
Il prossimo anno sarà completato il prototipo di una centrale nucelare galleggiante da 70 MW a Severodvinsk nella Baia di San Nicola o Mare Bianco. La centrale fa parte di un più ampio progetto fatto di altre centrali anche sottomarine.
L’accordo siglato lo scorso febbraio tra la Rosatom e la Repubblica siberiana di Yakutiya prevede la costruzione di altre 4 centrali galleggianti che serviranno alla Gazprom ad estrarre petrolio e metano in zone remote del Mare di Barents e Kara. In più stanno preparando una piattaforma sottomarina per la trivellazione di 8 nuovi pozzi.
Secondo gli ambientalisti scandinavi di Bellona, che hanno condannato duramente l’idea di trivellare l’Artico con energia nucleare, per ricavare minerali, gas e petrolio, questo uso delle piattaforme galleggianti, secondo quanto riferisce il portavoce Igor Kudrik é :
Altamente rischioso poichè la possibilità di incidente nucleare in una centrale elettrica galleggiante è elevato. Le centrali nucleari, poi, hanno un impatto devastante sul fragile ambiente artico attraverso le emissioni di radioattività e calore e cià resta una delle principali preoccupazioni. In caso di incidente questo sarebbe impossibile da gestire.
Secondo la US Geological Survey sotto l’Artico sarebbero nascoste ancora il 25% delle riserve mondiali di petrolio e di gas, tanto che alcuni esperti lo ritengono l’Arabia Saudita del futuro, le cui risorse non sono state sfruttate fino ad oggi a causa dei forti venti e delle temperature al di sotto dei 50 gradi.
Russia, Norvegia, Danimarca, il Canada e gli USA hanno rivendicato queste risorse artiche negli ultimi cinque anni e gli scienziati russi hanno usato un mini-sottomarino per piantare una bandiera sotto il Polo Nord nel 2007 per delineare i confini di loro interesse.
Secondo una nuova relazione da parte del Consiglio artico, un forum intergovernativo, la Russia sta valutando l’opportunità di altri impianti nucleari. E’ scritto nella relazione sul monitoraggio artico che:
In 33 città della Russia del Nord e dell’estremo oriente è stata discussa la fattibilità e tali impianti potranno essere utilizzati anche per la fornitura di energia e non solo per l’estrazione di petrolio e di gas.
Via | The Guardian
Foto | The resilientearth
Proust
05 mag 2009 - 12:47 - #1quando sento queste cose penso sempre che meritiamo di estinguerci.
tob
05 mag 2009 - 13:32 - #2Non immagino come risolveranno il problema dello smantellamento della centrale a fine vita…
gbettanini
05 mag 2009 - 14:17 - #3@tob
beh, non è che sia una cosa così innovativa, le competenze ci sono….
http://en.wikipedia.org/wiki/Typhoon_class_submarine
vivaDiesel
05 mag 2009 - 15:02 - #4Ok, posso anche essere l’anti-ambientalista per eccellenza…ma questo è davvero troppo…non scherziamo. Queste cose rischiano di diventare bombe galleggianti.
Le centrali nucleari dovrebbero essere costruite sottoterra in profondità in modo da non rompere le balle in caso di incidente
spidernik84
05 mag 2009 - 16:37 - #5Sì, insomma, a conti fatti abbiamo capito che sti russi fanno ancora come ca**o gli pare, al di là di tutto. Sto cominciando a rivalutare i cinesi…
Mauriziosat7
05 mag 2009 - 18:51 - #6MADONINA gli ecotonti …..che ingenuotti
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IL MONDO è STRAPIENO di centrali nucleari galleggainti
E CE NE SONO MOLTE ANCHE SOTTOMARINE .
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avete presente i SOTTOMARINI ??????????
INDOVINATE UN PO …………
molti sono nucleari .
come lo sono le grandi portaerei , americane , inglesi , russe.
alcuni incrociatori …………e ci sono stati pure esperimenti per AEREI , ovviamente naufragati , per fortuna.
valerio ferraro
05 mag 2009 - 22:26 - #7perche devono inquinare ??
da88
06 mag 2009 - 13:15 - #8Questa volta mauriziosat ha ragione….. ciò non toglie che questa sia solo follia!!!!!