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Rigassificatore a Porto Empedocle: gli agrigentini al voto

Pubblicato: 21 apr 2009 da Marina

Commenti dei lettori

In queste ore si stanno tenendo ad Agrigento e provincia le consultazioni popolari, che termineranno domani alle 13,00, per conoscere la volontà degli agrigentini rispetto alla costruzione di un rigassificatore a Porto Empedocle. Su vi segnalo un video con le ragioni di chi dice si al rigassificatore presentate attraverso una campagna web e ci sono le ragioni del no presentate domenica scorsa in un mega concerto con le band siciliane che si è tenuto ad Agrigento.

Oltre le ragioni del si o del no, mi chiedo se qualcuno ha in mente come sia fatto Porto Empedocle. E’ uno dei luoghi di mare e sole più belli in assoluto e solo quello c’è, assieme al pesce fresco, ad alcuni ristoranti molto generosi, a qualche spiaggia attrezzata a lido. Ecco, proprio su quel porto dovrebbe sorgere il rigassificatore costruito da Enel, che scrive nella presentazione del progetto:

La manovra di avvicinamento prevede il supporto di quattro rimorchiatori che consentiranno le azioni di attracco in tutta sicurezza, e senza intralcio alla normale navigazione. Il gas liquido sarà immagazzinato in due serbatoi da 160.000 m3, interrati e a doppio contenimento totale: ognuno di questi sarà caratterizzato infatti da un contenitore d’acciaio speciale al nichel, rivestito a sua volta da un involucro esterno in cemento armato. Ciò renderà impossibile qualsiasi fuoriuscita di liquido o gas.Un processo semplice e sicuro trasformerà il gas da stato liquido a gassoso, all’interno di vaporizzatori nei quali il calore necessario sarà ottenuto per semplice scambio termico con acqua marina, senza sistemi di riscaldamento a combustione. L’acqua, raffreddata di qualche grado, sarà restituita in mare con uno scarico a più uscite, con effetti che svaniranno completamente a 150 metri dalla costa e senza alcun impatto su flora e fauna marina.

Il Comitato del No spiega in un documento che:
Il problema è che la temperatura del mare si abbasserà di almeno cinque gradi centigradi ed essendo il nostro litorale caratterizzato da fondali bassi non è priva di fondamento scientifico la posizione di chi sostiene che le acque prospicienti l’impianto si manterranno fredde più a lungo di quanto non accadrebbe se i fondali fossero profondi. L’abbassamento della temperatura dell’acqua e l’immissione in mare di circa 30 tonnellate di ipoclorito di sodio(e questi sono solo i dati ufficiali), cioè candeggina, che serve a tenere integre le tubature, distruggeranno ogni forma di vita animale e vegetale nei 300.000.000 m3 di acqua utilizzati dall’impianto ogni anno come da specifiche progettuali.

Fa sapere Agrigento Notizie, che per ora l’affluenza degli agrigentini alle urne è scarsa.

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Giovanni Nocera

    21 apr 2009 - 17:35 - #1
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    Porto Empedocle ha effettivamente delle zone di mare eccezionali. Non però la zona del porto che, anche senza l’impianto di rigassificazione, è stata oggetto di un riempimento a mare di svariate migliaia di mq di terreno, ed essendo zona portuale non è balneabile. Il riempimento a mare nasce come area si sviluppo industriale (nella mappa è il triangolo rovesciato a destra del porto).
    http://maps.google.it/?ie=UTF8&ll=37.282795,13.536959&spn=0.019395,0.055275&t=h&z=14

    Visualizzazione ingrandita della mappa

    La consultazione popolare, diversa da un referendum (che avrebbe comunque solo valore consultivo), è stata indetta ad iter autorizzativo già completato. Quale dunque l’utilità oggi?
    La provincia di Agrigento non è interessata dalla consultazione che indetta solo nella città capoluogo.

  • acdh

    22 apr 2009 - 12:29 - #2
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    Facciamo un ragionamento puramente di risparmio energetico: il rigassificatore non inquina, perchè fa espandere il metano delle metaniere.
    Questa espansione sottrae moltissima energia termica al mare (si produce moltissima energia frigofrifera). Il metano è stato compresso precedentemente (con un’enorme dispendio di energia elettrica per i compressori).
    Non si potrebbe abbinare al rigassificatore degli enormi impianti frigoriferi (surgelati, conservazioni, ecc.)? Sarebbe un risparmio energetico enorme. L’energia frigo prodotta dal rigassificatore verrebbe interamente riutilizzata.

  • Giovanni Nocera

    22 apr 2009 - 12:43 - #3
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    Infatti. La “catena del freddo” è una possibilità concreta di sviluppo dell’indotto per un impianto di rigassificazione del GNL.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    22 apr 2009 - 18:17 - #4
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    @acdh

    volendo ci sono anche i turboespansori.