Il Carbofuran è un principio attivo utilizzato per controllare gli insetti e alcune patologie dei cereali coltivati. In Europa è già da tempo un prodotto vietato e gli USA lo stanno escludendo dalle liste dei prodotti consentiti in agricoltura.
In Africa è facilmente reperibile ed alcuni pastori, stanchi di dover fare conti con i leoni, hanno deciso di intraprendere una loro battaglia contro i felini avvelenandoli col suddetto prodotto. Al momento sono stati una settantina i casi segnalati, ma secondo i ricercatori questa sarebbe solo la punta dell’iceberg.
Certo, parrebbe semplice la condanna, però sicuramente tra lupi, orsi e cinghiali forse non avremmo diritto a troppe prediche. Trovo difficile condannare persone che cercano di portare a casa la pagnotta. C’è bisogno tuttavia di una contromisura statale visto che i leoni (o meglio il turismo annesso) rappresentano una fonte di reddito non indifferente.
Via | Philly.com
Foto | Tambako The Jaguar
tsukineko
02 apr 2009 - 14:36 - #1Certo, lasciamo vivere solo se possiamo sfruttarli, altrimenti ammazziamoli tutti questi fastidiosi animali…
Vorrei ricordare, però, che anche noi lo siamo.
Mauriziosat6
02 apr 2009 - 14:52 - #2@TSUKINEKO
ma …………..prima di aprire bocca , lo accendi il cervello ?
.
stai a fare il difensore degli animali ??????? di fronte ad un poveruomo che combate per sopravvivere?.
.
per il coltivatore africano in ballo c’è la sopravvivenza …… se i figli non stanno in guardia …… il leone e molti altri animali simpatici e carini …. se li pappano a colazione.
.
voglio proprio vedere come gli fai il discorsetto equo e solidale davanti al corpicino smembrato di un bambino .
.
l’unica soluzione è DUE SPECIE IN DUE TERRITORI.
.
RAFFORZARE I PARCHI ED IMPEDIRE CHE GLI ANIMALI SCONFININO NELLE TERRE COLTIVATE.
.
COME d’altronde si fa nel resto del mondo civilizzato.
tsukineko
02 apr 2009 - 16:47 - #3E’ stato emesso un peto…
Neolitic
04 apr 2009 - 14:39 - #4Il leone combatte per sopravvivere quanto..se non di più del poveruomo,in quanto i loro habitat naturali sono sempre più ridimensionati dall’espandersi dei terreni coltivabili.