Il Giappone ha una filosofia molto pratica rispetto ai problemi della vita: c’é la crisi? saltano posti di lavoro? Nessun problema, si torna a lavorare nei campi. E così il Ministro per l’agricoltura Taro Aso ha finanziato per 800 disoccupati uno stage della durata di 10 gorni per imparare a produrre e vendere ortaggi e frutta. Dopo questo primo periodo iniziale i disoccupati lavoreranno per un anno nei villaggi agricoli.
Intanto, l’iniziativa non è solo politica, ma proprio economica:
Un’ esigenza di grande attualità per il Giappone che, nonostante la presenza di 3 milioni di agricoltori è, tra i Paesi sviluppati, il più dipendente dall’estero, dal quale importa ben il 60% degli alimenti necessari
L’idea è piaciuta tanto a Coldiretti che la presenterà domani al G8 Farmers Meeting, a palazzo Rospigliosi a Roma, cioè a quelli che saranno un po’ gli stati generali tra i vari rappresentanti del mondo agricolo dei paesi industrializzati, in vista del G8 ufficiale di luglio alla Maddalena.
gurghet2
18 mar 2009 - 12:50 - #1Ovviamente in giappone insegnano tecniche agrarie negli stage mentre in italia al massimo ti darebbero un calcio in culo quindi no grazie.
marco Beninati
18 mar 2009 - 13:26 - #2Io ci manderei i politici e i bancheri!!!
pol the zar
18 mar 2009 - 14:00 - #3io come secondo lavoro lo farei… ho degli amici contadini e sicuramente mi prenderebbero… e magari mi divertirei pure
settantasette
18 mar 2009 - 14:39 - #4Perfettamente d’accordo. Aggiungo che sarebbe stupendo che lo stato, tramite un ente preposto, organizzasse lavori simili, socialmente utili, a stipendio fisso, per tutte le persone senza lavoro, così da combattere il lavoro nero, ma sopratutto aiutare chi è in necessità.
Gigoachef
18 mar 2009 - 15:48 - #5L’Italia è sempre più avanti. Infatti volete mettere quanto è più “avanti” sfruttare il lavoro dei clandestini, negandogli tutti i più basilari diritti umani, compreso il diritto perfino di essere curati?
Zuk
18 mar 2009 - 17:24 - #6Io ho votato “Si, è un nobile lavoro” ma secondo me sarebbe meglio “Si, è un lavoro come un altro”
gbettanini
18 mar 2009 - 17:45 - #7Divertente la visione bucolica ‘alla Cincinnato’ della cosa ma al giorno d’oggi se non hai un capitale puoi fare ben poco, men che meno l’agricoltore. L’agricoltura da queste parti è intensiva e altamente meccanizzata e quindi richiede grossi investimenti. Magari potessi permettrmi di essere un imprenditore agricolo!
da88
18 mar 2009 - 22:02 - #8Sarebbe ora che lo Stato ricominciasse ad investire seriamente nell’agricoltura, giacché oggi anche in questo settore molte imprese soffrono la concorrenza, spesso sleale o proprio derivante da frodi.
Con un serio rilancio anche l’occupazione se ne gioverebbe, allora potremmo diventare contadini come in Giappone!!!!
p1pp0
19 mar 2009 - 01:41 - #9Io lo farei, ma visto che lo stato ci COSCTRINGE ad andare a scuola fino ai 18 anni, non mi stupirei se uno che è uscito da un liceo che non aveva neanche voglia di fare poi non vuole andare nel campo
“ma come, mi avete costretto a studiare per mandarmi dove sarei andato 5 anni fa da solo?”
p1pp0
19 mar 2009 - 01:41 - #10ehm… costringe, errore di battitura
settantasette
19 mar 2009 - 08:20 - #11lo stato “costringe” fino alla terza media…
devid2g
19 mar 2009 - 09:03 - #12Attualmente l’obbligo è fino a 16 anni quindi fino al biennio delle superiori
Jappo87
19 mar 2009 - 13:52 - #13E meno male che “costringe” direi io…
Cmq per quanto mi riguarda vorrei trovare un lavoro part time che mi permetta di dedicarmi anche ad attività contadine, avere un proprio orto(degno di questo nome) un piccolo fruttetino e un po di galline e conigli, una volta che c riesco posso dirmi soddisfatto.
-Jacopo-
noee
19 mar 2009 - 23:18 - #14Ma tutti quelli che pensano che sia “un nobile lavoro” e che lo farebbero (anch’io ho votato così…ma tra il dire e il fare…), cosa fanno nella vita??? Perché ho visto cosa significa fare l’agricoltore…e infatti lo fanno sempre in meno! Ed è molto diverso da “imprenditore agricolo”!!!