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L'Energy Manager in Italia

Pubblicato: 26 mar 2009 da Simone Muscas

Commenti dei lettori

EnergiaSu Ecoblog abbiamo parlato spesso di nuove idee per il risparmio e l’efficienza dell’energia. A tal proposito vorrei segnalare come in Italia sia contemplata dalle nostre leggi l’esistenza di una figura professionale capace di ottimizzare questo aspetto sia per quel che riguarda gli enti pubblici che i privati di una certa dimensione.

Parliamo dell’Energy Manager, di cui molti di voi hanno sicuramente sentito parlare, ovvero il responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. Si tratta di una figura introdotta in Italia gia dal 1991 e rivolta a soggetti (enti pubblici e privati) caratterizzati da consumi importanti espressi in tonnellate equivalenti di petrolio (tep). Il limite minimo è 10.000 tep per le imprese del settore industriale, mentre è di 1.000 tep per i soggetti del terziario e della Pubblica Amministrazione.

Il ruolo di un Energy Manager è quello di ottimizzare i consumi dei soggetti obbligati alla sua contrattazione, in modo da rendere efficiente il processo di produzione o di servizio. Tutto bene? Purtroppo bisogna sottolineare come anche in questo caso si ripeta la solita storia all’italiana, infatti, nonostante siano ormai già 18 anni che il nostro Stato prevede l’esistenza di questa figura, sono davvero pochissimi quelli che vengono impiegati dalle imprese pubbliche e private in tutto il territorio nazionale.

E’ un po’ strano credere che un professionista del genere in Italia fatichi a ritagliarsi uno spazio, soprattutto per il fatto che una figura del genere sarebbe capace, attraverso attuazioni intelligenti, di permettere un ritorno economico all’azienda che ne giustificherebbe ampiamente i costi necessari alla sua contrattazione. Inoltre, scorgendo il sito dell’ENEA, emerge che la figura professionale non dispone ancora, nonostante i suoi 18 anni di esistenza, di una sua natura giuridica, nel senso che non esiste un corso universitario o comunque un iter specifico che permetta l’abilitazione e la conseguente iscrizione ad un albo.

Resta un mistero come in quest’epoca di crisi economica mondiale le aziende nostrane non ritengano prioritario investire sulla riduzione dei consumi permettendo quindi l’attuazione di un programma più a lungo termine, che fra le altre cose creerebbe non solo un sistema economico aziendale più forte, ma genererebbe delle importanti ripercussioni sociali ed ambientali.

A tal proposito sarebbe interessante sapere se qualcuno di voi può raccontare di qualche ente pubblico o impresa privata che ha deciso di dotarsi di un Energy Manager all’interno del proprio organico in modo tale da farci conoscere gli aspetti più importanti che in qualche modo ne limitano la diffusione.Rimane un mistero su come altri Stati siano decisamente più avanti di noi. Forse per prepararci a questo tipo di discorsi si dovranno attendere le nuove impennate dei prezzi del petrolio come quest’ultima estate?

Foto | Flickr

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Alejo

    26 mar 2009 - 11:38 - #1
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    Beh, da parte mia vi posso dire che inizio un corso per energy manager tra 3 settimane. Speriamo bene! La figura è molto richiesta: all’estero è ormai una prassi per le aziende strutturate averne uno, in Italia spesso non è così. Mi occupo già di energia elettrica e posso dire che molte aziende italiane, anche grandi sono piuttosto arretrate a livello di materia energetica e preferiscono rivolgersi a società di consulenza esterna per il controllo prezzi piuttosto che assumere un energy manager che è l’ideale per progetti di risparmio ed innovazione a medio-lungo termine, ma è chiaramente una figura ad alto livello professionale che risulterà inevitabilmente più costosa di un normale impiegato… E’ quindi da vedere come un investimento e non come un costo… e quindi in Italia non si fa o si fa poco! ;-)

  • RobyTV

    26 mar 2009 - 15:09 - #2
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    Alejo, mi puoi dire dove farai il corso di Energy Manager?

    Grazie

  • Profilo di Alsoinmybackyard

    Alsoinmybackyard

    26 mar 2009 - 16:16 - #3
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    E’ una triste e molto “italiana” vicenda quella dell’Energy Manager.
    Anzitutto pensiamo che la legge ne fissa l’obbligo agli enti pubblici in base ai consumi energetici. Il problema è che gli enti molto spesso non sanno quanto consumano nè c’è un documento che lo attesta. Una circolare ministeriale ha poi stabilito che teoricamente un comune sopra 10-15.000 abitanti dovrebbe dotarsene.
    Ma come dice Guido Viale le leggi in Italia sono diventate dei “buoni consigli”.
    Malgrado ciò alcuni comuni hanno non solo assegnato questo ruolo a dei bravi professionisti, ma li hanno anche fatti lavorare con profitto.
    Cito ad esempio i comuni di Modena e Reggio Emilia.

    Il principale sito di riferimento per gli Energy Manager comunque è quello del FIRE (http://www.fire-italia.it/).

    In bocca al lupo a tutti quelli che fanno corsi specifici per Energy Manager! C’è tanto da fare, il problema è se ve lo faranno fare…

  • Alejo

    26 mar 2009 - 19:02 - #4
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    Il corso si terrà presso uno studio legale, tramite camera di commercio italo-tedesca.

    Vi terrò aggiornati, sperando che la rotta cominci ad essere invertita e non debba fare la fine dell’italiano che emigra per poter lavorare…

  • gippo88

    17 apr 2009 - 13:30 - #5
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    Se avete bisogno di qualsiasi info a riguardo dell’attività e dei compiti assegnati ad un’energy manager guardate il sito www.energymanager.net

    E’ una vera e propria “miniera” di info utili ed è aggiornato 24h su 24h.

    Vi consiglio di registrarvi “gratuitamente” in modo da ricevere settimanalmente tutti gli aggiornamenti apportati sul sito tramite e-mail x mezzo del loro sistema di newsletter