Nucleare, ecco le 5 ragioni del si

Nucleare: le cinque ragioni del si Ho letto l' intervista su Il sussidiario fatta a Alessandro Clerici, presidente onorario del WEC - World Energy Council Italia a proposito dei buoni motivi per dire si all'energia nucleare nel nostro Paese.

In sostanza, secondo Clerici, tra i diversi motivi per dire si al nucleare ci sarebbe anche il fatto che viene considerata rispettosa nei confronti dell'ambiente (sic!). Ma ecco i cinque punti più importanti. Il resto dell'intervista lo potete leggere qui.

1) Il nucleare di terza generazione non è vecchio:

Rinunciare adesso alla terza generazione sarebbe come dire: non mando mio figlio a scuola perché aspetto di avere, forse tra trent’anni, la scuola ideale. Un chiaro esempio viene dalla Francia, che sostituirà nei prossimi 50 anni le centrali nucleari esistenti (59 reattori per circa 63 mila MW) da qui al 2040 con reattori della terza generazione e successivamente con quelli della quarta.


2) A proposito delle scorie tossiche e dei siti di stoccaggio:

Molti italiani pensano forse ad una Pianura Padana disseminata di fusti tossici. Ma il volume totale delle scorie ad alta radioattività prodotte per 60 anni da eventuali 13 mila MW di nucleare in Italia - tali da dare nel 2030 il 25-30% di energia elettrica dal nucleare - sarebbe inferiore a quello di un cubo di 25 metri di lato, anche senza un riprocessamento che ne ridurrebbe ulteriormente i volumi di cinque volte. Ma il problema è più complesso ed in questo l’Europa sta facendo progressi.

3) Perché le energie rinnovabili non bastano.

Tuttavia occorre parlare non solo di desideri, ma anche di numeri e fatti. Il 40% dei circa 19 mila TWh prodotti nel mondo nel 2007 viene dal carbone - destinato ad aumentare per gli sviluppi di India e Cina - , il 17% dal gas, il 15% dal nucleare,l’1% dall’eolico e un mero 0,05% dal fotovoltaico. Nell’Europa dei 27 il carbone fornisce il 32%, il gas il 21%, il nucleare il 30% , l’eolico il 4% ed il fotovoltaico lo 0,1% dei 3200 TWh di fabbisogno europeo.

4) Le energie rinnovabili sono care:

Sì, perché la realtà dimostra che di fatto sono state e sono adottabili ad ora solo con forti incentivazioni. Vogliamo vedere i costi del kilowattora? Tenendo conto di tutti i fattori implicati nel bilancio della convenienza energetica - capitale (valutato in via semplificata con un onere annuale pari al 10% dell’investimento), ore di utilizzazione, combustibile, operation and maintenance, danni per l’ambiente cioè CO2 (valutata da 25 a 50 euro per tonnellata) e considerando anche valori “estremi” e superiori a quanto verificatosi nel recente passato per i combustibili (gas, carbone, nucleare) - abbiamo i seguenti costi: ciclo combinato a gas da 70 a 150 euro per MWh, carbone 60-130 euro per MWh, nucleare 44-67 euro per MWh, eolico 65-110 euro e fotovoltaico da un minimo di 320 ad un massimo di 700 euro per MWh. È giusto incentivare le nuove tecnologie, ma queste tecnologie non possono andare avanti all’infinito a suon di incentivi pagati dai cittadini.

5) Una campagna pro ambiente a base di nucleare.

Non vedo un’informazione strutturata e trasparente tale da ottenere l’indispensabile consenso. Non occorre una campagna pro o contro il nucleare, ma una campagna pro ambiente e attenta ai costi per l’utente finale, dalla quale emerga che l’opzione nucleare non dico che sia obbligata, ma che è fondamentale da esaminare. Ma soprattutto, nucleare e rinnovabili non devono essere presentati come alternative contrapposte, ma come opzioni diverse e complementari. Il nucleare è un’energia di base che viene fornita con continuità, mentre quella dal vento e dal sole è aleatoria ed ha bisogno di adeguata”riserva” di energia “programmabile” da combustibili fossili o dal nucleare.

Via | Il sussidiario
Foto | Flickr

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