali, specie se ad alta intensità, va considerata nociva e rischiosa per la salute.
Per quanto suddetto, il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, chiede che sia nominata una commissione indipendente di esperti che valuti l’impatto ambientale elettromagnetico prima dell’attivazione e messa a regime del filobus a Lecce, per permettere un controllo approfondito e puntuale delle onde elettromagnetiche prodotte, al fine di adottare gli opportuni accorgimenti, non da ultimo, in caso di verifica di possibili rischi per la salute, quello del definitivo accantonamento del progetto.
Lecce, 02 febbraio 2009
Giovanni D’AGATA
ecofan
02 feb 2009 - 10:43 - #1meglio riempirsi i polmoni di pm10, pm2,5 e altre mille sostanze cancerogene non meglio identificate emesse dai motori diesel piuttosto delle onde elettromagnetiche, che tristezza e che ignoranza
bel momento per una lettera del genere quando l’italia ha avuto un nuovo richiamo per il superamento dei livelli massimi di inquinamento
se l’alternativa fosse un parco autobus a metano potrei capire ma la vedo difficile
caiofabricius
02 feb 2009 - 10:59 - #2Il Filobus sembrerebbe secondo solo al Tram in quanto a efficienza, durata, silenziosità, economicità e, ovviamente, ecocompatibilità. Questa dei campi magnetici mi sa di strumentalizzazione, ma non ho elementi tecnico-scientifici per contestarla e rimango col mio dubbio.
Certo a Roma e Firenze il tram è stato violentemente contestato e boicottato soprattutto dal partito dei SUVnormali furbetti negaregole adoratori di feticcio nerolucidoclimatiddissiai, notoriamente quello di più ampia e larga maggioranza trasversale, senza motivazioni convincenti se non quello di ridurre la loro libbbbertà DFCP e nel cupo terrore di scrostarsi il deretano dal sedile in alcantara o ADDIRITTURA !!! di essere costretti a salire su un mezzo pubblico e rischiare di confondersi con extracomunitari e (rari) lavoratori italiani.
Tram e Filobus ovviamente affollano le civili e vivibili città Europee, ma questo è il solito dettaglio….
puarbepìn
02 feb 2009 - 11:10 - #3IDV ha appena perso il mio voto per le prossime elezioni.
ecofan
02 feb 2009 - 11:24 - #4diverse sigle, diversi partiti, quasi sempre uno schifo…
è vero i filobus sono efficienti, a me fanno pensare un po’ le perdite sulla linea di alimentazione e il fatto che in italia elettrico = termoelettrico o quasi, bisognerebbe avere dei numeri, certo è che in città bisogna abbattare l’inquinamento e ridurre le emissioni e l’elettrico è la via maestra
tassinari.mauro
02 feb 2009 - 11:59 - #51. I campi elettromagnetici possono essere schermati facilmente schermati (le reti metalliche usate nel cemento armato ottengono già una notevole attenuazione)
2. Un cellulare appoggiato all’orecchio è sicuramente molto peggio.
myo zyo
02 feb 2009 - 12:09 - #6quoto 5
…maledetti ignoranti al potere. ma che cosa hanno intenzione di dimostrare?? lettera inutile, piena di imprecisioni. forse studiando…..
Alter_EGO
02 feb 2009 - 12:17 - #7Beh, l’IDV (come molti altri partiti, di tutti i colori) si è già distinto con interrogazione parlamentare a proposito delle misteriose scie di condensa che lasciano gli aerei…
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Condivido la critica all’ignoranza intesa non come “ignoranza tecnica” ma “ignoranza comportamentale”, se mi passate il termine.
Ma questo è solo l’ennesimo uso del risibile principio di precauzione: “il mondo scientifico, sino ad oggi, non ha evidenziato prove certe della nocività delle onde elettromagnetiche, ma nemmeno della circostanza che non siano dannose.”
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Tuttavia la critica al telefono cellulare è esattamente la stessa cosa.
francesco77
02 feb 2009 - 14:26 - #8che ignoranza e che delusione.
Non si dovrebbe neanche dare spazio a cose del genere.
Perchè, mi chiedo perchè?
Almeno mettere su dei numeri, se mai ne avessero, invece niente.
Solo un ammasso di supposizioni basate non si sa bene su che cosa!
Ma almeno sanno qual’è l’unità di misura di un campo elettromagnetico?
Io vivo a Cagliari, nessuno si è mai lamentato di un qualche disturbo causato da questi campi elettromagnetici.
clab
02 feb 2009 - 15:46 - #9correggetemi se sbaglio,
ma i filobus non sono alimentati in continua?
cioè il campo generato è stazionario,
non produce onde elettromagnetiche.
inoltre a qualche metro di distanza dai conduttori
il campo generato dal positivo si annulla con il campo del negativo e il risultante è quasi nullo.
se non mi sto sbagliando, mi sa tanto che è un allarmismo ingiustificato
ciao
Paolo Marani
02 feb 2009 - 16:00 - #10Clab,
E’ proprio così.
I filobus vanno in corrente continua, pertanto NON provocano campi elettromagnetici. Al massimo questi possono sussistere all’interno del veicolo, che assai probabilmente dispone di un inverter di grossa potenza che trasforma la continua in alternata per muovere il motore elettrico a qualche KVolt.
La cosa buffa, è che ci avvieremo probabilmente verso un mondo “tutto-elettrico”, dove le auto saranno tutte di questo tipo.
Sono ingegnere elettronico, per quanto ne so questa paura è solo frutto di ignoranza, scientifica ancora prima che comportamentale.
tob
02 feb 2009 - 16:56 - #11@Clab e Paolo Marani
Anche in continua si creano campi elettromagnetici, cmq sono + fastidiosi i campi E.M. in alternata.
L’inverter normalmente è schermato e non emette campi elettromagnetici significativi.
Si noti che molti elettrodomestici (computer, monitor, …) hanno un case metallico anche per questa ragione; se smontate un monitor sotto il coperchi di plastica ne trovate un’altro di metallo.
Il cellulare
1. Emette campi in grado di raggiungere il ripetitore + vicino (portata circa = 10 Km) quindi potenti e non possono essere schermati (altrimenti “non prende”)
2. Usano frequenza molto elevate simili a quelle usate nel forno a microonde. A quelle frequenze le goccioline d’acqua contenuta nel cibo (e dentro di noi) entrono in risonanza
3. I cellulari li teniamo appoggiati al cranio.
Con questo non voglio fare un intervento OT e nemmeno dire che i cellulari danno fastidio, voglo solo dire che se non abbiamo paura dei telefonini non dobbiamo averne neppure per i filobus.
ypsilon1
02 feb 2009 - 16:59 - #12Al di là della specifica questione, invece di adottare queste soluzioni antiquate meglio puntare sugli autobus a idrogeno e come transizione anche su quelli a metano(che non emettono polveri sottili).
Comunque la soluzione migliore sono i tram o meglio le monorotaie leggere, non penso che sia bello appendere fili ovunque.
tob
02 feb 2009 - 17:21 - #13@Paolo Marani
1. In continua si possono avere campi, il negativo ed il positivo si annullano solo se i fili sono vicini e “twistati” (i doppini telefonici sono twistati per evitare interferenze tra loro)
2. Le automobili elettriche lavorano con tensioni molto + basse; tipicamente:
48Volt le minicar (tipo quelle usate nei campi da golf)
120V Citroen Saxo e peugeot 106 electrique
216V FIAT 600 Elettra http://mondoelettrico.blogspot.com/2008/02/fiat-seicento-elettra.html
Comunque l’inverter è chiuso dentro una “scatola” di alluminio (e la carrozzeria dell’auto fa il resto).
Le vecchie auto con candele o peggio ancora con “le puntine” emettono molti + disturbi.
MAURIZIOSAT5
02 feb 2009 - 17:28 - #14@ypsilon1
hai perso l’occasione giusta per star ZITTO.
solo uno studente di filosofia puo’ prendere in considerazione l’idrogeno come vettore energetico.
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e si vede che tu non vivi vicino ad una linea ferrata ….ALTRIMENTI non avresti osato dire una porcheria del genere.
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per quanto riguarda l’ IDV di di pietro…………STENDIAMO UN VELO PIETOSO.
alexator
02 feb 2009 - 18:19 - #15Stendiamo un velo pietoso piuttosto su mauriziosat…
glorfindel
02 feb 2009 - 20:48 - #16IDV?
Ahahahah! E c’è ancora gente che crede che Di Pietro salverà l’Italia…
noee
02 feb 2009 - 23:17 - #17ok, mauriziosat è decisamente sopra le righe, ma frasi come “non penso che sia bello appendere fili ovunque” in un blog di ECOLOGIA fanno gridare vendetta…
Trolleybus58
04 mar 2009 - 22:51 - #18Questa è l’ennesima cretinata dei fautori dello “status quo”: i filobus sono stati diffusissimi in Italia dagli anni ‘50 agli anni ‘70 e, mi pare, non abbiano mai “indirettamente” ammazzato nessuno! Allora dovremmo abolire tutte gli elettrodotti a.t., le linee di alimentazioni delle ferrovie (che sono ben più elevate dei 600-750 V delle filotramvie), i frigoriferi domestici, gli impianti di illuminazione degli stadi, le centrali elettriche, etc. …non c’è che dire, un bel ritorno alle lumiere ad olio, ai quadrupedi come vettori di traino per i veicoli, e di conseguenza alle “sapienze medico-igienistiche” di Galeno ed Averroè. Personalmente a me i bifilari filotranviari non danno alcun fastidio, anzi provo un senso di ordine e pulizia nel rimirare riprese di una Roma dignitosa ed ordinata di “Vacanze romane” ed altri film d’epoca, tutto il contrario delle attuali metropoli sordide, straccione, pestilenziali ed abominevoli dei giorni d’oggi! Peggio certi orridi lampioni, cartelloni pubblicitari, mostruosi manufatti incongrui che meriterebbero l’onore della dinamite e tutto lo smog ed il rumore emanato tra l’altro dagli “ecologici” ma rumorosi bus a metano! Un gas tra l’altro che essendo meno “visibile” e più “subdolo” degli scarichi diesel, provoca cmq danni all’ozono e, ricordiamo, che lo importiamo dall’estero per il 70%! Per i percorsi in pendenza mortifica di brutto le prestazioni dei bus (specie se con il climatizzatore, che in estate si deve spegnere se no il mezzo quasi tocca spingerlo!), contrariamente agli “elettrici” che fanno “mangiar la polvere” ai CNG più recenti. Certo non devono fare le gare, ma la “velocità commerciale” vorrà pur dire qualcosa! La verità è che bisognerebbe interdire i centri storici ai bus a combustione, ai pullmans turistici, ai suv (perchè non far pagare ai proprietari di questi tronfi ed ingombranti mezzi una tassa annuale, tipo 500 E., tanto sono mezzi di lusso non necessari) e limitare fortemente amche il transito veicolare (a parte ibride, elettriche, e veicoli cmq sotto i 100 mq di CO). Sono stato lo scorso dicembre a Brema, e l’unico veicolo ammesso nel centro storico completamente pedonale era il tram, passava senza vibrazioni che pareva scorresse su un tappeto, con tanto di linea area, ed i fregnoni della soprintendenza a Firenze non la vogliono vicino al Duomo, come se già a suo tempo con Piazza della Repubblica e l’abbattimento della cinta muraria con il piano Poggi non si fosse commessa già una cosa peggiore…il futuro della movimentazione all’interno dei nuclei antichi per una vera riqualificazione di questi sarà per forza l’elettrico, almeno fin alla concretizzazione reale di sistemi di teletrasporto!