Russia, pronta nel 2010 la prima centrale nucleare galleggiante

Russia, centrali nucleari galleggianti

Il prossimo anno sarà completato il prototipo di una centrale nucelare galleggiante da 70 MW a Severodvinsk nella Baia di San Nicola o Mare Bianco. La centrale fa parte di un più ampio progetto fatto di altre centrali anche sottomarine.

L'accordo siglato lo scorso febbraio tra la Rosatom e la Repubblica siberiana di Yakutiya prevede la costruzione di altre 4 centrali galleggianti che serviranno alla Gazprom ad estrarre petrolio e metano in zone remote del Mare di Barents e Kara. In più stanno preparando una piattaforma sottomarina per la trivellazione di 8 nuovi pozzi.

Secondo gli ambientalisti scandinavi di Bellona, che hanno condannato duramente l'idea di trivellare l'Artico con energia nucleare, per ricavare minerali, gas e petrolio, questo uso delle piattaforme galleggianti, secondo quanto riferisce il portavoce Igor Kudrik é :

Altamente rischioso poichè la possibilità di incidente nucleare in una centrale elettrica galleggiante è elevato. Le centrali nucleari, poi, hanno un impatto devastante sul fragile ambiente artico attraverso le emissioni di radioattività e calore e cià resta una delle principali preoccupazioni. In caso di incidente questo sarebbe impossibile da gestire.


Secondo la US Geological Survey sotto l'Artico sarebbero nascoste ancora il 25% delle riserve mondiali di petrolio e di gas, tanto che alcuni esperti lo ritengono l'Arabia Saudita del futuro, le cui risorse non sono state sfruttate fino ad oggi a causa dei forti venti e delle temperature al di sotto dei 50 gradi.

Russia, Norvegia, Danimarca, il Canada e gli USA hanno rivendicato queste risorse artiche negli ultimi cinque anni e gli scienziati russi hanno usato un mini-sottomarino per piantare una bandiera sotto il Polo Nord nel 2007 per delineare i confini di loro interesse.

Secondo una nuova relazione da parte del Consiglio artico, un forum intergovernativo, la Russia sta valutando l'opportunità di altri impianti nucleari. E' scritto nella relazione sul monitoraggio artico che:

In 33 città della Russia del Nord e dell'estremo oriente è stata discussa la fattibilità e tali impianti potranno essere utilizzati anche per la fornitura di energia e non solo per l'estrazione di petrolio e di gas.

Via | The Guardian
Foto | The resilientearth

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