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Le acque potabili italiane sono sporchine

Pubblicato: 16 mag 2009 da Marina

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l'acqua del rubinetto è sporchina Secondo lo studio Le acque da bere in Italia: analisi e valutazione di qualità a cura del Ceram (Centro Europeo di Ricerca Acque Minerali) dell’ Università Federico II di Napoli, al centro di una querelle politica, di cui vi parlerò in un prossimo post, le acque italiane non sarebbero così limpide e vi si troverebbero diversi composti organici che ne minerebbero se non la potabilità, certamente la qualità.

Le analisi chimico-fisiche sono state condotte su acque prelevate dal rubinetto per un totale di 209 campioni d’acqua potabile di rete in 17 regioni, 50 città, per una popolazione stimata totale residente di 12.055.969 di abitanti e sulle acque imbottigliate acquistate in regioni diverse dalla sede di produzione comprate tra novembre dello scorso anno e questo febbraio. Le acque imbottigliate analizzate sono state 144 in bottiglie PET di 24 brand.

Ed ecco i risultati:

I risultati ottenuti indicano elementi di criticità per valenza igienico- sanitaria nelle AP , dovuti soprattutto alla presenza di contaminanti antropici, di natura chimica (composti organo alogenati e trialometani) e microbiologica. Infatti nel 77,44% dei casi analizzati è stata evidenziata la presenza di composti organo alogenati e trialometani nel seguente ordine: Cloroformio > Bromoformio > Bromodiclorometano > Dibromoclorometano > Tetracloroetilene > Tricloroetilene. Il fenomeno è probabilmente connesso con la formazione di sottoprodotti della clorazione ed in subordine con le zone di approvvigionamento idrico. Non sono esclusi fenomeni di arricchimento che intervengono nell’ambito di reti e serbatoi condominiali. L’analisi delle variazioni stagionali registrate su 5 città campione mostra una significativa riduzione delle concentrazioni in trialometani totali nel periodo invernale. Per quanto riguarda gli aspetti microbiologici, il 24,83% dei campioni mostra indicazioni di contaminazione fecale, probabilmente per la scarsa manutenzione delle emergenze domestiche o serbatoi di accumulo in concomitanza di una presenza limitata, se non nulla, di cloro residuo libero. Per tutte le AM analizzate non è stata evidenziata la presenza di contaminanti antropici. Ciò è probabilmente determinato dalla protezione geologica delle zone di approvvigionamento e dall’evoluzione tecnologica nei siti di imbottigliamento e produzione.

Foto | Flickr

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • kappa__

    18 mag 2009 - 15:35 - #1
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    O_o
    non vorrete mica dire che è meglio tornare a bere l’acqua in bottiglia? (per la salute, non certo per l’ambiente)

  • Andrea Golinucci

    20 mag 2009 - 15:04 - #2
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    e’ uno schifo …hanno messo dietro casa mia un depuratore …che pulisce ( SI FA PER DIRE ) l’acqua del canale EMILIANO-ROMAGNOLO..ha macerone di cesena……
    fino pochi anni fa si usava l’acqua di ridracoli…e non mi ero mai accorto di niente…ma ora quando si fa bollire l’acqua della pasta non si vede il fondo della pentola ,ha fare la doccia non ne parliamo e’ quasi meglio non farla…..e poi visto che mi piace pescare sono andato ha vedere l’acqua personalmente ed e’ talmente nera che se metti la mano in acqua non si vede piu’……….
    mi ricordo che 10 anni fa( CIRCA ) dissero FACCIAMO IL CANALE EMILIANO-ROMAGNOLO NON PER LE CASE MA PER I COLTIVATORI CHE IRRIGANO I CAMPI….pensate poi che schifo …….il canale passa dal piemonte..lombardia..emilia romagna si puo dire vicino ha tutte le fabbriche piu’ inquinanti d’italia….
    ha basta pensare che nel 2007 hanno fatto delle analisi per vedere quanta gente faceva uso di cocaina dalle urine che finivano nel fiume PO…..