Presentato il programma della seconda edizione del Festival dell’Energia, che si terrà a Lecce dal 14 al 17 maggio per “Decidere oggi l’energia di domani”.
Questo il tema dell’edizione 2009 che si sviluppa lungo due direttive principali, in un festival aperto al pubblico e gratuito, che riunisce momenti di dibattito, di scambio di opinioni, convegni ed attività culturali per spiegare l’energia che sarà. La prima linea guida dell’edizione 2009 è “Quale energia tra vent’anni?”, tema su cui il festival ha raccolto opinioni, visioni, aforismi e riflessioni di esperti e divulgatori, disponibili sul sito del Festival dell’Energia. La seconda linea si sviluppa attorno al tema “Crisi globale e governance energetica” per un dibattito strettamente politico e strategico, per trasformare la crisi in occasione di incontro, scambio e crescita.
Nei quattro giorni del festival si parlerà di nucleare, di idrogeno, di auto elettriche , di case ecologiche con altri momenti in cui sarà posta al centro la questione della difficoltà di definire le priorità energetiche per il nostro Paese attraverso un Piano condiviso.
Al Festival dell’Energia parteciperanno circa 130 ospiti per un programma di eventi in quattro giornate tra dibattiti, incontri, convegni, tavole rotonde, spettacoli, documentari, mostre e giochi scientifici. Tra i protagonisti il matematico Piergiorgio Odifreddi, il Ministro Stefania Prestigiacomo, il presidente Enea Luigi Paganetto, il presidente del World Council for Renewable Energy Wolfang Palz, Corrado Clini, direttore del Ministero dell’Ambiente e Guido Bortoni, capo dipartimento energia del Ministero dello Sviluppo Economico.
gbettanini
04 mag 2009 - 08:29 - #1Uno dei punti fondamentali che bisognerebbe mettere in luce a Lecce è che l’energia viene prodotta in un modo che è legato a regole tecniche ed economiche ben precise e che “Decidere oggi l’energia di domani” sostenzialmente non è possibile…. o meglio sono certamente necessarie scelte strategiche ma il campo in cui scegliere è molto ristretto.
Paradossalmente una governance energetica che non sia capace di operare scelte ragionevoli potrebbe fare molto male all’energia stessa che saprebbe invece autoregolarsi in maniera efficace in un mercato libero.