Nasce a Venezia, o meglio nascerà tra due anni, il primi impianto a biomasse da alghe. La centrale sarà finanziata dall’Autorità Portuale di Venezia attraverso la newco eNave che vede l’Autorità Portuale di Venezia presente con il 51% di quote e la Enalg di Giancarlo Giglio e Willer Bordon, che hanno in esclusiva la concessione dei brevetti di Solena Group, al 49%. La centrale, a emissioni zero, produrrà circa 40 Mw, di cui 7Mw saranno destinati al Porto di Venezia e i restanti alimenteranno metà degli abitanti del centro storico.
Le alghe che saranno utilizzate sono quelle che si trovano in laguna, mentre altre saranno coltivate in un area a Marghera grande tra gli 8 e i 12 ettari. Le alghe saranno essiccate e lavorate fino ad ottenere una miscela di idrogeno e monossido di carbonio che servirà ad alimentare la turbina a gas che produrrà energia. Il gas emesso dalla turbina, cioè l’anidride carbonica, sarà usata per alimentare la crescita di altre alghe.
Ha detto Yves Bannel vicepresidente esecutivo e direttore della divisione europea di Solena Group:
Non c’è nessuna possibile contaminazione con il territorio circostante. Le alghe che utilizziamo sono le stesse che si trovano in laguna e il circuito dei nostri impianti è chiuso all’esterno. L’unica cosa che facciamo è aumentare la concentrazione di alghe per metro cubo di un milione di volte rispetto a quanto avviene in natura.
Via | Gazzettino
Foto | Flickr
gbettanini
24 mar 2009 - 15:42 - #1200 milioni di euro per un impianto da 40 MW???
Io avrei fatti un bell’impianto ORC e bruciato le alghe in caldaia, il calore cogenerato l’avrei utilizzato per essiccare le alghe… ad un prezzo molto più basso (ed ottenendo certificati verdi)…. mah, bisognerebbe conoscere l’efficienza del processo di gassificazione.
gianni761
24 mar 2009 - 16:32 - #2“L’unica cosa che facciamo è aumentare la concentrazione di alghe per metro cubo di un milione di volte rispetto a quanto avviene in natura.
Hai detto nulla !!! io sapevo che queste coltivazioni venivano fatte in apposite vasche isolate dall’esterno… e anche immettere cO2 in laguna potrebbe avere effetti indesiderati
Per gbettanini: il costo è alto però bisognerebbe sapere il fattore di carico dell’impianto, se è veramente di 8000 ore è molto conveniente.
_FoX_
24 mar 2009 - 17:13 - #3@Gianni.
e il circuito dei nostri impianti è chiuso all’esterno. Quindi in Laguna non viene immessa co2.
gbettanini
24 mar 2009 - 17:16 - #4@Gianni
Mah, c’è qualcosa che non mi torna….
Immaginiamo di prendere 50% di alghe in laguna e 50% da coltivazione intensiva.
Il 50% di alghe in laguna ha un’entropia tale che l’energia che serve per raccoglierle (90% del peso è H2O) a naso equivale quella che si ottiene bruciandole.
La coltivazione intensiva avviene in 8-12 ettari quindi diciamo 10 il che vuol dire 100.000 mq.
Se da questi 100.000 mq si ottenesse una produzione di alghe continua in modo da poter generare metà della potenza (20 MW) il rendimento per mq sarebbe maggiore di quello di un impianto fotovoltaico di pari superficie…. cosa di per se assurda per una biomassa. Quindi se è giusta la superficie utilizzata l’energia alla biomassa deve essere fornita con altri mezzi… queste alghe sono nutrite con concimi chimici? E l’eutrofizzazione? boh… forse mi sfugge qualcosa
Gianni761
24 mar 2009 - 17:25 - #5Si ma le alghe dove le coltivano? in vasche o in laguna? e in quest’ultimo caso come sono isolate dal resto della laguna? quali altre emissioni derivano dalla combustione ed essicazione delle alghe, ad esempio metano?
Mi sembra una storia molto poco chiara ed una tecnologia per nulla sperimentata che andrebbe almeno testata prima su piccola scala…
Gianni761
24 mar 2009 - 17:43 - #6Nel deserto di Roswell in America, dove è stata fatta la prima sperimentazione del genere negli anni 70, i ricercatori del NREL hanno stimato di poter ottenere circa 54.000 kg di olio combustibile per ettaro ogni anno, fertilizzando le alghe con la CO2 di un impianto a carbone. Il che è 10 volte tanto quanto si può ottenere con l’olio di palma, il migliore come rendimento tra le biomasse. Naturalmente è tutta teoria con pochissima sperimentazione e zero applicazioni industriali.
gbettanini
24 mar 2009 - 18:05 - #7Se ho fatto bene i conti a Roswell avrebbero ottenuto una potenza continua di 65 kW coltivando un ettaro ad alghe… comunque poco e comunque meno di 1/10 rispetto ad un impianto FV.
augustus
24 mar 2009 - 21:24 - #8precisazione
Non e’ a zero emissioni, perche’ e’ sempre una biomassa (e come tale contiene CO2). Al massimo produce la stessa CO2 che assorbe durante la coltivazione delle alghe. Ma in questo caso il metodo per la raccolta e lavorazione delle stesse dovrebbe essere ad emissioni 0, cosa che non lo e’.
Marina, una regola da non dimenticare: qualsiasi biomassa produce CO2. La differenza con il petrolio e’ il ciclo alla quale appartiene questa CO2.
Davide R. Melone
24 mar 2009 - 22:24 - #9Sembrerebbe tutta una bufala sia leggendo i vostri commenti, sia leggendo quello che c’è scritto sull’articolo originale (link qui di seguito).
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=51753&sez=NORDEST
Io non sono assolutamente un esperto di questa tecnologia, ma i vostri commenti sono abbastanza convincenti.
Però strano perchè la società partner è Solena Group, che pare essere legata ad Acciona (una grossa e nota società spagnola). Inoltre il management di Solena è composto da persone di indiscussa professionalità e importanti esperienze pregresse (almeno sembra). Almeno questo è quello che si legge dal sito.
gbettanini
25 mar 2009 - 09:09 - #10@ davide
Cartina di tornasole è, secondo me, vedere che percentuale dei 200 milioni è da fondi pubblici…. se invece Solena paga almeno il 70%….. niente da dire.
Mago16
25 mar 2009 - 20:15 - #11Beh….Un fiore in mezzo a questo mare di mrda italiano…..
Mago16
25 mar 2009 - 20:16 - #12(senza nessun riferimento al mare vero e proprio..)
Mauriziosat6
25 mar 2009 - 22:03 - #13poveri ingenui
.
non hanno inventato nulla di nuovo
.
E’ UN BANALISSIMO …. GASIFICATORE.
usano le alghe come combustibile .
ma potrebbero metterci dentro qualunque cosa
CARBONE
ASFALTO
TRUCIOLI
SEGATURA
SPAZZATURA
.
tutto ………IL GASIFICATORE E’ SEMPRE UGUALE …….
.
ma voi ecotonti che ne sapete ,,,,,,,,,,studiate studiate ……….forse un giorno vi sveglierete .
basta che vi dicono ECO qualcosa e voi …………..come pere mature. … splash
3350
29 mar 2009 - 09:43 - #14quoto in pieno l’ultimo messaggio. è solo speculazione…
Alghe
04 apr 2009 - 15:19 - #15Salve, ho letto con interesse il vostro articolo e devo dire che, mi ha sorpreso! Finora ho sempre conssciuto le alghe solo per le loro proprietà alimentari e organilettiche e mi sono limitato a mangiarle…!
Di recente sul Corriere ho eltto che ben presto questi organismi diverranno predominanti in ogni parte della vita (alimentazione, abbigliamente, ecc. ecc.) e ora che sono impiegate anche nella produzione energetica…
Ritengo corretti gli interventi di Mauriziosa e 3350 (speculazione e compagnia bella…) però c’è da dire che sebbene si tratti di gasificatori, almeno dentro non vengono buttati prodotti altamente inquinanti come quellli citati ma una risorsa rinnovabile e di facile approviggionamento…
il problema energetico, come quello alimentare & co. co. si fa sempre più pressante per la nostra società, quindi, sono lieta di poter vedere che (sebbene con qualche evidente vantaggio economico) almeno qualcosa si cerca di fare.
A presto
e complimenti per il blog.
Stefania A.
3350
27 apr 2009 - 19:32 - #16E’ sicura che le alghe siano di facile approvvigionamento? Sono anni che seguiamo le crescita delle alghe in reattori e le rese sono basse, raccogliere quella della laguna va bene ma i costi della biomassa? Inoltre non dicono quanta biomassa serve per far funzionare 40 MW (non 40 kW) ma quanto territorio gli serve; meditate gente, meditate..
hamm
24 dic 2011 - 09:48 - #17Qualcuno ha nuove notizie? Procede? E’ ferma?