Obama, dopo il clima le auto

Dopo aver convocato gli Stati generali sul clima, il Presidente Obama si è mosso decisamente sul fronte dell'industria automobilistica, imponendo le dimissioni di Richard Wagoner, CEO della General Motors. Il motivo? Il piano di ristrutturazione da questi presentato è stato giudicato insufficiente.

"L'industria dell'automobile ha bisogno di ricominciare" ha detto Obama "anche facendo ricorso al codice della bancarotta come meccanismo per assicurare una ristrutturazione più forte"; questo significa ripensare radicalmente l'automobile, cosa impossibile per Wagoner, che ha fatto tutta la sua carriera dentro GM.

Ma non si tratta solo di lasciar perdere gli Hummer (o molti SUV): le vendite negli USA sono scese del 24% rispetto ai 17 milioni di unità del 2000 e le previsioni per i prossimi anni confermano un mercato di 8/9 milioni di veicoli; numeri nettamente inferiori all'attuale capacità produttiva di Detroit.

Per il secondo gigante dell'auto USA, la Chrysler, l'Amministrazione si augura che venga finalizzato l'accordo con la Fiat, che porterebbe rapidamente quel rinnovamento della gamma di modelli, necessario ad assicurare l'occupazione delle tute blu. Una piccola rivincita del gruppo di Torino, che da sempre produce auto da città, "risparmiose" di carburante, diametralmente opposte rispetto allo standard americano tradizionale. Ma l'America sta cambiando...

Foto | Mandj98

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