Su Ecoblog abbiamo parlato tante volte della possibilità di produrre biocarburanti a partire da diverse materie prime. Una notizia interessante in questo senso arriva dalla Francia dove il gruppo Seche Environnement ha inaugurato pochi giorni fa il primo impianto mondiale per la produzione di un biocarburante a partire dalle alghe. L’impianto, che ha una particolare tecnologia, sorge a Le Vigeant che si trova nella parte centro occidentale del Paese transalpino.
Le alghe vengono coltivate in particolari bacini d’acqua di raccolta all’interno dei quali riescono ad assorbire in pochi giorni la CO2 emessa da rifiuti domestici. Tale processo porta alla formazione di un liquido che viene poi trasformato in biocarburante. Il sistema, secondo i responsabili dell’azienda, si presenta rivoluzionario poiché un suo utilizzo su grande scala permetterebbe il riutilizzo di sottoprodotti e non darebbe vita a quello che è considerato lo spauracchio nella produzione dei biocarburanti ovvero la concorrenza con le catene alimentari.
Però non è oro tutto ciò che luccica, infatti sembrerebbe che nell’impianto di Vigeant si riuscirebbero a produrre appena 15 litri di biocarburante partendo da 100 kg di alghe. Delusi? Effettivamente si tratta di una quantità abbastanza esigua, anche se, concludono i responsabili aziendali, trattandosi di un impianto appena aperto si riuscirà in poco tempo ad aumentarne la capacità produttiva.
Via | Groupe-seche.com
Foto | Flickr
gbettanini
20 mag 2009 - 11:35 - #1Per ora il bilancio energetico della produzione di biocombustibile da alghe è vicino allo zero. Ovvero l’energia utilizzata per il rimescolamento delle alghe e per l’estrazione di biocombustibile è circa uguale all’energia finale ottenuta sotto forma di bc.
Alcune alghe però dimostrano di avere un buon potenziale, migliore persino della palma indonesiana…. vedremo.
Comunque sia però il rendimento massimo della fotosintesi per le alghe è intorno al 5% (enrigia sotto forma di biomassa/energia solare incidente) e quindi alle nostre latitudini più di 30 tonnellate di biocombustibile per ettaro sono un sogno.
francesco77
20 mag 2009 - 12:45 - #2dove si può vedere com’è fatto l’impianto?
geppe67
20 mag 2009 - 15:58 - #3non sarebbe possibile mettere le vasche una sopra l’altra in grandi strutture verticali?
gbettanini
20 mag 2009 - 16:13 - #4@geppe
il problema è riuscire a ‘captare’ più luce possibile, di metodi ne hanno provati tanti…. prova a vedere i vari tipi di ‘photobioreactors’ ma alla fine c’è sempre un’ auto-schermatura notevole.
Il problema è che comunque la si guardi la resa energetica (anche al lordo dell’energia per la conversione in biocombustibile) è molto inferiore a quella di un semplice impianto FV di pari estensione.