Giunto alla sua nona edizione, il Corso Euromediterraneo di Giornalismo Ambientale Laura Conti, si terrà per la prima volta in Liguria, presso il campus Universitario di Savona. Il corso è organizzato da La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, in partnership con il Programma Ambientale delle Nazioni Unite e l‘Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia.
Per quanto riguarda il giornalismo ambientale, il corso è uno dei migliori in Italia e, secondo i dati di Legambiente, almeno un terzo dei partecipanti avvia rapporti di lavoro al termine del corso. Il corso dura 7 settimana, da ottobre a dicembre, mette a disposizione borse di studio ed è aperto a giornalisti professionisti, pubblicisti, ma anche a laureati e diplomati interessati all’informazione ambientale.
Il corso ha due importanti momenti dedicati ad attività pratiche: due giornate dedicate al giornalismo radiofonico oltre a un laboratorio redazionale finalizzato alla pubblicazione di uno speciale de La Nuova Ecologia e il workshop finale di una settimana, in cui i partecipanti lavoreranno in una redazione per produrre servizi giornalistici sulle valenze naturali e sociali, le risorse, i problemi e le opportunità di sviluppo dell’area ambientale. Per chi fosse interessato, le iscrizioni sono aperte fino al 18 luglio.
Foto | Flickr
gbettanini
16 giu 2009 - 11:27 - #1La cosa che manca ai giornalisti ambientali è uno straccio di background scientifico. Quindi speriamo che nelle 7 settimane di corso qualcuno sia in grado di spiegare almeno queste cose:
Risorse energetiche, produzione di energia, la differenza tra kW e kWh e cos’è la radioattività. Cose semplici ma fondamentali per un giornalista che si debba occupare di queste cose. Per ora su questi argomenti sui giornali si leggono quasi sempre strafalcioni.
Alter_EGO
16 giu 2009 - 11:53 - #2Credo che il giornalismo italiano (ambientale e non) richieda soprattutto abilità quali:
uso del copia-incolla, uso del traduttore automatico, osservazione della BBC e CNN, iscrizione ai comunicati stampa/politici, iscrizione alle agenzie di news e aggregatori tipo Google News.
Forse prima di un corso di giornalismo ambientale (di per se un’ottima idea) servirebbe eliminare gli ordini professionali e imparare ad apprezzare argomenti quali: verifica delle fonti, indagine, obiettività.
Addirittura questa critica (che cercherò di ricordare anche come autocritica) può essere estesa a certe riviste scientifiche che sostengono di fare peer-review, quando non è vero. Lo dimostra questo stupendo scherzo:
http://scholarlykitchen.sspnet.org/2009/06/10/nonsense-for-dollars/
Francesca
31 ott 2009 - 02:38 - #3in risposta a gbettanini, non tutti coloro che fanno parte al corso partono da basi giornalistiche, ci sono anche coloro che partono da basi scientifiche…..un esempio?Io ^__^