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Roma, il bike-sharing diventa commerciale. Lettera aperta di un lettore al Sindaco Alemanno

Pubblicato: 27 mag 2009 da Marina

Commenti dei lettori

Roma il bike sharing diventa commerciale? Pubblico con una certa preoccupazione l’appello che ci ha inviato Alessio Troversi, un lettore romano che denuncia come il servizio di bike-sharing nella Capitale, rischi di perdere, appunto, la connotazione di servizio per iniziare diventare una semplice attività commerciale, come tante altre, rivolta pincipalmente ai turisti.

Lettera aperta al Sindaco di Roma e vertici ATAC
Egregio Sindaco Alemanno e vertici ATAC

apprendo con preoccupazione da notizie di stampa che il servizio di bike-sharing sarà affidato dal prossimo mese di giugno all’ATAC, con nuove modalità che finirebbero per snaturarne la filosofia che ne è alla radice. Sembra infatti che sia intenzione dell’ATAC stabilire una tariffazione pari a 50 centesimi di euro per ogni mezz’ora di utilizzo.

Se tali notizie saranno confermate verrebbe appunto stravolta la stessa funzione di tale servizio, ossia incentivare l ‘uso di un mezzo di mobilità sostenibile per i brevi spostamenti urbani, consentendone l’uso ad una platea di utenti che sia la più ampia possibile. Ciò, come avviene in tutte le città europee ed italiane che hanno introdotto il bike-sharing (Parigi con il suo Velib o Milano con il BikeMi), si realizza attraverso una tariffazione che incentivi l’uso da una stazione all’altra entro un limite ragionevole di tempo (trenta minuti), prevedendo l’utilizzo gratuito per la prima mezz’ora, con l’addebito di importi progressivamente crescenti per le frazioni orarie successive.

L’introduzione invece di una tariffa unica indifferenziata trasformerebbe l’attuale servizio di bike-sharing in un servizio commerciale di noleggio biciclette, a vantaggio esclusivo dei turisti che frequentano il centro di Roma nella bella stagione.

Il costo dell’attuale servizio potrebbe efficacemente essere coperto, come avviene in tutte le città che lo hanno finora introdotto dai ricavi degli spazi pubblicitari concessi alle società di gestione, e ciò potrebbe valere anche nel caso dell’affidamento del servizio medesimo all’ATAC (positiva ritengo invece l’integrazione che sarebbe a tal proposito prevista nella Metrebus Card).

Pertanto, confidando in un suo efficace intervento presso gli organi competenti, e nella convinzione che la salvaguardia di un servizio estremamente utile ed apprezzato dalla cittadinanza romana, le sia a cuore quanto a tutti i romani, le porgo i più distinti saluti

Alessio Troversi

Che ne dite di inviare una mail anche noi con il medesimo testo? Ecco a chi inoltrarla: g.alemanno@comune.roma.it,anna.zini@atac.roma.it, luca.avarello@atac.roma.it, comunicazione.consiglio@comune.roma.it, ld.ambiente@comune.roma.it, mobilita@comune.roma.it, ld.gabinetto@comune.roma.it, marco.contadini@comune.roma.it

Foto | Flickr

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28 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    27 mag 2009 - 11:28 - #1
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    A Milano il Bike Sharing NON è gratutio, serve essere abbonati ATM x usarlo. Mi dicono che sia riservato ai residenti milanesi, non ho mai approfondito.
    A Parigi il servizio NON è gratuito, e ANCHE i turisti possono usare le bici (le tariffe da 1 gg e da 1 sett a Parigi penso siano fatte proprio per loro, e dei miei amici lo hanno usato anche se non ho letto direttamente il regolamento).
    A questo punto anche a Roma, invece che spalmare tutti i costi su tutti i cretini che pagano le tasse, si potrebbe responsabilizzare un po’ gli utenti facendogli pagare almeno l’abbonamento annuale.

    Ma poi, far usare le bici anche ai turisti porta solo acqua al mulino di chi vuole una diffusione delle bici e soprattutto delle PISTE CICLABILI.
    E non c’è da preoccuparsi, il Bike Sharing NON sarà mai un’attività “commerciale”, finché sarà amministrato da un comune. Quando vedrò un privato che può guadagnarci pagando l’occupazione di suolo pubblico, le colonnine, la manutenzione, etc etc, cambierò idea.

    Mi pare che la considerazione centrale della lettera sia che il servizio è buono finché è “gratis”, ma non lo è più se è a (parziale) pagamento. Mi pare una cosa più che altro politica.

  • Mauriziosat..8

    27 mag 2009 - 11:35 - #2
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    quoto Alter_ego
    figurati se non arrivava la SANGUISUGA truccata da ecologista a lagnarsi di dover pagare un servizio.
    .
    che faccia tosta
    .
    VUOI LA BICICLETTA…………….. .COMPRATELA
    O COME MINIMO AFFITTATELA
    o come minimo ……………..paga il servizio .

  • Bellin

    27 mag 2009 - 12:13 - #3
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    BikeMI non è riservato ai soli milanesi. Sono abbonato anch’io che ho la residenza altrove.

    L’abbonamento annuale costa 36 euro, e con questo si ha diritto ai primi 30 minuti di bici. Oltre i 30 minuti si paga, ma non so quanto. Se però consegnate la bici al punto di sosta ed aspettate 10 minuti, potete prenderne un’altra per altri 30 minuti compresi nell’abbonamento e così via.

  • Bellin

    27 mag 2009 - 12:14 - #4
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    Scusate, volevo anche dire che bisogna abbonarsi a BikeMI, l’abbonamento all’ATM non c’entra niente.

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    27 mag 2009 - 12:52 - #5
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    Vero, mi correggo, solo l’abbonamento annuale di BikeMi è risevato ai residenti in Italia. E la lettera in oggetto risulta sempre più “imprecisa”, o peggio; infatti anche BikeMi ha delle formule giornaliere e settimanali che possono essere usate anche dai turisti.

    Mi da veramente fastidio però che non si capisca che il bike sharing non compensa le risorse che andrebbero usate per fare piste ciclabili, mettere vigili a tutelare i ciclisti e le loro proprietà. Se mai sottrare risorse.
    Ed è anche eticamente scorretto che lo stato intervenga nel mercato dell’affitto/vendita delle bici con un prodotto dal prezzo falsato, o addiriuttura gratuito! Lo stato (il comune, in questo caso) deve garantire la sicurezza con uomini e infrastrutture.

  • caiofabricius

    27 mag 2009 - 13:07 - #6
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    BiKe-Sharing : bici condivisa, incentivo dei comuni, generalmente prima mezz’ora gratis proprio per invogliare i piccoli itinerari casa-lavoro intermodali, ad es. Metro per 10 km + bici condivisa negli ultimi 2, si prende a uno stallo vicino alla metro e si lascia allo stallo vicino al lavoro e viceversa

    Nolo Bici: attività imprenditoriale generalmente privata a tariffe variabili e per turismo

    SEMPLICISSIMO

    e le bici NON LUCRANO UNA CEPPA, anzi migliorano ed economicizzano moltissimi aspetti del territorio e dei servizi comunali.

    Sono i feticci nerolucidoclimatiddissiai che PRETENDONO ( e purtroppo ottengono) di far lievitare a cifre insostenibili i costi per la SANITA’, LA MANUTENZIONE di strade e manufatti, anche storici, la SALUTE, la difficile ORGANIZZAZIONE E GESTIONE degli spazi pubblici assediati da torme di
    STRAVACCATI COL C. INCISTATO SULL’ALCANTARA.

    BAMBOCCIONI LISCI E PINGUI, VITTIMISTI RANCOROSI contro chi osa ridiscutere incancreniti capricci di privilegiati.

    cercando di scaricare e spalmare questi costi elevatissimi che derivano dal traffico urbano sull’intera comunità (e la tassa del bollo è RIDICOLMENTE IRRISORIA rispetto ai danni e alla bassa qualità della vita che costringe tutta la città).

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    27 mag 2009 - 15:04 - #7
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    @ caiofabricius
    Non capisco il tuo “generalmente prima mezz’ora gratis”. Dal poco che ho visto, a Parigi e Milano non è gratis, ma solo a Roma. Cioè 2 su 3 pagano anche la prima mezz’ora con un fisso d’abbonamento.
    Sicuramente mi sbaglio, in quali altri città la bici è gratis (cioè è pagata da tutti, anche da chi una bici se l’è comprata come il sottoscritto, e ora teme che gli rubino anche questa, o magari non ci sa neanche andare)?
    Inoltre, ti propongo un cambio di punto di vista diverso:

    Bike-Sharing: attività non penalizzata dall’essere in perdita o dal danneggiare il mercato, perché pagata con soldi pubblici secondo scelte politiche. Può ignorare la legge.

    Nolo Bici: attività che se affitta/vende sottocosto è multata perché infrange la legge e che, se subisce concorrenza sleale (dal bike sharing) e va in perdita, rischia di chiudere. Chiediamo quanti affittabici apriranno a Milano senza nuove ciclabili ma con nuovi Bike Sharing.

    Finisco: secondo te non sarebbe meglio se la gente, ad esempio a Milano, invece che affitare una bici a 30€/anno che può usare per max 30′ consecutivi, non si comprasse una bici da a 30€?

  • diero

    27 mag 2009 - 16:17 - #8
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    La gestione del bike-sharing è diverso per ogni comune:

    a Parigi la prima mezz’ora si paga 1 euro e poi diventa gratuito per le successive 24 ore (se cambi bici ogni 30 minuti).

    a Copenhagen è sempre gratuito, le biciclette si ritirano come i carrelli inserendo 5corone nel manubrio.

    a Latina è tutto gratuito basta ritirare la chiavetta (numero esaurito) al comune.

    Per me il problema a Roma non sono i 50 centesimii o il nuovo gestore… Ben venga l’ ATAC e i 50 centesimi se riuscissero a trasformare un servizio penoso, in uno efficiente, utile sia per il turista che per il cittadino.

    è tutto molto semplice…basta copiare l’ Europa!!

  • caiofabricius

    27 mag 2009 - 17:38 - #9
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    Con la mia bici ci vado al lavoro da 30 anni 18+18 km con grande soddisfazione e senza piagnistei di teribili 7colli, SignoraMia. Concordo da sempre che con pochi eurazzi si prende un’ottima bici usata che si può rischiare di lasciare in strada.
    Concordo ovviamente che il primo problema da superare per una concreta diffusione del ciclismo urbano quotidiano sia la MODERAZIONE DEL TRAFFICO RESIDENZIALE con severe politiche di aggressione alla velocità dei feticci di milioni di sorcicorrenti e SUVnormali MCCP Syndrome boriosi e arroganti solo perchè impuniti. Poi a seguire piste ciclabili e moolto distanziato il bike sharing.

    Da sempre tiepido con il Bike sharing che ho sempre visto come un cavallo di Troia delle società di pubblicità per portare monnezza marchettara anche nelle divine e giustamente fino ad oggi proibite piazze di Roma con la falsa immagine trendii dell’ecooologggggia .

    In ogni caso, dopo il successo di Parigi, sarebbe assurdo non cogliere questa possibile opportunità di estendere la utilissima mobilità alternativa.

    Ma non è certo un nolo, altrimenti sarebbe veramente concorrenza sleale, e che io sappia (e almeno a Roma era così) se è vero che la prima mezzora è gratis (per favorire l’intermodalità nel pendolarismo quotidiano) poi il COSTO ANDAVA CRESCENDO PIU’ CHE PROPORZIONALMENTE.

    In ogni caso chi ha il c. sempre sulla maghina dovrebbe TACERE di RUBERIE ALLO STATO, visto che il bilancio delle amministrazioni è falcidiato proprio dai COSTI DIRETTI ED INDIRETTI legati al demenziale e pretenzioso traffico veicolare privato.

    La famosa pagliuzza nell’occhio = bici
    TRAVE = MAGHINA, FETICCIO, PROTUBERANZA RETTALE.

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    27 mag 2009 - 19:21 - #10
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    Grazie Diero, quindi per ora il Bikesharing è pagato parzialmente dall’utente a Parigi e Milano, “gratuito” a Roma, Copenhagen ( =O in Italia le gratterebbero tutte in un paio di mesi) e Latina.

    @ caiofabricius
    Concordo alla grande su molto di quello che dici, tranne:
    “chi ha il c. sempre sulla maghina dovrebbe TACERE di RUBERIE ALLO STATO”. Significa che per te il diritto di parola dovrebbe essere inversamente proporzionale ai comportamenti “ecologisti”?
    Fra l’altro gli automobilisti sono i primi contribuenti alle casse dello stato, che si rifà abbondantemente su di loro tanto da motivare incentivi ad ogni piè sospinto. Se no le tasse sulla benza, di circolazione, sull’assicurazione, etc etc, chi le paga?
    Cmq, non è per interesse personale che molta gente si fa ore di coda in tangenziale perché non ha nemmeno un carro bestiame (non chiamiamoli treni) con cui andare al lavoro. E il Bike Sharing è molto carino e fighetto, ma se lo volesseo usare centinaia di persone dovrebbero fare le stazioni per le bici grandi come case, e soprattutto le PISTE CICLABILI.
    Mi pare che la lettera di Alessio Troversi manchi clamorosamente il bersaglio.

  • caiofabricius

    27 mag 2009 - 19:38 - #11
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    “…gli automobilisti sono i primi contribuenti alle casse dello stato…”

    BASTA con questi luoghi comuni alibi per continuare a farsi stravaccati le famose ddù forchettate de c. propri.

    Pagano mooooooolto meno dei danni e degli “obblighi”che provocano alle amministrazioni, e cioè a tutti i cittadini, ANCHE CHI L’AUTO NUN CE L’HA O NON LA USA . Quanto costa fare e mantenere una strada, un parcheggio, un ospedale, una ASL, i vigili, la salute, la manutenzione e il restauro di edifici civili e soprattutto storici, il sequestro senza contraddittorio di praticamente ogni spazio pubblico….

  • marioschiavon

    27 mag 2009 - 21:16 - #12
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    una città collinare come Roma dove volete andare con quegli ossi di bici

  • Profilo di kasparov

    kasparov

    27 mag 2009 - 21:49 - #13
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    “…gli automobilisti sono i primi contribuenti alle casse dello stato…”
    -
    Il 20% delle entrate dello stato viene dal settore auto. Circa 80 miliardi l’anno. Quindi, per piacere, caiofabricius, non dire che questo è un “luogo comune”.

  • letiziabis

    27 mag 2009 - 22:44 - #14
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    comunque nella lettera non si parla di bike-sharing “gratis” in genere, bensì di una prima mezz’ora gratuita e poi tariffazione crescente per il tempo successivo, contro i 50 centesimi fissi fin dalla prima mezz’ora paventati per il futuro

    @ 13
    “Il 20% delle entrate dello stato viene dal settore auto. Circa 80 miliardi l’anno. Quindi, per piacere, caiofabricius, non dire che questo è un “luogo comune”.”

    Sono entrate nette ? Altrimenti bisognerebbe contare anche i costi che il settore auto comporta allo stato. Un esempio banalissimo, possibile che l’inquinamento di certe città non influisca sulle comunissime malattie respiratorie che passano dai nostri medici di famiglia e da lì sul Sistema Sanitario Pubblico (Dio ce lo mantenga…)?

    Certo, se poi uno contasse tutti i soldi che girano, ad esempio, con incidenti medio piccoli, anche quelli generano lavoro (ai carrozzieri) e generano-immagino-relative tasse che vanno allo stato. Insomma, fanno girare il PIL. Ma anche i maroni.
    Senza cadere nel volgare e nel semplicistico, la morale é che la qualità della vita non è direttamente monetizzabile come le tasse che pagano gli automobilisti, ma questo non vuol dire che non abbia un peso e che alcuni non sarebbero addirittura disposti a pagare per migliorarla. Io ho sia l’auto che la bici (con cui, dopo un po’ di allenamento, faccio salite che a Roma chiamerebbero muri…senza quasi sudare :)) e davvero non saprei quale delle due aumenti di più la qualità della mia vita. Però sono certa che la mia auto contribuisca a peggiorare la qualità della vita altrui, mentre la mia bici no.

  • caiofabricius

    28 mag 2009 - 00:51 - #15
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    “una città collinare come Roma dove volete andare con quegli ossi di bici”

    Venghino, venghino Siuri alla fiera, la fiera dei luoghi comuni!
    Per solo un soldo vi regaliamo ALIBI autoassolutori per continuare a fare i c. propri, banalità trite e ritrite e quindi rincuoranti che se pò vive solo co la maghina sotto ar c.

    Chissà se con decreto Calderoli sui sussidari delle elementari hanno già tolto la storia della Terr…onia e quindi neanche più i bimbi bravi possono sapere che i TERIBBBILI7colli ( SignoraMia!) della Maggica sono in realtà misere alture di ben….20-30 m di dislivello (45-50 il più alto, Esquilino-Viminale, dove non a caso si concentrava l’arrivo dell’acqua dei 7 Acquedotti, poi DOLCEMENTE distribuita alla grande pianura alluvionale del Tevere sottostante su una quota costante di 20 m) e che il grosso della città si è poi espanso a SUD-SUDEST su vasti pianori tufacei SEMPRE SU UN LIVELLO DI 50 m.. e che quindi l’ 80% e oltre della popolazione vive di fatto in pianura e solo una piccola fetta (Nord-Ovest, colli non vulcanici a destra Tevere) sarebbe costretta a importanti, ma tutto sommato rare, salite.

    Non sono i teribbbbbbbbbbili7colli a limitare l’uso delle bici ma l’arroganza criminale impunita di troppi SORCICORRENTI affetti da MCCP Syndrome.

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    28 mag 2009 - 09:27 - #16
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    @ letiziabis
    Più approfondiamo più c’è confusione. La lettera dice che verrà introdotta una tariffazione di 50cent/mezz’ora, facendo intendere che ora non ci sia. Ma da quel che ho letto quella tariffa a Roma c’è già!
    Ho letto poi che ci sarebbe un’irrisoria quota annuale di 5 euro.
    Insomma, ci sta che Alessio Troversi scriva inesattezze perché mi pare che voglia fare più osservazioni filosofico-politiche (pagamento o gratis) piuttosto che tecniche (utilità o dannosità del BS) o etiche (stato contro il mercato o mercato contro il cittadino). Mea culpa nel non aver verificato le info pubblicate dal blog.
    .
    @caiofabricius
    Insisto, la frase “chi ha il c. sempre sulla maghina dovrebbe TACERE di RUBERIE ALLO STATO” significa che per te il diritto di parola e di critica dovrebbe essere inversamente proporzionale ai comportamenti “ecologisti”?

  • caiofabricius

    28 mag 2009 - 12:29 - #17
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    Non c’è peggior sordo di chi…

    Tutti abbiamo diritti e doveri, ma è esilarante che chi provoca più uscite dirette ed indirette al bilancio dello Stato, poi se la prenda , vittimista ringhio-rancoroso, con chi abbia fatto scelte consapevoli e convenienti DIRETTAMENTE ED INDIRETTAMENTE per tutta la collettività.

    Anche le pagliuzze danno fastidio, soprattutto perchè viste con sospetto di diversi, alieni, non integrati, sovversivi della consuetudine, ma rimane indubbio che:

    MAGHINA (feticcio d’abuso quotidiano), seppur diffusa: T R A V E
    bici: pagliuzza

  • Profilo di Alter_EGO

    Alter_EGO

    28 mag 2009 - 14:00 - #18
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    Caiusfabricus, sono contento che tu abbia risposto di no.
    .
    Non vorrei che suonasse come una gisutficazione, perché se avessi un SUV e voglia di usarlo, lo userei. Ma io vado in bici quando mi è comodo o mi fa piacere (o non me la rubano o non mi aprono la porta in faccia). Idem per i mezzi, la moto o la macchina.
    Il Bike Sharing in questo senso non aggiunge niente all’utilità o al piacere d’uso di una bici, ergo non l’incentiva per niente.
    .
    Andare in bici per fare del bene alla collettività è una questione di scelta individuale. Ma questo non aggiunge nulla a sostegno della tua opinione rispetto agli altri cittadini, che siano in sedia a rotelle o sul suv.
    Lo stesso, non vedo perché la collettività dovrebbe avere diritto alla bici “statale”. Lo stato deve fornire quei servizi che l’individuo non può organizzare da se, come le piste ciclabili appunto. O far rispettare le leggi.
    .
    Quanto al vittimismo ringhio-rancoroso che se la prende con i ciclisti… non so a chi ti riferisci, io non me la prendo certo con i ciclisti (di cui a volte faccio parte), ma con chi spreca i soldi pubblici (lo spreco è il 1° inquinamento).
    I tuoi post, che apprezzo per lo stile pittoresco e la prosopopea, mi sembrano ringhiosi verso alcuni tanto quanto quelli di Mauriziosat.

  • Profilo di Traveller

    Traveller

    28 mag 2009 - 14:40 - #19
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    @ Caco fabrizio: hai proprio ragione, chi va in auto dovrebbe rinunciarci (anche alla proprietà) e usare solo mezzi pubblici e biciclette. Sarebbe la volta buona che avremmo il biglietto degli autobus a 4 € e quello della metro a 7!! Senza contare che sarebbe la volta buona che avremmo finalmente la tassa di circolazione anche sulle bici. Come siamo cretini noi automobilisti…
    PS alla fandonia che si possano fare 18 km a pedali in una città come Roma non crederò mai (O meglio: ci crederò quando il marxismo vincerà sul sistema liberaldemocratico occidentale e quando l’anarchia si dimostrerà un sistema politico equo)
    Chiedo umilmente scusa a tutti gli altri per l’ OT e la provocazione, ma Caco fa di tutto per far imbestialire chi non soffre di pensiero unico verdista.

  • caiofabricius

    28 mag 2009 - 15:50 - #20
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    Sullo scarso peso che ritengo abbia Bike sharing nell’evoluzione dell’uso della bici in città mi sembrava di averti già risposto , cmq ripetita …

    “Da sempre tiepido con il Bike sharing che ho sempre visto come un cavallo di Troia delle società di pubblicità per portare monnezza marchettara anche nelle divine e giustamente fino ad oggi proibite piazze di Roma con la falsa immagine trendii dell’ecooologggggia .
    In ogni caso, dopo il successo di Parigi, sarebbe assurdo non cogliere questa possibile opportunità di estendere la utilissima mobilità alternativa.
    Ma non è certo un nolo, altrimenti sarebbe veramente concorrenza sleale, e che io sappia (e almeno a Roma era così) se è vero che la prima mezzora è gratis (per favorire l’intermodalità nel pendolarismo) ma poi aumenta notevolmente (e giustamente)”

    Per il resto non capisco, sinceramente e me ne dispiace, pensavo di aver espresso concetti fin troppo banali relativi ai diritti e doveri e alla proporzionalità degli stessi, ma appunto , non c’è peggior sordo….

    Alla bruta pantera minacciosa (mama che paura) ricordo che intere generazioni solo qualche decennio fa usavano spostarsi a piedi e in bici per molti più dei 18 km che umilmente e senza drammi e crisi isteriche di bamboccio faccio da molti anni in una città come Roma, proprio perchè con scarse salite per l’80% del suo territorio. Qualsiasi persona da 8 a 80 anni può fare molto di più senza particolare allenamento.

    Fino a ieri il pensiero unico era tutt’altro: il dio mercato, l’unico valore adorato di ex-liberali con i bei risultati sotto gli occhi del mondo che va un pò più in là del proprio comodo cortile con il feticcio parcheggiato. Il marxsismo ha sicuramente fallito, ma ha attenuato l’arroganza di tanti potenti e alla fine fatto ragionare tante persone, che certo non è la soluzione, ma almeno il famoso aiutino.

  • ritanna

    28 mag 2009 - 18:25 - #21
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    X caiofabricius

    Giustissimo tutto ciò che dici. A chi pensa di offendere dando del verdista, risponderei: meglio “verdista” biciclettaro, che “suvista”!

    (Ho moltissimi amici come caiof che si muovono per Roma solo in bicicletta, percorrendo tantissimi chilometri per andare e tornare dal lavoro)

  • caiofabricius

    28 mag 2009 - 20:13 - #22
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    Grazie cara Ritanna ! l E’ vero, la mia relativa solitudine in questi ultimi anni è andata colmandosi di belle persone che sempre di più incontro in bici , la maggior parte belle mamme forti, solari e sorridenti. Non so se ce la faremo, ma averci provato è stato molto bello e formativo. Daje !

  • Profilo di Mago16

    Mago16

    28 mag 2009 - 21:18 - #23
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    Sono uguali a quelle del Bicing di Barcellona (Spain).
    Io ci vivevo lì e devo dire che erano veramente comode!

  • Profilo di Traveller

    Traveller

    28 mag 2009 - 22:51 - #24
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    @ ritala: dolente di deluderti, ma non ho un suv. Ho una più modesta mini berlina che non supera i 3500 mm complessivi di lunghezza, nè i 1100 cc di cilindrata (se potessi permettermi un suv rinuncerei all’ auto di propietà, prenderei la tessera del car sharing e in città mi farei trasportare comodamente spaparanzato in taxi.)
    @ caco: finalmente il pomodoro è maturato e così da verde è diventato rosso. Naturalmente non ne ho mai dubitato, così come non ho mai dubitato che il forte livore anti auto sia di natura squisitamente politica e che l’amore verso l’ambiente non c’entri “un beneamato”, come diceva la buonanima del tuo concittadino Gianfranco Funari.
    Comunque faccio notare due particolari alla tua animuccia erudita:
    A) io mi sono registrato, dandomi un minore anonimato permettendo così agli altri di mandarmi il punteggio sottozero e di leggere tutti i miei commenti. Cosa che tu dall’alto della tua scienza infusa, nonchè depositario della verità rivelata ti sei ben guardato dal fare.
    B)Sotto il marxismo (dittatura feroce, alla pari di quelle sudamericane del decennio ‘70 del secolo scorso: è sempre opportuno ricordarlo a chi soffre di memoria corta, problema particolarmente diffuso tra gli italiani) il libero pensiero era paragonato alla schizzofrenia e lo spirito critico punito col manicomio criminale.
    Nel sistema liberaldemocratico, che sembra incontrare tanto il tuo disgusto, se un governo va contro la volontà dei cittadini finisce col perdere tranquillamente il cadreghino. E mi sembra necessario ricordare che un partito presente dal 1986 nel patrio parlamento, perfettamente sintonizzato sulle tue idee, assolutamente convinto che l’automobilismo sia un vizio da estirpare, un capriccio di cui fare tranquillamente a meno, non sieda più sugli scranni nazionali e abbia ottime possibilità di replicare tale giusto risultato anche alle imminenti elezioni europee.
    C) Le generazioni di cui ti rammarichi di non fare più parte erano solite morire (anche di stenti) prima delle attuali, nonchè sottoposte al rischio di non sopravvivere a una banale infezione che oggi può essere debellata da un comune antibiotico.
    E’ veramente un peccato che tu non sia nato qualche decennio prima…

  • caiofabricius

    29 mag 2009 - 00:30 - #25
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    poraccio

  • Profilo di Traveller

    Traveller

    29 mag 2009 - 17:45 - #26
    0 punti
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    caio: prrrrrrrrr!!!

  • bikeshare

    01 giu 2009 - 20:50 - #27
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    Per gli iscritti a facebook segnalo il gruppo dedicato al bike sharing a Roma .
    Il nome è appunto Bike Sharing Roma

  • Daryus

    30 giu 2009 - 09:57 - #28
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    Up Down

    0,50 euro per mezz’ora è un furto, non un incentivo.
    Credo che un vero progresso richieda il superamento del concetto di automobile. Non è un’idea di destra o sinistra, è un principio di civiltà e qualità della vita. Viaggio in tutto il mondo per lavoro, e ho notato come nelle città dove si vive meglio (Stoccolma, Oslo, Amsterdam, Seattle, Portland) si usa sempre meno l’auto privata e sempre più biciclette, segway, car-pooling ecc. A Seattle gli autobus hanno il porta-bici: l’utente pendolare arriva in bici alla fermata, la carica sul porta bici del bus e durante il tragitto può lavorare (i bus hanno il wi-fi gratis!). Ad Oslo vale lo stesso sui treni.
    Devo constatare che Roma, con le vie intasate di automobili (il 99% delle quali con una sola persona a bordo), l’aria irrespirabile per lo smog, i palazzi incrostati di residui dei fumi di scarico, è purtroppo più vicina a realtà di arretratezza come Il Cairo o Calcutta.
    Roma è forse ancora la città più bella del mondo, ma la sua bellezza è la vestigia di una gloria passata (dagli antichi romani al rinascimento). Ora siamo un paese in declino, un declino culturale. La difesa dell’automobile che leggo su alcuni interventi dimostra che siamo indietro, anche culturalmente. L’automobile è e rimarrà un mezzo valido per gli spostamenti extra-città, ma per la mobilità urbana andava bene cent’anni fa.