
Agli italiani piace comprare primi piatti già pronti (+16 per cento), sughi pronti (+14 per cento), affettati imbustati (+18 per cento) e insalate di quarta gamma sulla base delle rilevazioni della Ref per Ancc-coop relative al primo semestre del 2008.
E a me viene da dire: alla faccia del risparmio e della tutela dell’ambiente.
Abbiamo un bel parlare qui su ecoblog di spesa a chilometri zero, eliminazione del packaging e crisi economica evidentemente argomenti che non toccano molti italiani, considerato che sempre secondo stime Coldiretti, sarebbero responsabili di queste impennate nei consumi dei piatti già pronti le coppie lavoratrici e i circa 6 milioni di single:
La crescita del consumo di piatti pronti sta portando ad una progressiva riduzione del tempo trascorso in cucina in Italia dove alla preparazione dei pasti di dedicano appena 34,9 minuti per il pranzo (il 4,7 per cento in meno rispetto all’anno precedente) di 33,1 minuti per la cena (-2,7 per cento) secondo un sondaggio Gpf.
Triplica, invece, rispetto al 2007 l’acquisto di verdure e frutta di quarta gamma, cioè quelle che si trovano confezionate in atmosfera protetta già pulite e lavate: nel 2008 ne sono state venduti 90 milioni di chili per una spesa di 700 milioni di euro.
Via | diariodelweb, Coldiretti
Foto | Flickr
caiofabricius
02 feb 2009 - 18:14 - #1Piatti pronti = Abuso del feticcio.
Capricci di viziatoni e illusione di risparmiare tempo!
E quello che rimane fa schifo come i piatti pronti e le città invivibili e alla lunga chieeranno il conto (allo stomaco e ai polmoni)
Mauriziosat5
02 feb 2009 - 19:31 - #2piatti pronti vuol dire poco tempo libero.
ma un bamboccione ecotonto che vive con mamma e papa’ che ne sa?
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secondo gli ecotonti è + salutare sprecare gli alimenti comprando e preparando per 4 e poi lasciando marcire il tutto nel frigorifero.
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chi vive da solo vi manda a quel paese in 10 minuti.
Anonimo Codardo
03 feb 2009 - 00:18 - #3Vivendo da solo capisco benissimo. Su un piatto metto tempo libero, sull’altro metto “sbattone di: preparare, cucinare e lavare pentole per una persona sola”. Mi spiace, non ci sono pinguini e balene che tengano.
Poi si va a bere una birra con gli amici, ovviamente si gira in bici.
makanaki
03 feb 2009 - 11:15 - #4Penso sia dovuto principalmente alla mancanza di tempo, al fatto che si lavora troppo (per chi ha lavoro, ovviamente).
Poi vedo che c’e’ molta pigrizia (vedi usare la macchina per ogni minimo spostamento).
Bisognerebbe cambiare radicalmente le nostre abitudini, ormai ci siamo appisolati come popolo, credo, siamo intorpiditi e tutto sommato ci va bene così.
Jappo87
04 feb 2009 - 11:32 - #5Guardate, io vivo con altre 2 persone e son sempre io a cucinare, siamo studenti, non lavoratori, però siamo fuori casa dalle 8.30 fino alle 19, tutti i giorni (eccetto sabato e domenica) e i cibi pronti li prendiamo rarissime volte. Potrei contarle sulle dita di una mano…
Però quello che voglio dire non è demonizzare i cibi pronti perchè sono sicuramente comodi, come molte altre cose, bisogna sapere solo riconoscere i momenti in cui è necessario usarli e non esagerare(come in molti casi della vita)
inoltre cucinare per se, e per gli altri, usando del proprio tempo secondo me da una soddisfazione enorme. Quando servi un piatto ed è buono non teme confronto con qualsiasi piatto pronto che dalla sua ha eccipienti di sapidità e aromi che ne esaltano il gusto.
Per quanto riguarda i single, quest’estate ho lavorato in un bar, che non è propriamente un lavoro leggero, e quando cucinavo e a casa ero solo era il momento migliore della giornata:
un bicchiere di vino mentre cucini e gustarti in santa pace ogni boccone era bellissimo.
-Jacopo-