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La Puglia è il polmone nero dell'Italia: inquina il 90% dell'aria con le sue emissioni

Pubblicato: 13 mag 2009 da missunderstanding

Commenti dei lettori

puglia polmone nero d'Italia

Mai come oggi mi risuona nelle orecchie il motivetto di Caparezza Vieni a ballare in Puglia e mai come oggi penso alla promozione turistica, al tanto parlare di voler moltiplicare gli impianti di rinnovabili in questa terra baciata dal sole per gran parte dell’anno, agli impianti eolici che fanno business ma le cui pale son ferme nonostante i venti che attraversano il territorio, mai come ora penso che si parli tanto e si mostri il meglio per coprire il peggio.

La regione Puglia è la regione italiana che inquina più di tutte, alla faccia delle leggi, dei turisti e degli abitanti. Sono stati da poco presentati i dati dell’ARPA Puglia sulla qualità dell’aria, basati sui dati Ines del 2006 che analizzano le emissioni nell’atmosfera. Di seguito la lista che conferisce alla Puglia il premio polmone nero per emissioni nell’aria, dove la Puglia è prima in Italia per:

  • emissioni di Anidride Carbonica (il 21,23% del totale nazionale viene emesso in atmosfera da industrie che hanno sede in Puglia);
  • emissioni di Benzene (46,13% del totale nazionale);
  • emissioni di Idrocarburi Policiclici Aromatici (95,48% del totale nazionale)
  • emissioni di Ossido di Azoto (19,63% del totale nazionale)
  • emissioni di Ossido di Zolfo (23,27% 46,13% del totale nazionale)
  • emissioni di Monossido di Carbonio (81,11% del totale nazionale)
  • emissioni di particolato (62,23% del totale nazionale)
  • emissioni di Diossine (91,96% del totale nazionale)

I dati sono, a dir poco, tragici, soprattutto se si considera che nella rilevazione non si è tenuto conto delle piccole e medie imprese presenti sul territorio. Solo tenendo in considerazione l’ultimo dato, l’emissione di Diossine, la Puglia da sola - con massima concentrazione intorno all’area di Taranto- con il suo 91,96% emette quasi il totale dell’intera nazione.

A tal proposito, la Puglia è “la prima regione in Italia ad aver varato una legge che riduce il tetto previsto a livello nazionale per le emissioni delle diossine, adottando i criteri contenuti dal Protocollo di Aarhus10, approvato dal consiglio dell’Ue nel 2004 e recepito da 16 paesi dell’Unione ma non dall’Italia. E’ stato trovato un accordo sulla questione diossine-ILVA, con l’imposizione di un limite di emissione pari a 2,5 ng-TEQ/Nm3 a partire dal 1 Aprile 2009 che si ridurrà sino a 0,4 ng-TEQ/Nm3, a partire dail 31 dicembre 2010″; là dove ridurre il tetto nazionale coincide per il 90% col ridurre le proprie emissioni.

Le provincie e i comuni messi peggio sono quelli di Brindisi e Taranto perchè in questi territori sono concentrate le attività industriali a maggior impatto ambientale. Più che di maggior impatto, con questi dati, io parlerei di stato di crisi ambientale imputabile alla presenza dell’Ilva. “L’Ilva di Taranto, il più grande impianto siderurgico d’Europa, occupa un terzo della città che la ospita e i due terzi del porto.

Con i suoi 250 chilometri di ferrovia interna e i giganteschi altiforni, costituisce il più importante complesso siderurgico nazionale. Le sue emissioni sono convogliate in atmosfera attraverso i 256 camini dello stabilimento, e alle emissioni in atmosfera si aggiungono i 140.000 m3 all’ora di reflui in acqua e l’attività di tre discariche, di cui una per rifiuti pericolosi”.

I pugliesi sono probabilmente narcotizzati dai fumi dell’Ilva tanto da non rendersi conto della gravità della situazione mentre l’Italia non si adegua alle leggi europee vincolando l’adeguamento ai livelli massimi consentiti di tutte le aziende IPPC - sia di competenza regionale che nazionale - e attribuendo questo vincolo “a dinamiche di tipo politico-occupazionale-strategico-produttivo che sorpassano, in generale, le possibilità del livello decisionale locale.” Mentre ci impelaghiamo in vincoli di burocratese che impediscono di rispettare i limiti massimi delle emissioni ma consentono di superarli, io invito i signori turisti a pensarci due volte, prima di andare a ballare in Puglia.

Foto | Flickr

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    13 mag 2009 - 09:26 - #1
    -1 punto
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    Bah, i dati a naso sono sballati. Non è credibile che le attività industriali in Puglia emettano più CO2 di di quelle in Lombardia e Veneto messe insieme.

    P.S. La CO2 non è un inquinante

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    13 mag 2009 - 10:53 - #2
    0 punti
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    Se si va sul sito INES a prendere la tabella del 25 novembre 2008 contenente le emissioni del 2006 si vede una cosa ‘divertente’.
    La produzione di CO2 della centrale di Brindisi Sud è pari a 10 volte la produzione della centrale gemella di Porto Tolle a Rovigo (ambedue centarali gigantesche da più di 2 GW). Quindi si sono dimenticati una virgola nella tabella per quanto riguarda la centrale pugliese.
    Incompetenti vari hanno creato un caso nazionale su un errore che si può trovare in 10 minuti.
    Che tristezza.

    http://www.eper.sinanet.apat.it/site/it-IT/Documentazione/Documentazione/

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    13 mag 2009 - 11:53 - #3
    0 punti
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    Errata corrige…
    facendo due conti l’impianto di Brindisi potrebbe effettivamente emettere circa 16 milioni di tonnellate di CO2/anno.
    La centrale di porto tolle è stata fermata nell’arco del 2006.
    Scusate ma ho imparato una cosa nuova… cioè che un solo impianto può contribuire per il 10% delle emissioni industriali nazionali totali.

  • 3350

    13 mag 2009 - 12:52 - #4
    0 punti
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    e non si di quanto su tutto il resto, specie se funziona a carbone…

  • Nicola Lozito

    13 mag 2009 - 13:02 - #5
    0 punti
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    ok i dati vengono anche dall’interno stesso della Regione ma, da pugliese, mi permetto di dissentire sull’ultimo invito.

    non è che chi viene qui muore appena esce dall’auto.

    casomai proprio i turisti hanno poco da temere, e dovrebbero essere i cittadini a dover temere il peggio, no?

    non condivido quindi la battuta finale, tutto qui.

    per il resto, beh sì, dati preoccupanti e ahimè ancora si parla e parlerà dei danni che fa l’ILVA. la vera paura però è che non c’è una strategia pubblica di evoluzione, ma si giustifica la stasi appunto con il linguaggio burocratese, ahime :(

  • Profilo di Bronko85

    Bronko85

    13 mag 2009 - 13:42 - #6
    0 punti
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    2009 - 2006 = 3

    Le cose sono cambiate di molto qui in Puglia.

  • Profilo di crazyhorse

    crazyhorse

    13 mag 2009 - 14:01 - #7
    0 punti
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    @Bronko85: ah si? e dove, di grazia?

  • Mr.Prince

    13 mag 2009 - 14:42 - #8
    1 punto
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    Non so se i dati specifici siano veri o meno, è certo però che da pugliese posso dire, senza paure di smentite che la puglia inquina e pure tanto!!!
    Purtroppo questa “maglia nera” deriva da sbagliate (volutamente?) politiche di speculazione energetica.
    Non è possibile costruire in una città come Brindisi, 2 centrali elettriche a carbone che danno energia a mezzo sud Italia, un petrolchimico con all’interno una piccola centrale elettrica a gas e come se non bastasse vorrebbero costruire anche un rigassificatore. Inoltre entro il 2010 è prevista la costruzione di una centrale fotovoltaica. Tutto in una sola città di appena 90.000 abitanti.
    Tutte queste industrie, per citare solo le maggiori, inquinano e deturpano il territorio incuranti della salute pubblica forti del loro ricatto occupazionale.
    Per non parlare poi delle altre città pugliesi, come Taranto che può vantare una delle industrie più inquinanti d’europa. L’Ilva purtroppo anche se è praticamente un azienda fuori legge (e lo sanno tutti) non potrà mai essere chiusa visti i 15.000 lavoratori che sarebbero lasciati a casa.
    Un’ultima cosa, spesso leggo lamentele riguardo alle pale eoliche che rimangono sempre ferme, io ci passo spesso vicino a quelle nel leccese e posso assicurare che funzionano, se non tutte la maggior parte. Inoltre proprio 2 settimane fa sono passato vicino ad altre nel barese-foggiano e anche quelle funzionavano. Non capisco a quali si riferisce l’articolo.
    A mio parere questa situazione si è generata a causa di politiche che si sono “piegate” ai poteri forti dell’industria, rovinando un territorio bellissimo, che vive di turismo ed opere d’arte. Con questo non dico che le industrie non debbano essere costruite, ma almeno non tutte negli stessi posti e non tutte insieme.
    Il SUD si è stufato a essere considerato la pattumiera dell’Italia!!!!!

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    13 mag 2009 - 17:10 - #9
    1 punto
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    Io sono certamente un razzista, leghista, classista, etc etc… però mi chiedo se non ci sia una relazione fra questi dati e l’abitudine di parte dei cittadini pugliesi a vivere la vita deresponsabilizzati, trascinando a fondo e scoraggiando gli onesti.
    Più efficienza nello stato per i controlli sul rispetto delle regole e più senso civico fra i cittadini sarebbero davvero qualcosa di ecologico, molto più di passare al 100% solare.

  • _Ali

    13 mag 2009 - 20:28 - #10
    0 punti
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    @gbettanini

    P.S. La CO2 non è un inquinante

    Errore.. solo perchè non ha una tossicità intrinseca è sbagliato non considerarla come inquinante. Per la precisione è un macroinquinante, che non ha tossicità, ma che emessa in grandi quantità altera i naturali cicli biogeochimici.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    13 mag 2009 - 20:47 - #11
    0 punti
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    @Ali

    Tempo fa ho letto un lavoro scientifico dove dimostravano che in un esperimento controllato le piante poste in un ambiente una percentuale di CO2 doppia dell’attuale crescevano molto di più….. alla faccia dell’inquinante.
    Io sarei molto più preoccupato nel caso di un calo della % di CO2 e di un calo della temperatura globale media.

  • mass_78

    14 mag 2009 - 05:42 - #12
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    @gbettanini, lo spiegano anche alle elementari che le piante, con la fotosintesi clorofilliana, assorbono CO2 e rilasciano ossigeno…. quindi non serve leggere un “lavoro scientifico” per sapere che le piante crescono assorbendolo (di giorno) e che il CO2 fa parte del nostro ecosistema naturale.
    Il problema è che in caso di eccessivo le emissioni non vengono gestite dalle tue pianticelle e neppure dal polmone della terra.
    @Alter_EGO: secondo me, in parte hai ragione… ma il prolema non è isolato al caso pugliese ma al “silenzio assenso” nazionale. Non mi pare che a te faccia ne caldo ne freddo, pur essendone venuto a conoscenza, come non ti importi sapere di Porto Marghera o altri ecomostri vivi grazie alle mafie. Non parli del Burundi dove puoi dire “chissene, colpa loro”.. la Puglia è in Italia, il senso civico è lo stesso.

  • Profilo di gbettanini

    gbettanini

    14 mag 2009 - 08:04 - #13
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    @ mass

    “Il problema è che in caso di eccessivo (?) le emissioni non vengono gestite dalle tue pianticelle e neppure dal polmone della terra.”

    Allora quantifica l’eccessivo (?) e vediamo se è il caso di preoccuparci ora con ingente spreco di risorse di un aumento dello 0,0000X% della CO2 in atmosfera.

    Comunque mi pare che parlare di ‘inquinamento’ non sia appropriato.
    [Inquinare: alterare le caratteristiche e l’equilibrio dell’ambiente naturale con sostanze nocive, rendendolo inadatto o dannoso alla vita umana, animale e vegetale]

  • Puglia

    15 mag 2009 - 02:21 - #14
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    L’invito a non venire in Puglia è una vergogna ed un vero e proprio colpo basso!
    Ma vi rendete conto?!
    Significa allora che non dobbiamo più mangiare il parmigiano o il crudo di Parma perchè in quelle zone ci sono centinaia e centinaia di fabbriche altamente inquinanti?
    Da questo assunto anche in padania non si dovrebbe più andare?…
    Ma andiamo.
    Quello che fa saltare per aria i dati è l’Ilva di Taranto, nel resto della Puglia si sta da Dio!
    Da ambientalista io invito tutti a vedere le meraviglie di questa splendida regione per rendersi conto di persona di quanto sia sbagliato l’invito a non venire in Puglia!

  • Profilo di portoselvaggio

    portoselvaggio

    15 mag 2009 - 13:03 - #15
    0 punti
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    davvero scandaloso questo articolo!!
    d’accordo parlare della gravità e dell’inquinamento dell’ilva ma nel resto della Puglia si sta da Dio!
    invito tutti a vedere le meraviglie di questa splendida regione per rendersi conto di persona di quanto sia sbagliato l’invito a non venire in Puglia!!

    Vi lascio due indirizzi:

    Su porto selvaggio (Nardò(LE) riconosciuto da tutta Europa come uno dei parchi NATURALI più belli!! Solo chi ci viene nei periodi estivi può capire la bellezza di questo parco e l’ARIA SANA che si respira, si entra a contatto con la Natura con la N maiuscola! http://www.portoselvaggio.net/

    Su quest’altro sito trovere le località consigliate da LEGAMBIENTE E DA MARE BLU (deecisamente più autorevoli dell’articolo scritto su qst blog ) in cui si consiglia il MARE PULITO DI PORTO SELVAGGIO a cui l’AUTORITA’ DI LEGAMBIENTE e professionisti del settore come MARE BLU hanno dato le 5 VELE a qst zona!! http://www.vacanzeserene.it/spiagge-5vele-mare-blu.asp

    quindi questi attacchi alla mia terra nn esistono per niente! abbiamo enormi problemi economici e puntiamo forte sul turismo grazie alle perle naturali che offriamo a tutto il mondo e qst attacco a spingere i turisti a nn venire in Puglia è davvero scandaloso!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    PS.: tra l’altro molti esperti del settore hanno messo e stanno mettendo in discussione il livello di inquinamento della C02 (sost.inquinante in cui si parla nell’articolo) ritenuta sempre meno pericolosa per l’ambiente.

    COMPLIMENTI all’IGNORANZA quindi a chi ha scritto l’articolo nn conoscendo la PUGLIA ma sopratutto IL SALENTO!!!!!!!!!!!
    COMPLIMENTI all’ignoranza e alla minaccia di nn venire in Puglia da parte di questo blog che di eco dimostra in questo caso di nn capirci nulla!!!!!!!!!!!!!!!!
    COMPLIMENTI a qst blog che spinge i turisti di nn andare a visitare il mare spettacolare che abbiamo nel Salento(magari turisti andate a Milano Marittima che lì l’acqua è pulita!)

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    15 mag 2009 - 18:33 - #16
    0 punti
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    @ mass_78
    Beh io parlavo solo di una parte dei cittadini pugliesi, ma concordo che quell’atteggiamento sia trasversale in parte di tutti gli italiani (e anche in molti stati esteri). In questo senso, aumentarlo al nord come al sud farebbe solo bene.
    Tuttavia non credo che il senso civico sia lo stesso. Essere “politically correct” può essere giusto, ma può anche impedire di vedere un problema.
    E credo che in alcune aree del meridione, con tutti i distinguo del caso e senza generalizzare, il senso di responsabilità medio sia inferiore rispetto al settentrione.
    Confrontiamo le statistiche di raccolta differenziata, reati ambientli, efficacia degli interventi di controllo… naturalmente poi si può dire che il sud non ha risorse, e c’è la mafia etc etc.
    Ma io credo che queste siano delle conseguenze dell’assenza di senso di responsabilità, non delle cause.
    Se trovi che questo pensiero sia razzista, beh, so che è prassi comune. Infatti vedi che nel mio post precedente l’ho già sottolineato.

  • angelomilano

    15 mag 2009 - 21:03 - #17
    0 punti
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    non ti posso insultare che sto blog mi censura. ho provato anche a criptare gli insulti ma non funziona. carissimo galantuomo. prima di dire che tutti i pugliesi stanno li con le mani in mano documentati. che c’è gente che si sbatte quotidianamente. ma tu che ne sai