
I pannelli solari sono un’invenzione fantastica, che produce energia senza inquinare, finché il sole splende. Ma l’energia del sole, da sola, non può fornire energia su richiesta, soprattutto in giornate senza sole o a comunità autonome che vivono lontano dai cavi di allacciamento all’energia elettrica, necessaria quando il sole non c’è. Per questo è stato realizzato il primo impianto ibrido, che sarà messo in funzione il 24 giugno a Yavne, in Israele.
Il primo impianto ibrido al mondo alimenterà il Kibbutz di Sammar, riuscendo ad alimentare autonomamente l’equivalente di 70 abitazioni per 24 ore al giorno per 7 giorni. I pannelli solari sono collegati ad una turbina, alimentata - quando occorre - a biodiesel o a gas naturale, per avere sempre a disposizione l’energia necessaria.
Aora Solar è il primo prototipo di impianto ibrido, pensato e realizzato per fornire energia e rendere autonome comunità isolate, ma che potrebbe trovare largo uso anche per fornire energia a fabbriche e fattorie.
via | Inhabitat
ecofan
16 giu 2009 - 10:10 - #1ma se stanno realizzando il sistema con il serbatoio di calore a 300gradi di sali fusi..
allora è già “ibrido” il progetto che credo si chiami archimede che allaccia il solare a concentrazione alla turbogas
ecofan
16 giu 2009 - 11:32 - #2e comunque allo stato attuale conviene installare i pannelli solari termici sui tetti delle case e con il gas risparmiato si continua ad alimentare le turbogas
ardo
16 giu 2009 - 11:48 - #3Comunque lo trovo bellissimo!
Alter_EGO
16 giu 2009 - 14:05 - #4Scusami missunderstanding ma “I pannelli solari sono un’invenzione fantastica, che produce energia senza inquinare” è un’affermazione evidentemente frutto della passione, e ci sta, ma è anche sbagliata…
A me ne vengono in mente tre: CO2, forse solventi, sicuramente radiazioni infrarosse.
Una troppo breve ricerca sulla CO2 prodotta dalla creazione (estrazione trasporto materie prime), installazione e manutenzione dei pannelli non mi fornisce altre info che queste:
- http://live.pege.org/2007-intersolar/photovoltaic-co2.htm
Da quel che capisco si tratterebbe di 1kgCO2/Whpicco (immaginando una produzione di 40kWh in una vita di 25 anni?). Forse è trascurabile, francamente non lo so. Ma diciamolo che c’è.
- Non si parla di altro inquinamento, ma non conosco i processi di produzione dei pannelli quindi potrebbero prevedere anche l’uso di solventi.
- Inoltre l’inquimanento del pannello è anche l’infrarosso irradiato in atmosfera dalla superficie nera. L’amico effetto serra è meno potente se riduco l’immissione di CO2 nell’aria (che è ridotta, ma continua) ma irraggio calore con tanti grossi pannelli neri, o se fermo l’immissione di CO2 e produco energia con belle centrali bianche?
Proust
16 giu 2009 - 16:01 - #5Alter_EGO
purtroppo ad oggi, qualsiasi cosa venga prodotta e qualsiasi cosa venga trasportata ha assegnato di default una certa quantità di CO2 che il processo produttivo e il trasporto hanno “creato”, vale per tutto, dai pannelli solari alle magliette. non si scappa.
il pannello solare però è una di quelle cose che può invertire la tendenza: se l’azienda che produce pannelli trae la sua energia da pannelli la CO2 della quota parte del processo produttivo scompare, se il trasporto sarà fatto con mezzi elettrici caricati con la corrente fatta coi pannelli si elimina anche quello e così per tutto…
diciamo che è lo step di seconda generazione, fermarsi al “e ma adesso produco CO2 per fare il pannello quindi non lo faccio” è un po’ pessimistico, no? ;-)
bella domanda ecofan: che fine ha fatto Archimede? quello era davvero geniale ne metterei uno in giardino! :-D
Naturo
16 giu 2009 - 16:15 - #6boiata
o trovi il modo di non inquinare o non fai sti ibridi inutili
Alter_EGO
16 giu 2009 - 17:30 - #7@ Proust
Sono assolutamente d’accordo. Infatti muovo dalle stesse posizioni per criticare non tanto i pannelli (anche quelli, ma non stavolta :D), quanto una definizione irrealistica di missunderstanding. Non c’è niente di male a dire le cose come stanno, no?
Poi capisco la tua posizione, può essere che io sia pessimista. Del resto la previsione di convertire tutto a solare (+ eolico) mi sembra idealista!=P
Non mi pare realistico immaginare una fonderia o una nave che funzionano col solare. Né posso ignorare che, per non doversi interrompere quando ci fosse un problema meteo, nave e fonderia DEVONO avere un Back-up.
Cioè, andando di fantasia pura ce la faccio, ma devo confessare che idealmente suppongo si potrà prima o poi avere qualche forma di teletrasporto, magari anche per l’energia. Cioè, fantasia pura! :)
gbettanini
16 giu 2009 - 18:10 - #8Comunque questo grande, complesso e costoso sistema produce la stessa energia (100 kWe e 170 KWt) di un sistema di cogenerazione grande quanto un’automobile…. non mi pare che abbia economicamente senso. Solo la manutenzione degli specchi costerà dcine di migliaia di $ all’anno.
Jabbawack
17 giu 2009 - 18:35 - #9@ Alter EGO: ho lavorato in una fonderia di ghisa dove hanno montato lungo tutto il lato della struttura pannelli fotovoltaici. Se passi sulla A4 all’altezza dopo Palazzolo non si può non vederlo. Ho parlato con i proprietari che mi hanno detto che in effetti quella distesa enorme di pannelli non è che una goccia nel mare per una fonderia pur non enorme. Nel vedere queste cose non si può non pensare che sia difficile alimentare tutto a fonti rinnovabili, per quanto sarebbe molto bello e spero che l’improbabilità di raggiungere il risultato assoluto non sia presa come ragione per non iniziare affatto.
Alter_EGO
17 giu 2009 - 20:58 - #10@ Jabbawack
Purtroppo non sempre riesco a farmi capire, ma io ho queste posizioni perché tengo all’ambiente. Se il settore siderurgico non potrà mai realisticamente andare a fotovoltaico/eolico, perché sprecare tempo e risorse tentando? Di fatto si finirebbe solo a mantenere lo status quo.
Inoltre mi sta intrippando sempre di più il problema della radiazione infrarossa del fotovoltaico e gli effetti che può avere sull’effetto serra. Insomma, le buone intenzioni lastricano la via per l’inferno…
Jappo87
18 giu 2009 - 03:39 - #11Come come come?
Alter_EGO potrestri postare qualche link? sarei curioso anche io di leggere qualcosa al riguardo…
Grazie infinite.
-Jappo-
Alter_EGO
18 giu 2009 - 09:17 - #12Ah non ho ancora trovato niente, però mi sono chiesto: l’effetto serra atmosferico funziona bloccando l’infrarosso a largo spettro irradiato dal terreno; ipotizzando che il terreno nero (asfalto) irradi più del terreno normale, potrei pensare che dei pannelli neri irradino più del terreno normale. Allora il risparmio (presunto) di CO2 dei pannelli FV, è tale da compensare l’aumento di emissione di infrarossi del terreno?
Mi pare che questo discorso venisse fatto per i bianchi ghiacciai che si sciolgono, esponendo roccia scura… è solo un’idea, sto cercando di capire se è sciocca o nuova. Poiché è su un potenziale lato negativo del FV, non trovo niente facilmente. Ma ho cercato poco.