Chiuso, fino a che non sarà dimostrata la regolarità, attraverso le analisi dell’ARPA Puglia, l’inceneritore di Maglie, in provincia di Lecce, poiché la zona risulta essere contaminata dalla diossina.
La decisione è stata presa dal Sindaco di Maglie, Antonio Fitto, dal responsabile dell’ARPA Puglia, Giorgio Assennato e da Gianni Scognamillo Assessore provinciale all’ambiente. Sopese nella zona anche le attività agricole, la mungitura del latte e la macellazione dopo che in un azienda agricola di Cursi è stata rilevata la presenza di diossina nel latte di ovini e bovini il doppio, 12,83 picogrammi, del limite consentito dalla legge (6 picogrammi x grammo).
Spiega Maglieweb:
C’è da aggiungere che nel latte di pecora sono stati riscontrati anche benzopireni in alta concentrazione. Intanto la carne inquinata è andata “dispersa” perché il campionamento è stato eseguito in occasione della vendita, nel pressi del mercato di piazza Immacolata, “dal produttore al consumatore” di un capo macellato. Non così il latte di mucca che è normalmente destinato ad un caseificio nei pressi di Lecce e ora è lì sotto sequestro ed in attesa che si stabiliscano le modalità di smaltimento.
Via | Gazzetta del Mezzogiorno, Lecce prima
Foto | ViviMaglie
Naturo
26 mar 2009 - 13:07 - #1e intanto lo aprono a napoli
Vero Passatore
26 mar 2009 - 14:03 - #22000 tonnellate di rifiuti al giorno. La propaganda del governo non ha limiti!
Mauriziosat6
26 mar 2009 - 17:38 - #3MI PARE NORMALE
apri quelli nuovi e chiudi quelli fuori norma.
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dove sta il problema? si chiama ricambio tecnologico .
Drusilla
27 mar 2009 - 09:48 - #4Potete anche aggiornarci su quanti prodotti contaminati sono già stati mangiati dalle ignare popolazioni, latte, mozzarelle, carne ecc.ecc.. e cioè da quanti anni inquinava questo inceneritore??
Mauriziosat6
27 mar 2009 - 16:48 - #5non sarebbe male informarsi anche DA CHI ….. O COSA …. SONO STATI CONTAMINATI.
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perchè va a finire che si scopre che gli allevamenti erano fuori da ogni regola igenico sanitaria.
che gli si dava da mangiare scarti dell’industria alimentare e mangimi cinesi
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ma tanto paga sempre il momoti inceneritore.