me lo aspettavo.
la SArdegna dal punto di vista geologico è la regione più sicura di tutte.
Il sardo è quello che protesta meno di tutti anche se spero che questa volta protesti come si deve.
La Sardegna può vivere solo di turismo. il territorio è poco vasto, ci metti le centrali nucleari e secondo me sarà la fine.
Non sono totalmente contrario al nucleare però bisognerà scegliere bene dove mettere eventuali centrali.
Altrimenti si “guadagna” da una parte e di sicuro si perde dall’altra.
COME SIETE SCIOCCHI
ve la suonate e ve la cantate.
STUDIATE la teoria delle reti di distribuzione elettrica e poi tornate.
voi de sinistra siete uno spasso. Peggio dei bambini di 6 anni.
e infatti il termoelettrico favorisce il turismo e il progresso sisi
comunque bella la vignetta e come al solito l’immaginario collettivo quando pensa a una centrale nucleare pensa alle torri di raffreddamento: la parte più innoqua
INFATTI TOB
è per quello che gli ho detto di studiarsi la teoria delle reti di distribuzione.
un cavo sottomarino c’è già …. si chiama SACOI
ma serve per evitare l’isolamento energetico che provocherebbe continui black out nell’isola durante tutta la giornata.
ed imporrebbe lo spegnimento delle di molte centrali , la notte.
Il che , per un’apparato industriale è inaccettabile.
.
Un cavo nuovo , capace di trasportare alcuni GW è antieconomico .
.
.
QUESTA E’ UNA VIGNETTA
purtroppo a sinistra sono abituati a dar retta ai COMICI invece che agli ingegneri.
e non hanno ancora imparato dai propri errori.
Come si vede la sardegna è una delle poche regioni che esportano energia quindi non ha certamente bisogno di una centrale ora, comunque l’idea del cavo non è cosi assurda tanto che ne stanno già mettendo due nuovi a 500kV per una potenza complessiva di 1 GW, non sò che cavi useranno ma con dei cavi da 300mmq quindi un diamentro di 2cm la perdita di pontenza è del 5% ma sicuramente per via della tensione e dell’ambiente di posta nel progetto del cavo la sezione sarà certamente superiore, inoltre essendo in continua non c’è necessità di rifasamento per le capacità parassite e non ci sono problemi con l’effetto pelle.
una linea di collegamento in continua? non ci posso credere
a elettrotecnica abbiam dimostrato che l’alternata riduce le perdite di un fattore importante, credo un terzo
e comunque cosa centra se la sardegna esporta energia? produce 100% rinnovabile e ne avanza? no! allora si al nucleare per spegnere il termoelettrico, solito discorso
In elettrotecnica a me hanno detto anche che per collegare le isole si arriva in continua poichè si utilizza un solo conduttore, l’altro è il mare; sembra incredibile ma è così
Il futuro sta nello sviluppo della rete più cavi e più distribuzione se no le rinnovabili col cavolo riescono a coprire quote sempre maggiori del fabbisogno. Tecnicamente già adesso si può arrivare al 70% di fonti non programmabili a patto che sia ben rapportate(eolico-solare) e ben distribuite perchè nel complesso non mancherà mai il sole o il vento dappertutto lo stesso momento, sarebbe come dire che tutte le attuali centrali si guastassero tutte insieme. Con l’interconnessione si possono progettare reti che trasportano l’energia fotovoltaica in germania e energia eolica in italia in base alle produzioni cosi da compensare gli squilibri. Si verrebbero a creare tante oscillazioni di potenza offerta che però nel complesso risultano essere stabili perchè tendono ad equilibrarsi.
I collegamenti si fanno in continua se sono molto lunghi perchè così non si devono rifasare con delle grosse induttanze ogni 100-200 km i cavi in aria o ogni 20-30 i cavi interrati.
Si “rifasano” con induttanze perché tra il cavo e la terra ci sono capacità parassite , sono molto piccole ma in parallelo le capacità si sommano quindi per linee molto lunghe si ha una notevole potenza reattiva capacitiva sulla linea se sei sul fondo del mare non puoi fare centrali di rifasamento li sotto, generalmente i cavi sottomarini sono in continua per questi motivi.
Correzione rispetto a prima: stamattina ho fatto i conti in fretta prima di andare a lezione in treno poco dopo mi sono ricordato che mancava un 2 nella formula, servono 2 cavi da 600mmq con un diametro di 3 centrimetri, come detto prima la sezione sarà sicuramente maggiore per mantenere l’isolante affidabile per un numero di anni accettabile.
Il discorso dell’esubero di energia era per sottolineare che in alcune regioni hanno un deficit energetico pari e in alcune superiore all’intero fabbisogno energetico della Sardegna.
ragionevolezza vorrebbe che per evitare inutili perdite l’energia sia prodotta il piu’ vicino possibile alla zona dove debba essere utilizzata in modo massiccio
La rete serve poi a scongiurare black out nel caso una centrale vada fuori servizio.
la sardengna aimè …… non ha + grossi utilizzatori .
resta solo il polo industriale di cagliari ….. che ha già la sua grossa centrale da 600MW
e ti pareva ! dopo aver portato i rifiuti campani,in sardegna, ora ci vogliono costruire le centrali nucleari!! Mi sorge spontanea una domanda: ma l’impatto ambientale? Il deturpamento paesaggistico non conta più? Nel 1987 l’Italia ha detto no al nucleare,ora sembra l’unica soluzione al problema enegertico. La miglior soluzione sarebbe investire su fonti d’energia inesauribili e naturali,come il vento o il sole.
MA CI SEI O CI FAI ?
è proprio l’impatto ambientale una delle freccie nell’arco del nucleare.
una centrale nucleare NON EMETTE NULLA se non un pochino di vapor d’acqua DAL CIRCUITO DI RICONDENSAZIONE DEL VAPORE
una centrale nucleare è piccolissima ………….sta in 3 o 4 capannoni industriali
quindi l’impatto vosivo è minimo
una centrale nucleare da un sacco di energia.
sono sarda di un piccolo paese … per noi è inaccettabile l’idea di avere una centrale nucleare !!!! i grandi cioè coloro che hanno il potere dicono dai mettiamola in sardegna ormai !! sono pochi e non si lamenteranno ! prima la spazzatura e ora anche la centrale nucleare ??? a cosa ci vogliono ridurre ? viviamo in una bellessima isola nota per la sua bellezza paesaggistica , ambienti puliti senza inquinamento . VOGLIAMO TENERE QUESTA IMMAGINE !
1) è vero che stati come la francia hanno delle bollette energetiche con prezzi convenienti, ma è anche vero che le loro centrali sono pre anni 70 ed alcune anche più vecchie, quindi loro i costi di costruzione impianto, progettazione e demolizione (che va messa in conto da subito) li hanno già sopperiti! greenpeace ha fatto la stima che in caso di ingresso al nucleare le nostre bollette quadruplicheranno!!!
2)non è vero che ci saranno nuovi posti di lavoro(e mi fa sorridere che molti ne siano convinti!)almeno non per noi italiani che siamo fuori da “questo mondo” dall’87!! senza contare che anche la costruzione è affidata alla francese AVENA
3) meglio averle negli stati vicini che direttamente in italia (anche se sarebbe meglio non ci fossero proprio!!!)! perchè in caso di incidente i danni sicuramente sarebbero meno, ma soprattutto perchèqualsiasi centrale perfettamente funzionante ha comunque una percentuale di EMISSIONI ORDINARIE che sono comunque molto dannose e hanno aumentato la percentuale di tumori soprattutto al sistema linfatico e malattie alla tiroide nelle zone vicine (è stato condotto uno studio a riguardo sia in svizzera che in germania) e il bello è che coloro che dovrebbero garantire la loro non nocività son i proprietari della centrale stessa!!
4) per il 2020 è previsto un grosso rialzo del prezzo dell’uranio che in natura è sempre più scarso e costerà più di quanto si guadagnerà dall’energia che produrrà ( e l’Italia non è nè produttrice di uranio nè tantomeno ha la tecnologia per arricchirlo)
5) abbiamo scorie nucleari delle centrali pre 87 anche in palazzi di centri storici (vedi putata di report) figurati se ci dobbiamo imbarcare con delle altre!!!e poi sfatiamo il mito delle miniere di sale come sicuri luoghi di stoccaggio dato che in germania in una di queste è arrivata l’acqua che sta compromettendo i fusti di scorie che a loro volta stanno contaminando tutta l’area.
6) nella amata Francia i cittadini dei paesi prossimi alle centrali vengono avvertiti anche 12 ore dopo un incidente.
7) il nucleare NON è la risposta al problema energetico degli impianti industriali, ma lo sono le energie rinnovabili a cui però entro il 2011 vogliono tagliare di netto i finanziamenti
il cavo che serve a evitare blackout in sardegna? la cretinata!noi produciamo molto piu di quello che ci serve, e’ per dare energia a voi che c’è quell’accidente di cavo sottomarino. per quel che mi riguarda tranciamolo pure!
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
francesco77
15 mar 2009 - 19:49 - #1me lo aspettavo.
la SArdegna dal punto di vista geologico è la regione più sicura di tutte.
Il sardo è quello che protesta meno di tutti anche se spero che questa volta protesti come si deve.
La Sardegna può vivere solo di turismo. il territorio è poco vasto, ci metti le centrali nucleari e secondo me sarà la fine.
Non sono totalmente contrario al nucleare però bisognerà scegliere bene dove mettere eventuali centrali.
Altrimenti si “guadagna” da una parte e di sicuro si perde dall’altra.
caiofabricius
15 mar 2009 - 21:20 - #2I Sardi hanno votato e adesso si tengano il loro BananusDefogu
Mauriziosat6
15 mar 2009 - 23:17 - #3COME SIETE SCIOCCHI
ve la suonate e ve la cantate.
STUDIATE la teoria delle reti di distribuzione elettrica e poi tornate.
voi de sinistra siete uno spasso. Peggio dei bambini di 6 anni.
satMaurizio123
15 mar 2009 - 23:49 - #4e infatti il termoelettrico favorisce il turismo e il progresso sisi
comunque bella la vignetta e come al solito l’immaginario collettivo quando pensa a una centrale nucleare pensa alle torri di raffreddamento: la parte più innoqua
tob
16 mar 2009 - 00:17 - #5Ma dalla Sardegna come ce la portiamo l’energia in Italia!?
Vi immaginate i costi e le perdite che può avere un elettrodotto sottomarino?
Tanto vale comprare l’energia elettrica dalla Francia.
Mauriziosat6
16 mar 2009 - 01:23 - #6INFATTI TOB
è per quello che gli ho detto di studiarsi la teoria delle reti di distribuzione.
un cavo sottomarino c’è già …. si chiama SACOI
ma serve per evitare l’isolamento energetico che provocherebbe continui black out nell’isola durante tutta la giornata.
ed imporrebbe lo spegnimento delle di molte centrali , la notte.
Il che , per un’apparato industriale è inaccettabile.
.
Un cavo nuovo , capace di trasportare alcuni GW è antieconomico .
.
.
QUESTA E’ UNA VIGNETTA
purtroppo a sinistra sono abituati a dar retta ai COMICI invece che agli ingegneri.
e non hanno ancora imparato dai propri errori.
devid2g
16 mar 2009 - 08:25 - #7Qui ci sono i bilanci energetici regione per regione:
http://www.terna.it/default/Home/SISTEMA_ELETTRICO/statistiche/bilanci_energia_elettrica/bilanci_regionali/tabid/920/Default.aspx
Come si vede la sardegna è una delle poche regioni che esportano energia quindi non ha certamente bisogno di una centrale ora, comunque l’idea del cavo non è cosi assurda tanto che ne stanno già mettendo due nuovi a 500kV per una potenza complessiva di 1 GW, non sò che cavi useranno ma con dei cavi da 300mmq quindi un diamentro di 2cm la perdita di pontenza è del 5% ma sicuramente per via della tensione e dell’ambiente di posta nel progetto del cavo la sezione sarà certamente superiore, inoltre essendo in continua non c’è necessità di rifasamento per le capacità parassite e non ci sono problemi con l’effetto pelle.
Jappo87
16 mar 2009 - 08:27 - #8ce l’ho ce l’ho ce l’ho…
Perchè non la facciamo in Corsica?
-Jacopo-
ecofan
16 mar 2009 - 11:04 - #9una linea di collegamento in continua? non ci posso credere
a elettrotecnica abbiam dimostrato che l’alternata riduce le perdite di un fattore importante, credo un terzo
e comunque cosa centra se la sardegna esporta energia? produce 100% rinnovabile e ne avanza? no! allora si al nucleare per spegnere il termoelettrico, solito discorso
guagnelz
16 mar 2009 - 13:04 - #10In elettrotecnica a me hanno detto anche che per collegare le isole si arriva in continua poichè si utilizza un solo conduttore, l’altro è il mare; sembra incredibile ma è così
guagnelz
16 mar 2009 - 13:06 - #11Per inciso: non l’alternata in sè riduce il costo dei cavi in rame, ma il trifase
ecofan
16 mar 2009 - 13:53 - #12si il trifase giusto…
non sapevo questa cosa dei collegamenti in continua…
vitosolar
16 mar 2009 - 14:41 - #13Il futuro sta nello sviluppo della rete più cavi e più distribuzione se no le rinnovabili col cavolo riescono a coprire quote sempre maggiori del fabbisogno. Tecnicamente già adesso si può arrivare al 70% di fonti non programmabili a patto che sia ben rapportate(eolico-solare) e ben distribuite perchè nel complesso non mancherà mai il sole o il vento dappertutto lo stesso momento, sarebbe come dire che tutte le attuali centrali si guastassero tutte insieme. Con l’interconnessione si possono progettare reti che trasportano l’energia fotovoltaica in germania e energia eolica in italia in base alle produzioni cosi da compensare gli squilibri. Si verrebbero a creare tante oscillazioni di potenza offerta che però nel complesso risultano essere stabili perchè tendono ad equilibrarsi.
guagnelz
16 mar 2009 - 15:40 - #14Non vorrei beccarmi un ecotonto, ma non mancherà mai neanche il vento in alta quota:
http://www.youtube.com/watch?v=I6ZFcKnP2AM
devid2g
16 mar 2009 - 19:26 - #15I collegamenti si fanno in continua se sono molto lunghi perchè così non si devono rifasare con delle grosse induttanze ogni 100-200 km i cavi in aria o ogni 20-30 i cavi interrati.
Si “rifasano” con induttanze perché tra il cavo e la terra ci sono capacità parassite , sono molto piccole ma in parallelo le capacità si sommano quindi per linee molto lunghe si ha una notevole potenza reattiva capacitiva sulla linea se sei sul fondo del mare non puoi fare centrali di rifasamento li sotto, generalmente i cavi sottomarini sono in continua per questi motivi.
Correzione rispetto a prima: stamattina ho fatto i conti in fretta prima di andare a lezione in treno poco dopo mi sono ricordato che mancava un 2 nella formula, servono 2 cavi da 600mmq con un diametro di 3 centrimetri, come detto prima la sezione sarà sicuramente maggiore per mantenere l’isolante affidabile per un numero di anni accettabile.
Il discorso dell’esubero di energia era per sottolineare che in alcune regioni hanno un deficit energetico pari e in alcune superiore all’intero fabbisogno energetico della Sardegna.
Mauriziosat6
17 mar 2009 - 01:13 - #16ragionevolezza vorrebbe che per evitare inutili perdite l’energia sia prodotta il piu’ vicino possibile alla zona dove debba essere utilizzata in modo massiccio
La rete serve poi a scongiurare black out nel caso una centrale vada fuori servizio.
la sardengna aimè …… non ha + grossi utilizzatori .
resta solo il polo industriale di cagliari ….. che ha già la sua grossa centrale da 600MW
devid2g
17 mar 2009 - 06:50 - #17Esatto il punto è proprio quello
giokr77
20 mar 2009 - 20:35 - #18e ti pareva ! dopo aver portato i rifiuti campani,in sardegna, ora ci vogliono costruire le centrali nucleari!! Mi sorge spontanea una domanda: ma l’impatto ambientale? Il deturpamento paesaggistico non conta più? Nel 1987 l’Italia ha detto no al nucleare,ora sembra l’unica soluzione al problema enegertico. La miglior soluzione sarebbe investire su fonti d’energia inesauribili e naturali,come il vento o il sole.
Mauriziosat6
21 mar 2009 - 12:56 - #19MA CI SEI O CI FAI ?
è proprio l’impatto ambientale una delle freccie nell’arco del nucleare.
una centrale nucleare NON EMETTE NULLA se non un pochino di vapor d’acqua DAL CIRCUITO DI RICONDENSAZIONE DEL VAPORE
una centrale nucleare è piccolissima ………….sta in 3 o 4 capannoni industriali
quindi l’impatto vosivo è minimo
una centrale nucleare da un sacco di energia.
giu96
19 mag 2009 - 17:00 - #20sono sarda di un piccolo paese … per noi è inaccettabile l’idea di avere una centrale nucleare !!!! i grandi cioè coloro che hanno il potere dicono dai mettiamola in sardegna ormai !! sono pochi e non si lamenteranno ! prima la spazzatura e ora anche la centrale nucleare ??? a cosa ci vogliono ridurre ? viviamo in una bellessima isola nota per la sua bellezza paesaggistica , ambienti puliti senza inquinamento . VOGLIAMO TENERE QUESTA IMMAGINE !
L'URLO
09 feb 2010 - 20:40 - #211) è vero che stati come la francia hanno delle bollette energetiche con prezzi convenienti, ma è anche vero che le loro centrali sono pre anni 70 ed alcune anche più vecchie, quindi loro i costi di costruzione impianto, progettazione e demolizione (che va messa in conto da subito) li hanno già sopperiti! greenpeace ha fatto la stima che in caso di ingresso al nucleare le nostre bollette quadruplicheranno!!!
2)non è vero che ci saranno nuovi posti di lavoro(e mi fa sorridere che molti ne siano convinti!)almeno non per noi italiani che siamo fuori da “questo mondo” dall’87!! senza contare che anche la costruzione è affidata alla francese AVENA
3) meglio averle negli stati vicini che direttamente in italia (anche se sarebbe meglio non ci fossero proprio!!!)! perchè in caso di incidente i danni sicuramente sarebbero meno, ma soprattutto perchèqualsiasi centrale perfettamente funzionante ha comunque una percentuale di EMISSIONI ORDINARIE che sono comunque molto dannose e hanno aumentato la percentuale di tumori soprattutto al sistema linfatico e malattie alla tiroide nelle zone vicine (è stato condotto uno studio a riguardo sia in svizzera che in germania) e il bello è che coloro che dovrebbero garantire la loro non nocività son i proprietari della centrale stessa!!
4) per il 2020 è previsto un grosso rialzo del prezzo dell’uranio che in natura è sempre più scarso e costerà più di quanto si guadagnerà dall’energia che produrrà ( e l’Italia non è nè produttrice di uranio nè tantomeno ha la tecnologia per arricchirlo)
5) abbiamo scorie nucleari delle centrali pre 87 anche in palazzi di centri storici (vedi putata di report) figurati se ci dobbiamo imbarcare con delle altre!!!e poi sfatiamo il mito delle miniere di sale come sicuri luoghi di stoccaggio dato che in germania in una di queste è arrivata l’acqua che sta compromettendo i fusti di scorie che a loro volta stanno contaminando tutta l’area.
6) nella amata Francia i cittadini dei paesi prossimi alle centrali vengono avvertiti anche 12 ore dopo un incidente.
7) il nucleare NON è la risposta al problema energetico degli impianti industriali, ma lo sono le energie rinnovabili a cui però entro il 2011 vogliono tagliare di netto i finanziamenti
L'URLO
09 feb 2010 - 21:33 - #22Areva..scusare
Gios21
06 mag 2010 - 09:14 - #23il cavo che serve a evitare blackout in sardegna? la cretinata!noi produciamo molto piu di quello che ci serve, e’ per dare energia a voi che c’è quell’accidente di cavo sottomarino. per quel che mi riguarda tranciamolo pure!