Se n’è parlato tanto in ogni angolo della rete ed anche in televisione: le api stanno scomparendo. I primi indagati sono stati i neonicotinoidi che, secondo alcuni, avrebbero prodotto il fenomeno del collasso delle colonie. Ogni tanto qualche articolo, ma l’argomento è presto finito nel dimenticatoio.
In Italia il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole) ha intrapreso uno studio per stabilire le cause del fenomeno, mentre la FAO ha investito 28 milioni di dollari per capirne i meccanismi. Dai risultati ottenuti si direbbe essere l’espressione di diverse concause, difficile attribuire all’utilizzo dei neonicotinoidi la colpa della moria di api.
A testimonianza della presenza di fenomeni complessi ed inspiegabili la recente ricomparsa delle api in California, una delle prime zone in cui si è verificato il problema. Questa la situazione fino a pochi giorni fa, quando uno studio spagnolo ha identificato il responsabile. Nelle api infette è stato isolato per la prima volta un parassita il Nosema ceranae.
I ricercatori hanno quindi trattato le api infette con un antibiotico, il fumagillin. I risultati ottenuti sono stati ottimi, con una guarigione totale dei soggetti e la scomparsa dei sintomi. Aspettiamo con ansia gli sviluppi della scoperta e speriamo che le api imparino anche a cavarsela con le proprie zampette, non vorrei trovarmi nella fetta biscottata più antibatterici che miele.
Via | Agrofarma, ScienceCentric.com
Foto | Napalm filled tires
Gianca77
16 apr 2009 - 12:37 - #1ci sono dele cifre (ufficiali) attuali sulla quntità “scomparsa” (anche percentuali) di api?
Mauriziosat6
16 apr 2009 - 13:46 - #2MA ALLORA …………quelli di REPORT evevano fatto l’ennesima trasmissione truffa
.
perchè me la ricordo benissimo la puntata “d’inchiesta” di quei cialtroni .
per loro c’era un unico responsabile
nessun dubbio
nessuna possibilità
loro avevano la risposta e c’èra pore la solita polemica del cavolo contro fantomatici imperialismi ed il sempre presente cattivone Bush.
.
insomma , a quardare bene ……….REPORT …. E’ SEMPRE LA SOLITA SPAZZATURA.
.
CHISSA’ se produrranno una trasmissione di smentita e di scuse ….. non credo.
tsukineko
16 apr 2009 - 14:15 - #3“Aspettiamo con ansia gli sviluppi della scoperta e speriamo che le api imparino anche a cavarsela con le proprie zampette, non vorrei trovarmi nella fetta biscottata più antibatterici che miele.”
1) le api saprebbero anche cavarsela da sole, se noi non esistessimo
2) non producono di certo il miele per farselo fregare da noi
Luca M
16 apr 2009 - 14:24 - #4@Gianca77
Ho dato una rapida occhiata ed ho notato che si riportano cifre percentuali intorno al 30%-50%-60% di api morte (a seconda dell’anno e del luogo). Purtroppo non ho trovato nulla a livello globale.
Fonti: Repubblica.it, Meiliditalia.it e En.Wikipedia
Luca M
16 apr 2009 - 14:26 - #5@tsukineko
beh, ovvio. Era solo una constatazione per dire che se la produzione mellifera dovesse essere affidata a trattamenti antiparassitari ed antibiotici non sarebbe più così tanto salutare come prodotto.
Gianca77
16 apr 2009 - 14:41 - #6@Luca M
tks
kasparov
16 apr 2009 - 19:18 - #7Ma come, allora la solita propaganda ecologista contro le multinazionali cattive era la solita balla?
La solita farsa?
Chissà perchè, non mi stupisce neanche un po’. Fossi un’azienda interessata cercherei di far passare la voglia di diffamare ed allarmare a questa gente.
Gianca77
17 apr 2009 - 12:42 - #8minxkia, ma che pochezza mentale…
Danilo Zamparini
24 apr 2009 - 00:28 - #9Un saluto a tutti, ho letto con attenzione i commenti di questi forum, posso capire la diffidenza nei confronti dell’ informazione ( ma di tutti i mass media aggiungo io). Ora, da apicoltore appassionato e rispettoso dell’ ambiente, provero’ a trasmettervi cio’ che ho visto ( e le mie api hanno subito!!!!) in questi ultimi anni apistici.
Non voglio annoiarvi parlandovi di nuovi parassiti (varroa destructor) giunti da paesi lontani grazie all’ uomo, di agricoltura intensiva sempre piu’ dipendente dalla “chimica” ( vi prego di concedermi il termine).
Dovete sapere che la somma di moltecipli fattori (inquinamento + nuovi parassiti+ monocoltura agricola) formano un cocktail mortale per le mie amate.
Ora vi chiedo di guardare questo video http://www.mieliditalia.it/n_rugiada.htm,
lo scorso anno durante la semina del mais (paradossalmente seminato dal mio vicino mio grande amico) ho accertato una mortalita’ delle api in quantita’ cosi grande da tappare la porticina di volo, stavo per piangere!!!!!!
Credetemi ve lo dico con il cuore in mano, non allevo api per trarne profitto, spesso le eccedenze di miele vengono ridate alla famiglie di api per superare l’inverno, ribellatevi cari ragazzi!!!! Non permette a nessuno di fare del vostro ambiente una discarica.
Con rispetto
Danilo Zamparini
Danilo Zamparini
24 apr 2009 - 00:42 - #10Scusate, aggiungo che per vedere il video http://www.mieliditalia.it/n_rugiada.htm procedere con il salvataggio di una copia sul vostro disco locale (se riscontrate problemi in fase di apertura).
Aggiungo che il seme di mais di colore rosso ( e sottoposto a concia con neonicotinoidi) mentre quello di colore giallo e’ esente.
Saluti
Danilo Zamparini
Luca M
24 apr 2009 - 11:49 - #11Ciao Danilo e grazie per la tua testimonianza. In merito ai commenti degli utenti… beh, a parte la modalità (a volte discutibile) di esporre le loro opinioni, i concetti però rimangono. Se questo studio dovesse rivelarsi serio ed affidabile (purtroppo capita spesso che gli studi vengano commissionati ed i dati risultano essere non proprio veritieri), bisognerebbe ammettere che l’effetto dei neonicotinoidi, forse, non è così rilevante. Magari nei fatti indeboliscono gli insetti o li rende più vulnerabili per diversi motivi, purtroppo ancora non c’è molta chiarezza e se ci saranno sviluppi ne parleremo sicuramente (e se tu ne avessi ti prego di contattarci).
Detto questo ti faccio un bell’inbocca al lupo per la tua attività di api-cultore/apicoltore.
Saluti
Alberto Gottano
03 mag 2009 - 00:14 - #12Richiamo l’ affermazione di Luca , “purtroppo capita spesso che gli studi vengano commissionati ed i dati risultano essere non proprio veritieri” ….. non capisco a quali studi faccia riferimento. Forse quelli delle multinazionali che hanno commissionato ( e ovviamente pagato) le ricerche di impatto ambientale dei loro prodotti, e …. vi lascio immaginare il risultato.
Hai visto il video dell’ apicoltore???? cosa intendi con “purtroppo ancora non c’è molta chiarezza e se ci saranno sviluppi ne parleremo sicuramente (e se tu ne avessi ti prego di contattarci).”?????
Per cortesia guardati e riguardati il video, poi leggi quanto segue:
1) FIPRONIL: STRAGE DI API IN SLOVENIA
(29 aprile 2009) A nordest di Podravje nel comune Race-Fram in un apiario distrutto sono stati effettuati prelievi di campioni.
L’ Ispettore Capo dell’Ispettorato per l’agricoltura, alimentare e forestale Matjaz Kocar ha dichiarato che a seguito d’analisi chimica è stata individuata la presenza di diversi principi attivi tra cui due insetticidi: oltre al Fipronil in dose più che letale e ai suoi metaboliti, lo Spinosad e il fungicida Iprodione.
L’indagine degli ispettori sulle colture e flora spontanea ha consentito d’individuare la presenza delle suddette sostanze chimiche nelle piante ornamentali di un vicino vivaio.
Il Fipronil è utilizzato anche nella produzione di piante ornamentali, in ambienti chiusi.
” Questo caso dimostra che (…) l’agricoltura e la piaga delle api. (…)”E ‘un dato di fatto che è stata esclusa qualsivoglia causa veterinaria e che sono state identificate sostanze attive mortali per le api” egli ha sottolineato.
Articolo su Siol-Slovenjia.net
Articolo su Dnevnik.si
2)CRISI API: IL NOSEMA E’ INNOCENTE
(30 aprile 2009) La crisi di api e apicoltura non è provocata da Nosema cerana. Il Journal of Invertebrate Pathology (2009) pubblica uno studio dei ricercatori uruguaiani “Presence of Nosema ceranae in honeybees (Apis mellifera) in Uruguay” di Ciro Invernizzi e Al., da cui risulta che il Nosema ceranae è stato trovato in tutti i campioni, è presente nel Paese da prima del 1990, la sua presenza non comporta alcun aumento della nosemiasi e non svolge ruolo di rilievo nella mortalità delle colonie.
Quale sarà il prossimo “sospetto” che verrà additato quale “certo e unico colpevole” da quella parte della ricerca scientifica, succube e condizionata economicamente, che segue tutte le piste d’indagine meno che quella dell’impatto sulle api dei pesticidi e dello sviluppo della agricoltura industriale? Sono aperte le scommesse! Prossimamente al Circolo della Stampa di Milano la conferenza stampa per presentare gli studi sulla relazione tra variazioni climatiche e api, sostenuti da Agrofarma.
3)CONCIANTI: nessuno controlla
(1 maggio 2009) Chi è in grado di controllare il divieto di conce killer? Nessuno?
Il Mipaaf ha, tardivamente il 21 di aprile, comunicato che i controlli sull’effettivo non utilizzo di sementi di mais conciate con neonicotinoidi devono essere effettuati dall’ICQ (Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari).Mais
A fronte della segnalazione di un episodio di moria di api in Piemonte e di richiesta di accertamento sulle sementi di mais seminate in un campo circostante l’apiario è emerso che l’ICQ stesso non è dotato di un protocollo tale da rendere ufficiale il prelievo di sementi in campo.
Nessuno pertanto sembra in grado di poter effettuare il necessario prelievo e la conseguente analisi.
Francesco Panella presidente dell’Unione degli apicoltori ha dichiarato: “si consente che vengano posti in commercio preparati tossici e assai pericolosi e poi non si attuano misure di sorta sia di monitoraggio dell’uso che se ne fa e sia di efficace controllo a fronte di gravi e frequenti utilizzi impropri. Gli insetticidi neonicotinoidi vengono utilizzati oramai ovunque, aggiunti all’acqua per la fertirrigazione, per “conce casalinghe” di sementi, per impregnare le radici delle piantine al momento del trapianto, ma nessuno è o può essere, a quanto pare, “competente” all’effettuazione dei necessari controlli. Salvo poi addebitare a “usi impropri” tutti i crescenti fenomeni d’incompatibilità e intossicazione di api e ambiente. Così come per la libera vendita di armi negli USA tale “disattenzione” all’effettivo utilizzo delle sempre più copiose “armi” usate per la difesa delle colture può essere spiegata solo dall’interesse unico di chi queste armi vende: realizzare sempre più profitti, incuranti dei danni ambientali che ciò comporta”
Lettera del Mipaaf sui controlli
4)CONCIANTI: nessuno controlla
(1 maggio 2009) Chi è in grado di controllare il divieto di conce killer? Nessuno?
Il Mipaaf ha, tardivamente il 21 di aprile, comunicato che i controlli sull’effettivo non utilizzo di sementi di mais conciate con neonicotinoidi devono essere effettuati dall’ICQ (Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari).Mais
A fronte della segnalazione di un episodio di moria di api in Piemonte e di richiesta di accertamento sulle sementi di mais seminate in un campo circostante l’apiario è emerso che l’ICQ stesso non è dotato di un protocollo tale da rendere ufficiale il prelievo di sementi in campo.
Nessuno pertanto sembra in grado di poter effettuare il necessario prelievo e la conseguente analisi.
Francesco Panella presidente dell’Unione degli apicoltori ha dichiarato: “si consente che vengano posti in commercio preparati tossici e assai pericolosi e poi non si attuano misure di sorta sia di monitoraggio dell’uso che se ne fa e sia di efficace controllo a fronte di gravi e frequenti utilizzi impropri. Gli insetticidi neonicotinoidi vengono utilizzati oramai ovunque, aggiunti all’acqua per la fertirrigazione, per “conce casalinghe” di sementi, per impregnare le radici delle piantine al momento del trapianto, ma nessuno è o può essere, a quanto pare, “competente” all’effettuazione dei necessari controlli. Salvo poi addebitare a “usi impropri” tutti i crescenti fenomeni d’incompatibilità e intossicazione di api e ambiente. Così come per la libera vendita di armi negli USA tale “disattenzione” all’effettivo utilizzo delle sempre più copiose “armi” usate per la difesa delle colture può essere spiegata solo dall’interesse unico di chi queste armi vende: realizzare sempre più profitti, incuranti dei danni ambientali che ciò comporta”
Lettera del Mipaaf sui controlli
Grazie per aver letto
Se servono ulteriori indicazioni scrivimi alberto.gottano@libero.it
Alberto Gottano
03 mag 2009 - 20:01 - #13Buonasera a tutti,
a chi e’ interessato potra’ trovare ancora informazioni ai seguenti indirizzi:
http://www.mieliditalia.it/n_concia_non_serve.htm
http://www.mieliditalia.it/n_bayer2.htm
http://www.mieliditalia.it/prove_schiaccianti.htm
http://www.mieliditalia.it/n_appello_francia.htm
http://www.mieliditalia.it/n_germania2.htm
Aggiungo che i neurotossici non sono il solo e unico male, ma se non ci fossero l’ambiente e i nostri figli ci ringrazierebbero.
Alberto
Alberto Gottano
08 mag 2009 - 23:12 - #14CRISI ECONOMICA? NON PER L’AGROCHIMICA
(8 maggio 2009) L’economia mondiale è in una crisi epocale, i redditi agricoli in calo, le api muoiono e spariscono proprio nei paesi dove più ha preso piede il modello agro chimico industriale agricolo (USA, Canada, Argentina ed Europa…), ma qualcuno, stranamente, sta sempre meglio e realizza crescenti profitti: i colossi dell’Agro Chimica.
Logo SyngentaIl gruppo svizzero Syngenta, numero uno al mondo nell’agrochimica, conta di realizzare nel trimestre un aumento del fatturato del 20%. L’azienda dubita che un tale tasso di incremento si possa mantenere per tutto l’anno. Le vendite di Crop Protection (i fitosanitari, trascinate da Amistar e Actara/Cruiser a base del neonicotinoide Thiamethoxam) sono salite del 22%.
Mike Mack, Amministratore delegato Syngenta: “(…)Abbiamo dato più di un miliardo di dollari agli azionisti …. Negli ultimi 5 anni il ritorno agli azionisti è stato di 3,7 miliardi di dollari … »
Il gruppo si aspetta comunque per l’intero esercizio un miglioramento di oltre il 20% dell’utile per azione.
logo BasfBASF: gli utili reggono nonostante la crisi, fatturato in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente raggiungendo i 62,3 miliardi di euro. Il presidente di BASF Jürgen Hambrecht ha, tra l’altro, dichiarato: “Business solidi come quello della protezione delle colture, quello alimentare, (..), agiscono da fattori stabilizzanti”. Malgrado la situazione tesa dei mercati del credito, BASF è stata in grado di autofinanziarsi senza nessuna difficoltà. Dopo le acquisizioni di Ciba e Revus Energy, BASF prevede un calo del fatturato rispetto al 2008 ma la società punta comunque a mantenere stabili i dividendi.
Logo BayerBayer, fatturato lordo da record nella storia dell’azienda: +1,6% con un utile di 3,5 miliardi netti (+12,4%) con cifre che potrebbero benissimo collocarsi in una manovra finanziaria del nostro Paese. Bayer CropScience è letteralmente volata sopra ogni record, con una crescita mai vista nella storia di Bayer, con un +13,9% nei fatturati (6,38 miliardi €). Un sonoro +39,9% nell’utile, pari a 918 milioni di €. Il solo mercato dei fungicidi segna un + 28%. Entro il 2012 si prevedono nuovi prodotti con potenziali di vendita di 1 miliardo di €. Per il 2009 si prevede una modesta crescita sul 2-3%, mantenendo però la marginalità media intorno al 25.
Pioneer Hi Bred (Gruppo DuPont)Logo Pioneer
E’ leader in Italia per la vendita di sementi per l’agricoltura professionale.
James C. Borel, Vice-presidente Pioneer: “Noi usciamo da un anno record e la nostra gamma di prodotti attuali ed in fase di sviluppo …. sono allineati per ben sostenere la nostra crescita nel futuro”. Le previsioni per il 2009 sono di accrescere la quota di mercato mondiale nelle sementi di mais di almeno l’1-2%. “I nostri registri degli ordini sono pieni nei mercati chiave dell’emisfero boreale, mentre in America Latina, Africa ed Asia siamo nella condizione di ottenere importanti guadagni …. Noi siamo entusiasti delle opportunità di crescita nel settore agricolo”.
DuPont Agriculture & Nutrition è posizionata per crescere dal 6 all’8% all’anno per i prossimi cinque anni con guadagni annuali in crescita del 15% in media nello stesso periodo di tempo.
per ulteriori informazioni consultare http://www.mieliditalia.it/n_agrochimica.htm
Saluti a tutti
Alberto
Luca M
09 mag 2009 - 07:57 - #15Grazie Alberto, a breve un altro post sulle api.
Elke Colangelo
10 gen 2010 - 02:50 - #16Trovare una delle cause, non significa scagionare i neonicotinoidi…che titolo poco adatto e fuorviante, di fronte a questo dramma dei veleni che uccidono e fanno ammalare noi tutti…bah che roba…mi fa rabbia! Non staranno cercando di scagionarsi per non pagare i danni, casomai a qualcuno venga in mente di denunciare molte di queste ditte farmaceutiche e di pesticidi usati nell’agricoltura, che arrecano danno alla salute di tutti gli esseri viventi sulla terra? Dobbiamo valutare con rispetto il ruolo delle api, vale a dire quello d’assaggiatrici del cibo dei re, perchè esse sono un campanello d’allarme per la nostra stessa salute! Ciò che fa male a loro, è dannoso anche per noi! Stanno correndo il rischio di estinguersi per farcelo capire, mentre noi stiamo ancora qui svogliati e indifferenti, pur di non renderci conto della catastrofe imminente! Purtroppo c’è gente che preferisce credere a questo tipo di notizie, evitando così di spaventarsi e cambiare le proprie abitudini, le quali influenzeranno positivamente un cambiamento che ci darà modo di godere di un mercato non corrotto, menefreghista e subdolo come questo d’oggi, che sfrutta tutta la nostra pigrizia e paura nell’affrontare una triste realtà! Scegliamo prodotti biologici, informiamoci e diffondiamo le vere notizie…subito!!!
Adesso i parassiti…e prima come facevano le api? Certo che l’uomo inventa l’acqua calda…pur di non farsi il bagno, rimanendo così con la coscienza sporca!
NON CREDIAMO A TUTTO CIO’ CHE CI VIENE RACCONTATO!!! RAGIONIAMO CON IL CUORE E LA LOGICA…
COME FACEVANO PRIMA LE API E GLI ESSERI UMANI A SOPRAVVIVERE, SENZA TUTTI QUESTI VACCINI???
Elke Colangelo
llllauraaaa
28 mar 2010 - 23:15 - #17Ciao a tutti, riporto l’esito dello studio intrapreso dal MIPAAF:
“In conclusione, da questi primi parziali risultati, sono emersi alcuni elementi comprovanti una certa tossicità dei principi attivi usati nella concia del seme di mais nei confronti delle api. Sebbene il miglioramento del processo di concia abbia assicurato una minore polverosità del seme, alcuni danni agli alveari sono stati ancora rilevati nel corso delle semine sperimentali. Inoltre le quantità di principio attivo rilasciate in campo durante la semina, sebbene al di sotto della soglia letale per le api, sono vicine, come ordine di grandezza, a quelle in grado di provocare, sulla base dei primi risultati di laboratorio, un danno ai processi d’apprendimento e memoria delle api adulte. Occorre infine sottolineare che le condizioni climatiche di questa primavera, caratterizzata da elevata piovosità, non hanno favorito la dispersione di polveri nell’ambiente”.
Lo studio segnala inoltre che i fattori climatici (piovosità) hanno una grande influenza nel determinare l’impatto delle semine con mais conciato sulle api.
Ecco il link per leggere lo studio completo: http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.0bf4508ab4d3afb6ad9d/P/BLOB%3AID%3D815
Aphis
21 apr 2010 - 21:59 - #18Come al solito l’ignoranza e le accuse agli ecologisti, che hanno solo la colpa di difendere il nostro pianeta dalla perenne catastrofe, è quella di inveire contro di loro e cadere sempre dalle nuvole, voi che non siete del settore, che non avete neanche i ferri del mestiere, cucitevi la bocca. E’ risaputo, come la scoperta dell’america, che i pesticidi, in uso per giardinaggio e agricoltura, hanno effetti devastanti sulla entomofauna selvatica. E le notizie provviste per il 2010 sono davvero una brutta piega per l’intero articolo e le vostre polemiche. «Una decisione del genere non può che farci piacere. Vediamo finalmente riconosciuti gli sforzi fatti in questi lunghi mesi per dimostrare che esiste un’effettiva correlazione tra una pratica in uso nella coltivazione e la salute di migliaia di api, un fatto che solo i magnati dell’industria chimica potrebbero continuare ciecamente a contraddire».
Mi auguro che un giorno, ad impollinare i vostri frutteti, ci siano degli immigrati che lo facciano al posto delle api, così riuscierete ancora a mangiare ciliegie.
Aphis
21 apr 2010 - 22:10 - #19… continua
Zaia ha sottolineato che in questa annata, con i prodotti sospesi, ci sono state solo due segnalazioni di moria di api, contro decine e decine di segnalazioni delle campagne precedenti. difficile si, impossibile attribuire all’utilizzo dei neonicotinoidi la colpa della moria di api……
Se Einstein fosse ancora vivo, dichiarerebbe che la stupidità umana, crescente nonostante il numero di laureati, è la causa dei notevoli danni economici, fallimenti dell’agricoltura e l’apicoltura. che non vi stiano troppo a cuore le sofferenze altrui ed il continuo declino della qualità dell’ambiente in cui viviamo, sarà forse la homo sapiens subsp. munnezzaris che si sta abituando al degrado ambientale con una nonchalance che farebbe invidia alle pantegane.
luca-m
23 apr 2010 - 13:56 - #20@ Aphis
non so se hai visto tutti gli altri commenti, comunque ci sono anche altri post, tra l’altro più recenti in cui si afferma che attualmente risultano essere i neonicotinoidi i maggiori responsabili.
Quindi, aldilà delle affermazioni poco cordiali e gratuite, specialmente se consideriamo che il post è dello scorso anno. L’intento dell’articolo era quello di portare alla luce anche le altre ipotesi poichè solo in questo modo si accresce un dialogo costruttivo.
Ti invito pertanto a continuare la navigazione all’interno del blog alla ricerca delle svariate versioni che negli anni si sono susseguite sulla moria di api.
Saluti
stupidità
19 giu 2010 - 19:33 - #21Alcuni commenti fanno davvero pena, io non faccio diversamente!
Alla fine, di questo passo saremo solo una scureggia nell’ eternità