
L’Italia è tra i leader mondiali nella produzione di energia dal vento. Nel 2008, con 3mila 750 Mega Watt di potenza, il nostro paese ha raggiunto la sesta posizione mondiale come produttore dall’eolico. I dati, forniti dall’Associazione nazionale energia del vento (Anev), oltre che da un recente studio della Bocconi per il Gestore dei servizi elettrici (Gse), sono stati diffusi in occasione della giornata mondiale del vento che si celebra oggi.
I numeri dell’eolico, a livello mondiale parlano chiaro. Sono circa 200mila gli occupati in questo settore, con un fatturato annuo mondiale che si aggira intorno ai 18 miliardi di euro (dato riferito al 2007). La crescita a livello globale, negli ultimi 10 anni, è stata del 30%, e l’Europa è continente leader nella produzione, con il 65% della capacità installata e la presenza dei principali produttori di turbine. Anche l’Italia ha fatto la sua parte.
La capacità installata nel nostro Paese è passata dai 1.100 MW del 2004 ai 3mila 750 MW nel 2008, dato che ci ha consentito di superare in produzione la Francia, che dall’eolico ottiene 3mila 400 MW di potenza all’anno. Nonostante un continuo miglioramento, comunque, i dati della produzione italiana restano lontani dalla media di Paesi leader europei come Germania e Spagna. In Italia, le prime tre regioni per produzione eolica sono la Puglia, con 946 MW, la Sicilia, con 791 MW, e la Campania, con 688. Agli ultimi posti invece, con meno di 15 MW prodotti, ci sono la Liguria, il Lazio, l’Emilia-Romagna e l’ Umbria.
gbettanini
15 giu 2009 - 11:19 - #1Questi dati non sono molto corretti.
L’Italia è si il sesto paese come potenza eolica installata…. però se consideriamo l’energia prodotta non mantiene la posizione.
La Danimarca ha una potenza installata di circa 3100 MW contro i 3736 MW Italiani (DK è infatti solo nona in classifica) ma siccome lì c’è davvero un vento ottimale gli impianti danesi nel 2008 hanno prodotto circa 7000 GWh di energia contro i circa 6000 GWh degli impianti italiani, in Danimarca quindi gli impianti producono ben il 40% in più rispetto all’Italia.
Quindi, ‘potenza installata’ è una cosa… ‘produzione eolica’ è un’altra cosa i MW sono installati e non sono ‘prodotti’ come erroneamente scritto in questo affrettato articolo.
marco crestani
15 giu 2009 - 11:45 - #2Creare impresa con la Città di Milano. Il supporto del Comune, l’esperienza degli imprenditori, si terrà martedì 23 giugno dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso l’Acquario civico di Milano - Sala Vitman, Viale G.Gadio 2 - Milano (MM2 LANZA),
L’incontro presenterà alcune iniziative del Comune di Milano – Assessorato Ricerca, Innovazione e Capitale Umano – a favore dello sviluppo economico del territorio: “Scouting ICT” - un progetto per presentare al mercato finanziario e imprenditoriale le migliore idee high tech elaborate dalle università, centri di ricerca e aziende milanesi - e la nuova “Rete degli incubatori della Città di Milano” volta a sostenere la nascita di imprese ad alta tecnologia.
Durante l’incontro, verranno premiati i tre vincitori di Scouting ICT e sarà possibile dialogare direttamente con rappresentati di istituzioni e con imprenditori di successo.
Entrambe le iniziative sono realizzate in collaborazione con il centro di trasferimento tecnologico Alintec (www.alintec.it).
La partecipazione all’evento è gratuita fino ad esaurimento posti.
E’ possibile registrarsi all’incontro visitando il sito: www.scoutingict.it
Paolo Marani
15 giu 2009 - 12:00 - #3Pensare che tutta la produzione eolica italiana è equiparabile a una centrale turbogas di medio-piccole dimensioni, mi rattrista assai. 3.7GW sono una potenza assolutamente ridicola, dovremmo averne almeno 10 volte tanto per coprire una fetta di un 10-15% del fabbisogno nazionale. La produzione elettrica si misura in GWh, non in GW, altrimenti occorre mettere in conto le ore equivalenti di funzionamento all’anno a pieno regime, e si scopre sia per l’eolico che il fotovoltaico una produttività ancora assai bassa alle nostre latitudini. Non lanciamo false speranze, con le fonti rinnovabili siamo ancora MOLTO MOLTO indietro, se andiamo avanti così occorreranno 50 anni per arrivare a soddisfare i consumi attuali, anche con gli attuali ritmi di crescita. Forse sono i consumi attuali ad essere sbagliati, se dimezzassero allora si che le fonti alternative potrebbero dare un contributo davvero significativo.
Attilone
15 giu 2009 - 12:54 - #4Nel nostro paese bisognerebbe puntare sul solare termodinamico al Sud, non siamo un paese molto ventoso purtroppo ma di sole ne abbiamo in abbondanza.
Il solare termodinamico e’ una cosa che esiste da decenni, paradossalmente questo e’ proprio il suo svantaggio, difatti la “gente” vuole le novita’ a tutti i costi anche se cio’ che esiste gia’ funziona da Dio, e allora ecco la supercopertura di argomenti quali il fotovoltaico e l’eolico (anche questo e’ vecchiotto ma ormai e’ diventato un must).
Mauriziosat.8
15 giu 2009 - 15:21 - #5lo hanno già provato , IL TERMODINAMICO
HA FALLITO ………….e Rubbia è dovuto emigrare in spagna
.
se una cosa non è vantaggiosa……………SI ABBANDONA.
non è che ci si deve inutilmente ACCANIRE.solo perchè fa FIGHETTO.
_FoX_
15 giu 2009 - 15:36 - #6Veramente non ci hanno gia’ provato proprio per nulla:
http://www.enea.it/com/solar/linee/fasi.html
E Rubbia e’ andato in spagna per altri motivi.
Mauriziosat.8
15 giu 2009 - 17:32 - #7come no
.
2004
* Messa in esercizio dell’impianto Prova Collettori Solari (PCS) presso il Centro Ricerche ENEA della Casaccia ed inizio campagna di prove sperimentali sui primi prototipi di collettori solari, pannelli riflettenti e tubi ricevitori
_FoX_
15 giu 2009 - 17:47 - #8Si certo.. Quale parte di “prove sperimentali sui primi prototipi” il tuo cervello non e’ in grado di elaborare? Parliamo di porzioni di un impianto messe in test per verificarne sperimentalmente funzionalita’ e caratteristiche.
Attilone
15 giu 2009 - 22:17 - #9Beh veramente Solar One e’ in funzione da 25 anni negli Stati Uniti, purtroppo negli anni ‘80 il prezzo del petrolio calo’ parecchio facendo perdere interesse alla faccenda.
Ora l’interesse e’ ritornato…
Pero’ esistono svariati utilizzi del solare, ad esempio sempre negli States esiste il progetto di una turbogas con il preriscaldo dell’aria tramite energia solare, il rendimento dovrebbe aumentare molto significativamente dato che si evitano perdite entropiche significative in combustione.
_FoX_
15 giu 2009 - 22:48 - #10@attilone.. ma visto che ti piace la tecnologia dovresti sapere che Solar-One usa un fluido vettore diverso dalla centrale di rubbia (che poi secondo lui sarebbe tutta li’ l’innovazione).
Mauriziosat.8
16 giu 2009 - 00:19 - #11veramente AD UNA TURBOGAS ………………
il rendimento aumenta all’aumentare : della densità dell’aria
Ed una delle cose che rendono maggiormente è RAFFREDDARE L’ARIA A VALLE DEL COMPRESSORE proprio per aumentarne la densità.
.
comunque , il solare termodinamico di Rubbia ……FUNZIONA
ma non è economicamente sostenibile.
non è concorrenziale con il gas
ne tantomeno con il carbone
FIGURATI COL NUCLEARE.
.
certo ………….vale almeno il doppio del fotovoltaico ………….ma stiamo veramente scadendo nel ridicolo.
hesperius
16 giu 2009 - 20:13 - #12@ esatto gbettanini una cosa è la potenza installata un’altra è quella prodotta, anche per le centrali nucleari è così.