
Il comune di Melpignano, 2mila e 200 anime nel cuore del Salento, avvia un politica energetica basata sul fotovoltaico, in particolare con gli impianti domestici, che rispetto a quelli industriali hanno l’indubbio vantaggio di non modificare le caratteristiche del paesaggio.
Oggi, nel corso di una conferenza stampa alle Officine Cantelmo, il sindaco del paese, Sergio Blasi, presenterà il progetto insieme al professor Lorenzo Vasanelli, del Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento. Il settore delle rinnovabili è in grande sviluppo, ed è quindi importante coinvolgere sempre di più la popolazione, che può così comprenderne appieno le potenzialità, partecipando direttamente a quello che può essere un grande cambiamento, anche grazie agli incentivi messi a disposizione dallo Stato.
Secondo il sindaco Blasi:
La politica degli incentivi pubblici sta alimentando la diffusione di impianti fotovoltaici di dimensioni più elevate, di tipo industriale, che modificano negativamente le caratteristiche del paesaggio rurale, mentre non hanno adeguato sviluppo i piccoli impianti domestici che al contrario valorizzano appieno le caratteristiche di diffusività peculiare della generazione elettrica con tecnologia fotovoltaica. L’industria della bellezza e della salvaguardia del nostro paesaggio rurale, può essere un pezzo non indifferente dell’economia turistica del nostro territorio; perciò va salvato, tutelato e salvaguardato.
Sempre da Melpignano, arriva la notizia che il Comune si costituirà parte civile nel corso del procedimento penale che inizia domani presso la sezione distaccata del tribunale a Maglie, in cui è sotto accusa il direttore dello stabilimento della Coopersalento, sansificio chiuso a marzo per l’eccessiva emissione di diossine.
Via | Salentowebtv
Foto | Flickr
da88
23 mag 2009 - 21:08 - #1Iniziativa lodevole, ma sarebbe il caso che si aumentasse la sensibilizzazione verso il risparmio energetico, e che le case subissero un intervento più radicale di miglioramento dell’efficienza (cappotto termico, pannelli solari termici, riscaldamenti di moderna concezione, infissi esterni ben coibentati, elettrodomestici in classe A, raccolta delle preziose acque piovane)!!
Alter_EGO
25 mag 2009 - 09:00 - #2Stavolta mi ritrovo a difendere il solare, anche se non voglio giudicare un sindaco solo da poche righe, ma…
“L’industria della bellezza” ???
La stessa industria per cui se nasci bella puoi vivere senza fare niente, come la velina?
Finché è una ragazzina a crederci va bene, ma il sindaco in oggetto crede che i turisti siano attratti dall’azzenza di centrali solari o da buone strutture recettive e organizzate, sanità e sicurezza accessibili ed efficienti anche per i turisti, etc etc????
Inoltre tecnicamente, i grossi impianti perdono meno di quelli piccoli sulle enormi spese (e inquinamento) di produzione, operazione e manutenzione degli impianti e strutture accessorie. Produrre ed operare su pannelli distribuiti sui tetti aumenta le risorse necessarie alle operazioni, e di riflesso l’inquinamento.
Inoltre l’irraggiamento nel territorio urbano è inferiore rispetto alla periferia, a meno che le case non siano tutte alte uguali, parallele, con il tetto regolare e orientato a sud, e l’aria sia tersa come fuori.
Per finire, la frase “la popolazione… può così comprenderne appieno le potenzialità… anche grazie agli incentivi messi a disposizione dallo Stato.” è scorretta a livello logico.
Se c’è l’incentivo statale, la percezione della popolazione è alterata e quindi NON capisce le potenzialità!
L’ambientalismo è una cosa seria, queste proposte servono solo attrarre voti ma finiscono per inquinare di più. Certo il sindaco in oggetto può essere in buona fede, e si è solo dimenticato di informarsi prima sulle cose di cui si va ad occupare…
c.c.s.a.d.
25 mag 2009 - 09:44 - #3Quasi quasi ci siamo. Quando ognuno comincerà a consumare parte della sua energia utilizzando fonti di riciclo ecco che improvvisamente anche il futuro sembrerà più interessante. Tanti piccoli impianti, tanti consapevoli che non si può continuare a prendere e consumare senza mai rispondere degli effetti delle proprie azioni. Questa è la strada e più gente ci sarà meglio sarà per tutti anche per quelli che per adesso si rifiutano di vedere l’ovvio.