
L’Olanda è la nazione più sicura per andare in bicicletta, seguita dalla Danimarca, secondo lo schema che mette in relazione i km percorsi per persona al giorno, e le morti in bicicletta. In Olanda le politiche della prevenzione non sono al primo posto, nè tutti indossano gli elmetti protettivi, ma sia nei ciclisti che negli autisti, c’è un alto livello di attenzione, che previene l’occorrere di incidenti.
Secondo le parole del segretario di stato del ministero dei Trasporti, Tineka Huizinga: “Andare in bicicletta fa girare le ruote del sistema del traffico delle città. Andare in bicicletta significa arrivare al lavoro, a scuola o in palestra in uno stato mentale più vigile e attivo, sentendosi creativi e positivi”. La bicicletta quindi, fa bene anche all’umore degli Olandesi, che evitano di rimanere nel traffico.
D’altra parte, i conducenti delle auto, consapevoli del fatto che i ciclisti non sono pericolosi quanto chi guida una macchina e della responsabilità loro attribuita in caso di incidente con una bici, fanno più attenzione e moderano la velocità in strade condivise con i ciclisti.
Nonostante le iniziative come quella di Genova, che ha da pochi giorni inaugurato il servizio di bikesharing, l’Italia resta all’ultimo posto per uso della bicicletta e sicurezza per i ciclisti.
Via | Ecoprofile
Irolli
07 apr 2009 - 12:26 - #1Con il bike sharing di Genova abbiamo saldamento in mano il primo posto per l’insicurezza nell’andare in bici. Visto che non c’è neanche una pista ciclabile…
Jappo87
07 apr 2009 - 12:42 - #2appunto, da qualche parte bisogna cominciare per incentivare la bici e a mio parere è proprio dalle piste che bisogna partire, e poi tutte le altre iniziative correlate vengono dopo, come il bike sharing…servirebbe un pò il senso delle priorità…
-Jacopo-
itr83
07 apr 2009 - 13:08 - #3Purtroppo in Italia c’è anche un problema culturale: lo scarso rispetto delle regole e questo riguarda tutti: automobilisti, ciclisti, scooteristi e pedoni nel primo caso dovuto all’arroganza e nel secondo ad un buona dose di stupidità in quanto categorie piu’ a rischio.
per gli automobilisti le strisce pedonali sono un arredo urbano, per i ciclisti il concetto di senso unico è avulso dalle loro menti, insomma le infrastutture sono indispensabili ma andrebbero accompagnate da un profondo cambio di mentalità……
Jappo87
07 apr 2009 - 13:28 - #4purtroppo è così…io ogni volta che posso uso la bici, purtroppo vicino casa mia è pieno di sensi unici e da ciclista non mi sono mai preoccupato di rispettarli. Però appena fatta la patete mi sono reso conto davvero di cosa volesse dire trovarsi un ciclista contromano e ho cambiato tutti i percorsi soliti per rispettare i sensi unici (tranne nel caso ci sia la pista ciclabile, allora essendo sulla pista non me ne curo. Poi c sarebbe tutta una parentesi sui furbi che le progettano…la più vicina a casa mia finisce in contromano su una curva cieca…mah)
-Jacopo-
Naturo
07 apr 2009 - 13:41 - #5si ma la copla al 60% è dei ciclisti!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
nicodds
07 apr 2009 - 13:41 - #6Le piste ciclabili sono come i vecchi manicomi, si relega il ciclista lì dentro e si pensa che il problema non esista.
Sono d’accordo con itr83, che inquadra il problema nell’approccio culturale alla mobilità. Tempo fa leggevo che in Italia, oltre l’80% degli spostamenti in macchina avviene per distanze inferiori a 10 Km, cosa che a me sembra piuttosto assurda (fatti salvi alcuni casi eccezionali). Le nostre strade sono ingolfate di auto e passiamo gran parte della nostra vita in coda al semaforo, tra le lamiere di questo oggetto.
Forse gli olandesi sono più furbi di noi: hanno meno auto (e quindi meno inquinamento), stanno all’aria aperta (che è più sana) e stanno fisicamente meglio di noi (mediamente fanno più esercizio fisico).
SpaceApe101
07 apr 2009 - 13:52 - #7Beh, incentivare le bici… Se continuiamo a costruire interi quartieri collegati esclusivamente con strade ad altissimo scorrimento, mi sembra difficile… io per arrivare alla metro mi dovrei fare cinque chilometri di una delle strade più pericolose di roma.
Il problema serio è che la città non è progettata, ma cresce come un enorme tumore a seconda delle tangenti che i palazzinari pagano, e quindi non si riescono ad inserire cose normali in altre città, come appunto le piste ciclabili, o semplicemente delle strade un po’ più larghe…
Nicolai
07 apr 2009 - 14:48 - #8Sono un ciclista urbano e vi assicuro che per molti automobilisti la strada è un’autostrada (pago il bollo quindi comando io ).
Bramantino
07 apr 2009 - 15:19 - #9Io ho fatto un bell’incidente in scooter per colpa di un ciclista che è passato con il rosso… A parte questo, la realtà è che il codice della strada non è rispettato da nessuno, a prescindere dal mezzo di trasporto usato.
Andx78
07 apr 2009 - 15:39 - #10In Brianza le piste ciclabili ci sono… sono i ciclisti che non le usano!!!
Premetto che io quando mi muovo in bici le uso sempre e le trovo comode a parte qualche sobbalzo nelle giunzioni con le strade principali, che potrebbero sicuramente essere migliorate, ma non ci lamentiamo.
Il problema è che da noi non ci sono le persone che usano la bici come mezzo di trasporto, da noi si credono tutti campioni al giro d’Italia.
Usano la macchina per spostarsi di 1km da casa e si mettono tutine e bici da sparo per sfrecciare a 40-50kmh per le strade trafficate senza fermarsi neanche rallentando di fronte ad un semaforo rosso! piste ciclabili deserte e bici in mezzo alle auto senza rispetto ne del codice della strada ne delle regole più basilari di buon senso di sicurezza.
come non si può correre in auto per lo stesso buon senso non si può correre in bici.
la bici va usata come un normale veicolo alternativo per spostarsi e fare gite, se si vuole correre ci sono piste apposta senza traffico ne smog dove possono correre liberamente.
se uno vuole giocare a calcio lo fa in un campo di calcio mica si mette a giocare in mezzo alla strada, la bici come mezzo di trasporto è una cosa, la bici come mezzo da gara è un’altra.
Mago16
07 apr 2009 - 19:14 - #11Purtroppo è vero, ho girato quasi tutta l’europa, e non c’è paese che sottovaluti la bicicletta come mezzo di trasporto come l’italia.Purtroppo…
Dovrebbero impedire di far lavorare la gente a 50 km da casa, a meno che non ci siano proprio alternative…
Pensate quanta gente va’ a lavorare da A a B e quant’ altra da B ad A per far lo stesso lavoro…Con il risultato che si stressano,consumano carburante,inquinano e perdono tempo….
C’è poco da fare… è un mondo al contrario..
Mago16
07 apr 2009 - 19:17 - #12Purtroppo è vero, ho girato quasi tutta l’europa, e non c’è paese che sottovaluti la bicicletta come mezzo di trasporto come l’italia.Purtroppo…
Dovrebbero impedire di far lavorare la gente a 50 km da casa, a meno che non ci siano proprio alternative…
Pensate quanta gente va’ a lavorare da A a B e quant’ altra da B ad A per far lo stesso lavoro…Con il risultato che si stressano,consumano carburante,inquinano e perdono tempo….
C’è poco da fare… è un mondo al contrario..
GianlucaEmme
08 apr 2009 - 10:45 - #13Mago16, la gente va a lavorare a 50 km da casa perchè il lavoro SERVE (sai, quella cosa chiamata STIPENDIO…)
Poi forse tu sei abbastanza fortunato da poter fare a meno di lavorare, e quindi non capisci queste semplici necessità di noi plebei…
Jappo87
08 apr 2009 - 12:31 - #14#13
Penso che quello che volesse dire Mago non fosse che non si deve lavorare, ma che al posto che lavorare a 50Km di distanza sarebbe meglio trovare lavoro vicino a casa, e che magari a 50 Km da casa tua qualcuno ci abita e fa lo stesso lavoro a 50 Km da casa sua (per l’appunto vicino alla tua) e allora sarebbe meglio invertirsi i posti.
(Mago dimmi se ho capito bene)
Chiaramente non è sempre così, inoltre non sempre ci sono alternative di lavoro vicino casa, a questo proposito forse sarebbe meglio il telelavoro…
-Jacopo-