
Ogni italiano ha bisogno di un’area pari ad oltre sei campi di calcio, una superficie di 4,76 ettari, per produrre le risorse che consuma e assorbire i rifiuti che genera. Il dato viene da un rapporto del Barilla Center for Food and Nutrition, presentato in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente che si celebra oggi.
L’impronta ecologica (ecological footprint), è un indicatore del territorio biologicamente produttivo usato da ciascuno per produrre le risorse che consuma e assorbire i rifiuti che genera. L’Italia, secondo il rapporto, si trova al 24esimo posto della classifica mondiale, per quanto riguarda l’impronta ecologica pro capite.
Ai primi posti si trovano Emirati Arabi e Stati Uniti, ma tra i primi 15 classificati ci sono anche alcuni paesi europei, come Danimarca, Norvegia e Spagna.
Secondo la ricercatrice Barbara Buchner, dell’International Energy Agency (Iea) di Parigi:
Oggi il consumo di risorse nel mondo e’ superiore al 130% della capacità globale della Terra. Questo significa che l’umanità avrebbe bisogno di 1,3 volte il pianeta per sostenere i propri consumi e assorbire i propri rifiuti. Secondo le attuali stime, nel 2050 i pianeti necessari sarebbero più di due.
Via | Barilla Center for Food and Nutrition
Foto | Flickr
gbettanini
05 giu 2009 - 17:34 - #1Dando per scontato che ‘impronta ecologica’è un nonsense da molti punti di vista volevo capire una cosa…..
Come rientra il consumo di energia nell’impronta ecologica? Nel senso… visto che utilizziamo quasi esclusivamente fonti fossili queste sono ad impronta zero?
Quindi è giusto dire che se mangio una bistecca questo ha un’impronta ecologica di (diciamo) 50mq mentre se invece compro un’auto nuova e ci faccio 50.000 km l’impronta è zero?