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Aumentano in Italia i Comuni Rinnovabili

Pubblicato: venerdì 27 febbraio 2009 da viviana

Comuni Rinnovabili 2009 Mentre il governo italiano si butta nell’impresa nucleare, i territori danno segnali di tutt’altra natura. O perlomeno è quello che appare dalla premiazioni di oggi dei Comuni Rinnovabili di Legambiente. Questo rapporto, arrivato alla quarta edizione, ci dice che sono quasi semila, 2800 in più rispetto allo scorso anno, i comuni italiani che hanno almeno un impianto rinnovabile installato nel loro territorio.

Questo nonostante ancora le procedure di autorizzazione degli impianti non siano agevoli, e manchino ancora delle linee guida nazionali per l’approvazione dei progetti, e sia forte la necessità di incentivare l’integrazione delle rinnovabili in edilizia, tutte misure che ne favorirebbero la diffusione.

La fonte rinnovabile più diffusa è il solare, termico e fotovoltaico. Quasi 700 i comuni che hanno impianti di mini-idroelettrico, 600 quelli a biomasse, 245 hanno impianti eolici e 73 geotermici. La maggior parte dei comportamenti virtuosi e degni di nota viene da piccoli comuni, che spesso sono in grado di coprire quasi interamente il fabbisogno energetico con fonti rinnovabili.

Tra i comuni solari, Monrupino (TS) è risultato quello con maggiore potenza fotovoltaica “procapite” installata (1151 kW ogni 1000 abitanti), mentre Don (TN) per quella termica (più di 1 mq per abitante).

Sono stati poi segnalati Dobbiaco (BZ) e Prato allo Stelvio (BZ) come Comuni “100% rinnovabili”. Dobbiaco ha sul proprio territorio un mix di fotovoltaico, mini-idro, termico, e una rete di teleriscaldamento che permette di produrre più di quanto serve. Prato allo Stelvio usa ben 6 tecnologie rinnovabili diverse, solo il teleriscaldamento permette di far risparmiare il 30% in bolletta. Anche Lecce è stato segnalato tra i comuni sopra i 50mila abitanti, segno che non è solo il nord a farla da padrone. Nel capoluogo salentino i pannelli fotovoltaici sono stati installati su capannoni industriali, centri commerciali, distributori di benzina, edifici scolastici e parrocchie, e sono in grado di soddisfare il 100% del fabbisogno elettrico delle famiglie.

E’ stato anche segnalato il parco fotovoltaico di Carano (TN), installato sul terreno di una vecchia cava di porfido dismessa. Invece di invadere i terreni agricoli, alimentando le ragioni del “no alle rinnovabili”, sono questi gli spazi da usare, tetti di capannoni o cave dismesse, ovvero riqualificare l’esistente.

Via | Legambiente
Foto | richardmasoner

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • ecofan

    27 feb 2009 - 14:05 - #1
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    oh ben: appoggio in pieno l’ultimo paragrafo, recupero, ristrutturazione, decentramento, produzione localizzata

  • Mimmo8

    27 feb 2009 - 14:34 - #2
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    Sono contrario al nucleare (ancor più se all’italiana), tuttavia sembra che la sola minaccia di costruire centrali stia avendo un buon esito. Bravo presidente! E bravissimi comuni virtuosi. Con un po’ di sforzi, tra nuovi impianti rinnovabili e crollo dei consumi, le centrali, semmai si faranno, non serviranno più e saremo tutti contenti (prenditori amici del capo, ecologisti, cementificatori…)

  • Profilo di Mago16

    Mago16

    27 feb 2009 - 14:39 - #3
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    Avanti così alla 10ª potenza!!!!!!!!!!!
    Perchè non investono nella deburocratizazzione delle procedure, non penso abbia un costo elevato fare una cosa del genere, e aiuterebbe a 1000 questi settori a svilupparsi, crendo tecnologie sostenibili e LAVORO!!!
    Ma come al solito chi è al governo pensa solo ai propri interessi e a non farsi processare…

  • Profilo di Mago16

    Mago16

    27 feb 2009 - 14:43 - #4
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    E quei pagliacci cosa fanno????
    Il nucleare!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ma che se ne vadano a ……. su una barra radioattiva!!!!!!

  • Profilo di Mago16

    Mago16

    27 feb 2009 - 14:44 - #5
    0 punti
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    (al posto dei puntini metteteci la frase che volete, io la mia l’ho già pensata…)

  • Simondel

    27 feb 2009 - 15:20 - #6
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    E intanto vi segnalo che il bando regionale in Lombardia per la costruzione di impianti fotovoltaici sulle scuole pubbliche è andato in esaurimento in meno di un mese per le troppe richieste:
    http://www.ors.regione.lombardia.it/OSIEG/Osservatorio/Eventi/evento_383.shtml
    Direi che è un buon segno, alla faccia dei nuclearisti da strapazzo.

  • Profilo di Jappo87

    Jappo87

    27 feb 2009 - 16:14 - #7
    1 punto
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    Benissimo le rinnovabili; per quanto riguarda l’ultimo paragrafo:

    La soluzione migliore è sempre quella di mettere i pannelli su tetti degli edifici o in posti smessi da recuperare perchè costruire centrali (anche se di rinnovabili) ruba terreno che potrebbe essere davvero terreno, nel senso con erba, fiori e alberi; inoltre se gli impianti sono casa per casa si diminuisce la quantità di energia dispersa nel trasporto dalla centrale al luogo di utilizzo.

    -Jappo-

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    .
    tra l’altro, quella di produrre energia rinnovabile su larga scala, è un altra idea, che (ahimé) temo proprio di aver suggerito io a Google (come nel caso del “”"loro”"”" Lunar X Prize…) con un commento postato nel Google Blog italiano:
    .
    http://googleitalia.blogspot.com/2007/07/energia-verde.html?showComment=1185059820000#c2488084507256540659
    .

  • ecofan

    27 feb 2009 - 18:53 - #10
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    quoto alla grande jappo87
    bisogna risparmiare i terreni sempre preziosi, ci fai un bosco alla peggio o no? si installa sui tetti così è energia che non fa chilometri su cavi a scaldare il pianeta per niente uff
    dal sito di kyotoclub sembra che le emissioni in italia stiano diminuendo, non so proprio se è il caso di pensare davvero al nucleare, se lo stato pagasse per installare impianti di cogenerazione nella scuole, negli ospedali o negli edifici comunali sarebbe ottimo termoelettrico ad alti rendimenti vicino alle utenze

  • Profilo di tob

    tob

    27 feb 2009 - 20:02 - #11
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  • ecofan

    27 feb 2009 - 20:38 - #12
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    ovvio che vince il solare, il rendimento delle celle fotovoltaiche è maggiore del rendimento delle migliori piante in fotosintesi, non servono grandi schemi o conti
    l’obiettivo è sempre e comunque la produzione su piccola scala e in loco, la biomassa a filiera corta è un’ottima fonte di energia e per fortuna il governo la incentiva adeguatamente
    certo è impensabile la biomassa per potenze confrontabili a eolico o idroelettrico a meno che non rinunciamo a mangiare per tenere le lampadine accese

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    28 feb 2009 - 18:10 - #13
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    @ Tob
    Per curiosità, tu hai un impianto FV vero?
    Se hai i contributi Conto Energia, mi puoi spiegare come funziona?
    Ho letto su un sito di produttori che il contributo sarebbe per 20 anni, indipendente da quanto produce l’impianto, e dopo 10 anni con quel dato impianto saresti andato in attivo.
    Mi devo informare meglio, però…

  • Mauriziosat6

    28 feb 2009 - 19:11 - #14
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    TOB …………..vende solare
    lui è un commerciante .
    .
    TUTTI i suoi interventi rimandano alla ASPO ……………
    .
    è come chiedere al pescivendolo lumi sulla freschezza del pesce che vende.
    .
    COSA VUOI CHE TI RISPONDA???????????????????
    svegliati

  • Mauriziosat6

    28 feb 2009 - 19:12 - #15
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    è come chiedere a VANNA MARCHI rassicurazione sui suoi prodotti.
    .
    lei li garantiva A VITA……. al confronto i 20 anni con cui blaterano di garanzie per i pannelli solari SONO ROBA DA DILETTANTI.

  • gbettanini

    01 mar 2009 - 09:30 - #16
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    Per chi vuole lumi sul fotovoltaico:
    Intanto bisogna sapere che rende di più se installato al sud, meno al centro ed ancora meno al nord. Tra nord e sud c’è una differenza di un buon 15%.
    Il GSE incentiva per 20 anni l’energia prodotta dai tuoi pannelli con un contributo FISSO (cioè ce non si rivaluta con l’inflazione) intorno ai 40 centesimi di euro per kWh (dipende da tipologia d’installazione e grandezza dell’impianto). l’energia che produci la puoi utilizzare scambiare o, se hai un grande impianto, venderla.
    In linea di massima funziona così:
    Piccolo impianto domestico autofinanziato (circa 3 kW costo 20-25.000 euro) conviene. Piccolo impianto finanziato dalla banca puo’ convenire economicamente se sei al sud ma al nord ci puoi anche rimettere.
    Un grande impianto, salvo casi particolari, conviene solo al sud.
    La cosa importante da capire è che il ‘conviene’ è riferito unicamenteall’investimento economico. Senza gli incentivi il fotovoltaico non potrebbe esistere.

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    01 mar 2009 - 15:23 - #17
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    @ Mauriziosat6
    A Maurì ellasciami parlare con gli ecologisti… eccecchezz… :)
    Per capire come la penso, questo è il mio sogno (e di molti, non è ancora realtà speriamo non sia una bufala) ma in Italia per impedire una cosa del genere impiccherebbero all’albero maestro… tanto NESSUNO investe nel nucleare, si sa…
    http://www.hyperionpowergeneration.com/

    @ gbettanini
    Grazie della risposta, non capisco una cosa: i 40 €cent/kWh sono erogati per kWh effettivamente prodotto o kWh teorico?
    Cioè, se mi prendo l’impianto anche piccolo e al nord, e lo uso come tavolo da ping pong continuando ad usare la normale rete elettrica, mi sbafo comunque i soldi pubblici o no?

  • gbettanini

    01 mar 2009 - 15:45 - #18
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    @Alter

    L’incentivo è sui kWh che il tuo impianto produce, quindi devi fare in modo che per almeno 20 anni l’impianto produca sempre al massimo delle sue possibilità.

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