Stampare pellicole con celle solari organiche su polimeri come se si stampassero banconote. Ci sono riusciti in Australia: il primo test condotto dalla zecca Securency International ha consentito di stampare 200 metri quadrati di pellicola fotovoltaica al minuto. Il vantaggio delle pellicole è evidente, sono flessibili e sopratutto, molto più economiche rispetto ai pannelli tradizionali, purtroppo la resa resta ancora bassina.
Secondo Gerry Wilson project leader di CSIRO (uno degli enti che partecipano alla ricerca) la pellicola a polimeri converte in energia solo il 3% della luce solare a fronte del 25% di una normale cella solare fotovoltaica. Wlson confida, però nel raggiungere l’efficienza del 7% per il prossimo anno e nel raddoppiarla il successivo, ma dice che i benefici della pellicola solare riesiedono sopratutto nella produzione di massa. Ovviamente per ora non se ne parla di mettere nulla in commercio, considerato che si tratta di prototipi, che richiedono ancora studio e test.
Gli entusiami australiani, però sono molto consistenti, rispetto alle possibili applicazioni e futuro della pellicola. Infatti, sono impegnati nel far avanzare questo progetto diversi enti di ricerca universitari riuniti sotto il consorzio VICOSC (Victorian Organic Solar Cell Consortium) e in collaborazione con i partner industriali quali appunto Securency, BP Solar, Bluescope Steel and Merck, per cui sono stati investiti in tre anni 12 milioni di dollari australiani.
Peter Batchelor Ministro per le Energie e risorse, ha detto:
La tecnologia utilizzata per queste celle è ancora molto giovane, ma questo progetto ha lo scopo di accelerarne lo sviluppo quanto più rapidamente possibile.
Via | azonano, VICOSC, Casa&Clima, baysidebullettin
Foto | VICOSC
guagnelz
24 feb 2009 - 11:59 - #1Cos’è “bassina”?
tob
24 feb 2009 - 12:05 - #2Wow!!
Ecco delle banconote che non temono l’inflazione!
_FoX_
24 feb 2009 - 12:33 - #3Quantificare bassina please.. e soprattutto quantificare la curva di produzione nell’arco della vita della cella. Oltra a specificare la durata della cella stessa.. Perche’ altrimenti stiamo a parla’ di aria fritta…
Jappo87
24 feb 2009 - 13:46 - #4è così che si fa per migliorare le tecnologie, non come in Italia…
filoverde
24 feb 2009 - 13:51 - #5@_FoX_
Ho aggiornato il post con i dati trovati, per ora. Appena ne so di più ri-aggiorno.
Marina
_FoX_
24 feb 2009 - 15:48 - #6@Marina.. Grazie. Ti correggo sull’efficienza delle celle tradizionali. Se arrivi al 15% su impianti installati e’ tutto grasso che cola. Il 25% non e’ raggiunto nemmeno in laboratorario (parliamo sempre di celle di produzione).
Per quello che riguarda la tecnologia, ce’ sempre la famosa Nanosolar con i suoi thinfilm.. che li stampa.
Mago16
24 feb 2009 - 17:53 - #7Beh, se costeranno 1/15 dei pannelli normali e avranno più applicazioni ben venga!!!
Anche perchè se ne aumenteranno il rendimento….
Comunque qualsiasi innovazione è crescita.
Cosa fanno qui in italia per innovare??Mediaset Premium? Ma perfavore…
Sandro kensan
24 feb 2009 - 20:38 - #8@marina
Come ha detto Fox il rendimento delle celle monocristalline è basso (io direi 13-14%) e non 25% che è un rendimento delle celle a multigiunzione e magari da laboratorio.
Poi i semiconduttori polimerici hanno problemi con il sole, come le plastiche si deteriorano col sole e queste celle organiche hanno ancora più problemi.
Quindi sono solo sperimentazioni.
alexator
25 feb 2009 - 09:16 - #9anche 60 anni fa i pannelli solare al silicio di oggi erano “solo” sperimentazioni….
devid2g
25 feb 2009 - 10:11 - #10In laboratorio le celle arrivano fino al 37% di rendimento ma non è nulla di commerciabile per ora, se queste pellicole arrivassero davvero al 7% di rendimento il prossimo anno e avessero un costo al kWp anche solo della metà dei pannelli attuali in 15 anni riescono a ripagarsi senza contributi con un semplice contratto di scambio. i conti li trovate qualche discussione fa, naturalmente devono aver il requisito di poter durare.