Apprendo da 02blog che:
nel pieno centro di Milano esiste un reattore nucleare. Risale agli anni Cinquanta, spento dal 1979 e mai più riacceso. E’ situato, a scopo di ricerca, in uno dei giardini del dipartimento di Energia Nucleare del Politecnico di piazza Leonardo. Un piccolo cubo bianco, un vecchio modello di impianto di una potenza di 50 Kw.
Attualmente l’impianto è monitorato costantemente con tutto il carico di personale, sorveglianza, assicurazione, aggiornamento della strumentazione e obbligo che tutto sia sempre in regola. Il decomissioning, cioè lo smantellamento dell’impianto che costerebbe tra i 4 e i 5 milioni di euro è in sospeso, perché non si sa chi dovrebbe farsi carico delle spese, se il Politecnico o il Ministero dell’istruzione.
Gianni761
11 mar 2009 - 11:44 - #1Vi do un altro scoop: nel cuore di Milano e di tutte le principali città italiane e non esistono delle pericolossisime fonti di radiazioni che non si quando verranno smantellate e a carico di chi.
Per la precisione si trovano negli ospedali, nei reparti di radiologia.
Kuda_
11 mar 2009 - 12:37 - #2ciao, ti segnalo questa iniziativa:
http://blog.libero.it/KudaBlog/6668843.html
in sostanza si tratta di provare, per una volta, di giocare in proposta rispetto al governo con delle idee chiare su come migliorare la situazione ambientale del nostro paese. Vorrei che gli dessi un’occhiata, e se ti sembrano interessanti, che ci dessi una mano nella diffusione,
ciao
Alter_EGO
11 mar 2009 - 15:35 - #3La ricerca scientifica, se lasciata libera e in balia di se stessa, può essere pericolosa…
Potremmo proporre delle linee guida fatte in democrazia diretta dal popolo basandoci sulla wikipedia.
Fra l’altro avremmo così anche microgenerazione di energia elettrica: basterebbe collegare una dinamo al cadavere e avremmo energia pulita da tutti i giri che farebbe Marie Curie rivoltandosi nella tomba!! :DDD
61842
11 mar 2009 - 16:06 - #4non si andrebbe lontano allora….
61842
11 mar 2009 - 16:07 - #5@gianni 761…
quindi dovremmo smantellare tutte le apparecchiature diagnostiche perchè emettono radiazioni…?
spero tu stia scherzando…
Mauriziosat6
11 mar 2009 - 16:08 - #6ben svegliati .
BISOGNEREBBE SPIEGARLO alle mammine democratiche militanti che amano tanto mettere in piazza i figli di 5 anni.
.
ma che gli spieghiamo a fare …. oramai il loro cervello è democraticamente bruciato.
electric.igor
11 mar 2009 - 17:44 - #7Mauriziosat ti appoggio
Attilone
11 mar 2009 - 21:05 - #8Mi sembra un problema inesistente francamente, anche a Palermo hanno un reattore mi sembra.
E’ praticamente una roba innocua anche considerando come ha gia’ fatto qualcun’altro che i rifiuti nucleari degli ospedali sono molto piu’ abbondanti, anche il fatto di accostare la foto di un tizio (sembra uno di Greenpeace) vestito come se fosse in atto una guerra termonucleare la dice lunga sul senso di paura che si vuole instillare…
A Milano il problema maggiore e’ l’inquinamento automobilistico, su quello bisognerebbe intervenire.
kamate
11 mar 2009 - 21:28 - #9@gianni 761
Nelle diagnostiche in ospedale non c’è alcun materiale radioattivo.
Si creano fotoni x solo nel momento in cui si effettua l’esame, ma il tubo a rx è costruito in materiale assolutamente inerte (tungsteno).
RFlea
12 mar 2009 - 00:40 - #10@kamate
i rifiuti radioattivi ospedalieri ci sono eccome…
http://www.osservatorionazionalerifiuti.it/documenti/ONR/62_172451316200462.pdf
Naturo
12 mar 2009 - 01:28 - #11che discorsi del c.a.z.z.o…scusate blog ma ci sta!! che commento è il primo?????i reparti di radiologi salvano vite!!!!mica fanno elettricità e scorie!!!!
Federacer
12 mar 2009 - 01:41 - #12Sarà mica un problema una centrale da 50kW?
Se guardiamo le radiazioni ne emette molte di più il sole, se guardiamo le scorie la quantità è risibile, ed essendo del Politecnico dovrebbero essere molto preparati.
Androide85
12 mar 2009 - 09:28 - #13Chissà quanto ci costa, annualmente, il “monitoraggio costante con tutto il carico di personale, sorveglianza, assicurazione, aggiornamento della strumentazione e obbligo che tutto sia sempre in regola”. E chissà per quanto tempo questa spesa annuale sarà a nostro carico.
Com’era prevedibile, a distanza di decenni nessuna cordata valorosa (stile alitalia) sembra avere voglia di accollarsi i costi del decommissioning. Stimati peraltro (e solo stimati…) attorno ai 4-5 milioni di euro.
Alter_EGO
12 mar 2009 - 10:57 - #14@ Naturo
I reparti di radiologia, sia per imaging che per terapia (si usano isotopi radioattivi anche per curare) FANNO scorie, dai un occhiata all’interessante guida linkata da RFlea.
Mi pare tuttavia che prendersela con i reattori ad uso di ricerca sia una sciocca caccia alle streghe. Non può che penalizzare un altro settore della ricerca italiana, già per altro risibile.
spidernik84
12 mar 2009 - 11:43 - #15Complimenti a tutti quelli che non hanno colto l’aspetto umoristico del commento numero 1…
gbettanini
12 mar 2009 - 12:14 - #16Un reattore produce scorie in proporzione all’energia che produce….quindi un reattore per ricerca e di bassa potenza produce una quantità di scorie risibile.
Per quanto riguarda le sorgenti di radiazioni ospedaliere vi racconto un aneddoto interessante:
Una decina d’anni fa un giornalista di uno dei due maggiori quotidiani nazionali se ne esce con un articolo dove diceva in sintesi: “sono stati rubati alcuni kg di uranio arricchito al 3%, pericolo di attentati terroristici”. L’ho contattato e gli ho fatto presente che l’uranio arricchito al 3% è piuttosto innocuo e che se non decidi di mangiartelo puoi girare tranquillamente con 5 kg di uranio in tasca senza subire nessun danno….quindi utilizzo per terrorismo nullo. In uno dei nostri colloqui gli ho anche fatto presente che ad un terrorista bastereebe rubare in un ospedale o dal dentista un contenitore di Cesio, attacarci con lo scotch una bella bomba a mano e questa sì sarebbe una bella bomba sporca senza scomodare reattori nucleari o le loro scorie. Dopo una settimana il giornalista in questione se ne esce con articolo a doppia pagina “PERICOLO DI ATTENTATO RADIOLOGICO”…… no comment.
Androide85
12 mar 2009 - 12:45 - #17scusate l’off-topic
@Alter_EGO
ciao, in un post vecchio ti ho posto una veloce domanda, mi puoi rispondere quando hai tempo per favore? La trovi a questo link (al commento numero 12):
http://www.ecoblog.it/post/7917/lazio-truffa-dei-cdr-in-13-in-manette-sequestrato-il-termovalorizzatore-di-colleferro/1#1089006
grazie
Gianni761
12 mar 2009 - 20:37 - #18Per capire che un reattore del genere non pone nessun tipo di problema, ammettendo che sia dello stesso tipo di quello di Chernobyl (e non è così): è un reattore da 50 KW termici, quello di Chernobyl ( e un reattore come l’EPR) era pari a 1.500 MW elettrici , 4.500 termici ovvero 4.500.000 KW ovvero più piccolo di 90.000 volte con relativa riduzione della radioattività e delle scorie.
Per chi dubita della pericolosità delle sorgenti radioattive ospedaliere:
http://en.wikipedia.org/wiki/Goi%C3%A2nia_accident
Roberto dadda
19 mar 2011 - 21:39 - #19Quanta malafede! Il reattore del CESNEF è stato vuotato del combustibile da decenni, non capisco se sia imbecillità o malafede francante!