
Dopo la mappa diffusa lo scorso anno sulla base di uno studio indipendente delle probabili sedi italiane individuate per ospitare nuove centrali nucleari, anche Greenpeace diffonde le sue mappe. Nell’immagine sopra, tratta dal dossier Mappe nucleari per l’Italia, diffuso in queste ore da Greenpeace, vedete in viola i siti individuati come eventuale deposito di scorie nucleari.
Spiega l’associazione ambientalista:
Oggi diffondiamo tre ‘carte nucleari’ per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari:
- la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta;
- la mappa ENEA sulla vulnerabilità delle aree costiere ai cambiamenti climatici
- l’elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari
Spiega Greenpeace:
Rispetto agli anni ’70, i cambiamenti del clima e della piovosità pongono la questione della presenza di sufficiente acqua ragion per cui l’asta del Po appare (specie in estate) meno adeguata. Bisognerebbe dunque guardare alle aree costiere e, tra queste, il sito di Montalto di Castro ospita ancora le fondamenta dei due reattori BWR che erano in costruzione e che furono bloccati dal referendum del 1987.
Dopo il salto l’elenco completo dei probabili siti idonei ad ospitare una centrale nucleare.
Ecco l’elenco dei siti meno vulnerabili dal punto di vista di eventi naturali e dunque probabile sede di una centrale nucleare, così come individuati da Greenpeace:
Piemonte: Provincia di Vercelli: tutta la zona intorno al Po, da Trino Vercellese fino alla zona a nord di Chivasso.
Provincia di Biella: la zona intorno alla Dora Baltea a sud di Ivrea.
Lombardia: Provincia di Pavia: la zona dell’Oltrepò Pavese a nord di Voghera.
Provincia di Mantova: l’intera zona a sud di Mantova in corrispondenza del Po
Provincia di Cremona:zona a sud di Cremona in corrispondenza del Po (vicino a Caorso)
Veneto: Provincia di Rovigo: la zona compresa tra l’Adige e il Po (a sud di Legnago)
Friuli: Provincia di Udine e provincia di Pordenone: tutta la zona interna, intorno al fiume Tagliamento, da Latisana fino a Spilimbergo
Emilia Romagna : Provincia di Parma: la zona a nord di Fidenza, compresa tra il Po e il Taro
Toscana: L’isola di Pianosa
Lazio: Provincia di Viterbo: la zona interna a sud del Tevere, nella zona di affluenza della
Nera, tra Magliano Sabina e Orte.
Calabria: Provincia di Catanzaro: la zona costiera ionica in corrispondenza di Sellia Marina, tra il fiume Simeri e il fiume Alli (Principali località: Belladonna, Marindi, Simeri Mare, Sellia
Marina).
Provincia di Crotone: la zona costiera ionica in corrispondenza della foce del fiume Neto, a nord di Crotone (Marina di Strongoli, Torre Melissa, Contrada Cangemi, Tronca).
Provincia di Cosenza: la zona costiera tra il fiume Nicà e la città di Cariati
Puglia: Provincia di Taranto: la zona costiera ionica, in corrispondenza della località di Manduria.
Provincia di Lecce: la zona costiera ionica a nord di Porto Cesareo e quella a sud di Gallipoli; la zona costiera adriatica a nord di Otranto e quella a sud di Brindisi (esistono su
queste ultime dei vincoli naturalistici).
Provincia di Brindisi: la zona costiera in corrispondenza di Ostuni.
Sicilia: Provincia di Ragusa: la zona costiera tra Marina di Ragusa e Torre di Mezzo.
Provincia di Caltanissetta: la zona costiera intorno a Gela.
Provincia di Agrigento: la zona costiera intorno Licata.
Provincia di Trapani: la zona costiera a sud di Mazzara del Vallo, in corrispondenza della località Tre Fontane.
Sardegna. Ogliastra: la zona costiera in corrispondenza del fiume Riu Mannu e della località di Torre di Bari.
Provincia di Nuoro, la zona costiera a sud della località di Santa Lucia e in corrispondenza dell’isola Ruja.
Provincia di Cagliari: la zona costiera tra Pula e Santa Margherita di Pula.
Via | Comunicato stampa
Foto | Greenpeace
gbettanini
14 mag 2009 - 11:44 - #1Il discorso del fabbisogno d’acqua è corretto ma forse il problema è un po’ ingigantito… dove non c’è tanta acqua vengono usate le torri di raffreddamento… così il fabbisogno di H2O cala di circa 30 volte.
Sul fatto che non sia il caso di costruire in veneto, ad esempio a Porto Tolle, perchè si prevede un aumento minimo del livello dell’acqua di 36 cm nel 2100 stendiamo un pietoso velo.
david c
14 mag 2009 - 12:25 - #2vorrei sentire le urla di giubilo delle regioni interessate!
_FoX_
14 mag 2009 - 12:25 - #3Come se una turbogas non avesse bisogno di acqua.. :rofl:
Mauriziosat7
14 mag 2009 - 13:38 - #4ma infatti
la richiesta di acqua è quasi identica per QUALSIASI CENTRALE TERMICA
.
E NON è NEPPURE UN PROBLEMA
esistono torri di raffreddamento IBRIDE ……DRY-WET
ed esistono torri di raffreddamento TOTALMENTE DRY
che non hanno bisogno di nessun reintegro di acqua
.
COME SEMPR EGLI AMBIENTALISTI SONO ottusi e ciechi
O FORSE sono semplicemente interessati a continuare il loro affari lucrosi.
RFlea
14 mag 2009 - 18:49 - #5d’accordissimo sui consumi d’acqua evitabili ma l’unica cosa che mi sfugge è: mauriziosat e fox ma siamo proprio sicuri che un turbogas ha bisogno d’acqua? o almeno che ne abbia bisogno in quantità paragonabili a quelle di un ciclo a vapore? (intendo un turbogas semplice, non a ciclo combinato)
secondo me no. un turbogas ha bisogno di acqua credo solo se si utilizzano tecnologie di abbattimento degli nox ad umido ma ormai è roba abbastanza vecchia…
Attilone
14 mag 2009 - 19:40 - #6Non mi risulta che il turbogas richieda acqua per il raffreddamento, essendo un ciclo termodinamico aperto la cessione di calore avviene immettendo i prodotti di combustione a valle della turbina direttamente in atmosfera.
Al contrario i cicli chiusi, tipo vapore, hanno bisogno di raffreddare i condensatori usando l’acqua.
Mauriziosat7
14 mag 2009 - 20:00 - #7be ovviamente NO
una turbogas da sola però non è economicamente vantaggiosa
la turbogas è semre in ciclo combinato
ed il raffreddamento serve AI CONDENSATORI DEL VAPORE a valle della turbina.
turbogas semplici stanno sempre spente e si usano solo nei PICCHI DI RICHIESTA
perchè possono essere avviate in pochi minuti
cosa che quasiasi caldaia fa in almeno 12 ore.
Mauriziosat7
14 mag 2009 - 20:02 - #8anche perchè i gas in scarico ad una turbogas hanno dai 500 ai 600 gradi celsius
non ha senso mandarli in atmosfera …………c’è sempre una caldaia a recupero di calore a valle di una turbogas
il che la trasforma in un CICLO COMBINATO
_FoX_
14 mag 2009 - 22:21 - #9E voi usereste “Daily” una turbogas semplice (con rendimento se va’ di culo del 30%) quando con un ciclo combinato (e qui’ l’acqua ti serve) arrivi al 60? Il gas costa neh..
Mauriziosat7
14 mag 2009 - 22:35 - #10ALLA FINE IL SUCCO E’ che quelli di greenpace hanno messo su un abella campagna partendo da un dato che dire SBALATO è poco .
.
L’approvvigionamento d’acqua non è un problema , perchè da DECENNI esistono tecniche piuttosto semplici per FARE RAFFREDDAMENTO SENZA CONSUMARE ACQUA.
.
QUELLI DI GREENPACE NON LO SANNO ?
Mi pare abbastanza improbabile
penso piuttosto che gli faccia comodo continuare a dire menzogne contando sul fatto che l amaggior parte delle persone , non conosce l’impiantistica industriale.
c.c.s.a.d.
15 mag 2009 - 11:01 - #11Sono daccordo con voi, l’approvvigionamento d’acqua non è un problema, è l’approvvigionamento di sangue al cervello che fa spavento. Il nucleare è MORTO. Il nucleare è un fantasma in castello di falsità. Il nucleare è solo ed esclusivamente un affare per chi lo propina. Il nucleare è in una cassa sepolta nelle menti di quelli che non vogliono vedere la sua assurdità. Il nucleare è cambiare una dipendenza, è come passare dall’eroina al metadone. Il nucleare è fuffa per cialtroni che si divertono a contare le pulci al cane. Il nucleare è il peggior futuro che si possa immaginare.
_FoX_
15 mag 2009 - 11:33 - #12La ripropongo allora per l’ennesima volta.
Con petrolio e Gas al plateau di produzione, datemi la soluzione produzione di energia (parliamo solo di quella elettrica perche’ se ci mettiamo il resto andate in deadlock) che:
- soddisfi la richiesta di base per una cifra pari a circa 500/600 TWh/giorno
- soddisfi la richiesta di picchi per un cifra pari a circa 200/350 TWh/giorno
Se volete diminuite i consumi presupponendo un risparmio del 20%.. anche 30%.. (parliamo sempre di corrente eh.. siamo alla fantascienza).
gbettanini
15 mag 2009 - 16:56 - #13@Fox
200-600 TWh al giorno mi sembrano tantini.
settantasette
17 mag 2009 - 13:42 - #14@Mauriziosat7 - turbogas semplici stanno sempre spente e si usano solo nei PICCHI DI RICHIESTA
Ormai per i picchi istantanei si usano le turbine a kerosene, praticamente identiche a quelle degli aerei, quelle che dici te si usano nei picchi programmati, la sera, la mattina ecc …
Bravi
04 set 2009 - 18:07 - #15E questo sarebbe un Blog sull’Ecologia? E vi siete già tutti convinti che fare le centrali nucleari in Italia sia cosa buona e giusta? E discutete sui siti? Bravi. Bravi.
NICOLADOP
09 ott 2009 - 11:57 - #16il vero problema del nucleare in Italia è rappresentato dalle scorie.Gli anni 70′per chi he seguito le vicende nucleari dovrebbe averci insegneto qualcosa ed invece…………niente.Ma vi siete dimenticati delle centinaia di quintali di scorie stoccate illegalmente dalle mafie e da gente senza scrupoli in depositi improvvisati vicino a terreni agricoli,nelle acque dei nostri mari, delle acque di scarico,pulizzia e raffreddamento scaricate nei fiumi,dell’aumento vertiginoso dei tumori in alcune zone,ma cosa vogliamo lasciare ai nostri figli,nipoti alle generazioni future?DICIAMO NO AL NUCLEARE SEMPRE E DOVUNQUE. Wlefontirinnovabili.PS avessimo dato retta a RUBBIA 10 anni fà
Maurizio 11
23 feb 2010 - 14:17 - #17ASSOLUTAMENTE NO AL NUCLEARE.
PESSIMA SCELTA CHI LA FA.
Bisogna avanzare ed insistere con le energie alternative, magari promuovendo la ricerca in maniera seria.
Vivo in Sicilia. Qui abbiamo il sole almeno 320 giorni l’anno. Nel periodo estivo, poi, il sole e’ fortissimo tanto che l’acqua riesce a riscaldarsi delle tubazioni interrate.
NON SI POSSONO CONDIZIONARE LE GENERAZIONI FUTURE PER LE SCELTE SBAGLIATE DI OGGI. Non e’ giusto nei confronti di chi verrà dopo di noi e troverà un paese inquinato da radiazioni. La storia ci potrebbe giudicare con severità per le nostre scelte miopi ed egoiste. Non approvo per nulla le intenzioni di questo governo e penso che nessuno, proprio nessuno, nemmeno questa classe politica scellerata, può assumersi questa responsabilità che investirà tutti noi e le generazioni future.
pensiamo
15 mar 2011 - 12:00 - #18non so se per voi è chiaro ma il problema non è il metodo di raffreddare le centrali ma il fatto che nessuno vuole le scorie vicino a casa perchè per quanto poche siano le radiazioni rilasciate la gente può morire… LE CENTRALI NON DEVONO STARE IN ITALIA, CI SONO ALTRE FONTI DI ENERGIA PULITA e poi se non siamo riusciti a togliere la spazzatura da Napoli pensate che una nazione come la nostra sia in grado di dare sicurezza per lo smaltimento di scorie nucleri? pensateci e ditemi se andreste a far crescere i vostri figli in un sito a 1 km da scorie nucleari.
nomorename
10 giu 2011 - 19:04 - #19le centrali nucleari non hanno bisogna d’acqua?, in giappone non buttavano giù l’acqua con gli elicotteri???
di sicuro non sono un esperto, e semplicemente la mia opinione, ma perchè il mercato e l’economia devono essere condizionati dalla modalità di produzione energetica, perchè la produzione energetica non è funzionale al mercato e all’economia?dov’è la politica?
perchè la rivoluzione energetica non inizia dall’abbandono del mito della performance?
perchè si parla di carbone/nucleare e non si sperimentano le onde, le maree, il vento, la geotermia,
perchè al posto di incentivare le aziende automobilistiche non si incentivano case che non spercano?
perchè gli uomini non vogliono capire di essere creature, e di vivere in una creatura viva, la terra.
il mercato entità astratta creazione umana sottomette, impoverisce, desertifica le risorse che la terra ci offre, questo squilibrio deve finire, la nostra coscienza deve imporcelo, la nostra intelligenza deve indicarci la via.
Come società abbiamo abolito lo spazio ci avviciniamo ad una nuova era, un cambiamento radicale è in atto, l’era elettronica sta arrivando, per alcuni è già arrivata,
la si legge negl’occhi dei bambini che oggi hanno 4/6 anni. perchè non permettere loro di esprimere il nuovo tra vent’anni, il modello attuale di utilizzo energetico è palesemente al collasso nazioni tenute sottoscacco da un gasdotto, mari distrutti da petroliere ferme in attesa che il prezzo salga, trivellazioni kilometriche, 3milalire un litro di benzina, boschi radiottivi, noccioli fusi a volontà,scorie nascoste sotto il tappeto del vicino? ma perchè non la si finisce di spendere soldi per bruciare e si inizia a spendere per trasformare e non sprecare?? quanta energia offre la natura? quant’è veloce il vento a 5000 metri, quant’è caldo ad un kilometro sottoterra?
……