Mentre tutti i paesi civili, Stati Uniti in testa, investono sulla ricerca nel tentativo di uscire dalla crisi, il Governo italiano sembra aver intenzione di tagliare sempre più il già misero 1,1 % del Pil che ogni anno viene assegnato a questo fondamentale comparto.
I primi a farne le spese saranno ricercatori precari come quelli dell’Ispra (Istituto per la Protezione e la Ricerca Ambientale), istituto frettolosamente fondato l’anno scorso dalla fusione dei tre enti ambientali preesistenti, vigilati dal Ministro dell’Ambiente.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere risposte alla Ministro Stefania Prestigiacomo, i precari hanno presentato ieri il cortometraggio autoprodotto dal titolo “Non Sparate alla Ricerca”, accompagnato da una raccolta di firme accessibile sul web a tutti i cittadini. Di seguito, il testo dei precari che accompagna il video e spiega la loro situazione.
I precari dell’Ispra vogliono fermare il licenziamento di 430 loro colleghi previsto tra giugno e dicembre, già annunciato dalla struttura commissariale che gestisce l’Istituto. Fino all’anno scorso, esistevano due Enti pubblici di Ricerca: l’Icram, unico Ente pubblico ad occuparsi di mare, in un Paese con 8mila Km di coste, e l’Infs, l’Istituto nazionale Fauna selvatica. Esisteva poi un’Agenzia governativa per l’Ambiente, l’Apat, che si occupava di Protezione Ambientale: ognuno dei tre soggetti aveva un’identità forte e competenze tecnico-scientifiche di grande livello, ma fondamentalmente diverse tra loro.
Ad Agosto 2008, il Governo li ha fusi in un’unica entità, creando l’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale (Ispra). Da quel momento, tutte le procedure economico-amministrative che erano state ritagliate su misura per le varie attività dei tre ex enti sono state sostituite con procedure arcaiche e farraginose, assolutamente non idonee allo svolgimento delle attività di ricerca.
Ora, sono 200 le persone che il 30 giugno vedranno i loro contratti non rinnovati, e da qui alla fine dell’anno si arriverà al licenziamento di 430 unità pari a più di un terzo del personale Ispra. I precari chiedono chiarezza e garanzie sul proprio futuro, come su quello della tutela dell’ambiente in Italia.
Via | Non Sparate Alla Ricerca
MarkUp
19 giu 2009 - 19:43 - #1Ne faccio un commento su PENSIERI LATERALI
http://www.up-comunicazione.com/pensierilaterali/2009/06/19/un-paese-senza-una-visione-del-futuro/
Mauriziosat.8
19 giu 2009 - 20:09 - #2MA TROVARSI UN LAVORO VERO??????????????????
sempre a piangere e succhiare la tettarella statale .
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ma andate a zappare la terra,
i tunisini il lavoro lo trovano …………ANCHE QUELLI LAUREATI .
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invece questi bamboccioni hanno la puzza sotto al naso
ed a prendere in mano uno scopettone ……..si sentono umiliati.
raffa
19 giu 2009 - 20:59 - #3ciao Maurizio
perchè non vieni alle nostre assemblee una volta? così ci spieghi perchè dovremmo andare a zappare la terra. personalmente io ho sempre fatto qualsiasi tipo di lavoro dalla cameriera alla lavapiatti alla segretaria, ho anche scaricato merce dai camion da laureata. Non ci trovo nulla di male qualsiasi lavoro va fatto con dignità, se ti interessa ho anche lavato i cessi sempre da laureata. Comunque parliamone invece che lanciare insulti su chi neanche conosci.
ciao
raffaella
Vero Passatore
19 giu 2009 - 21:27 - #4Per raffa: Non pensate di poter imbastire un qualsiasi discorso serio con certi provocatori. Essi sono in rete solo perchè qualcuno ha sciolto loro il guinzaglio e perchè gli hanno ordinato di interferire sulla volontà delle persone civili di instaurare un dialogo. Pertanto ogni provocazione di certi burattini devono essere sistematicamente ignorati. Ciò è un appello a tutti coloro che sperano che un forum o una piazza virtuale, possa forse cambiare qualche cosa. Saluti.
Mauriziosat.8
19 giu 2009 - 21:44 - #5non sono insulti
IO prima del mio lavoro attuale
ho fatto :
il cameriere
l’aiuto cuoco
il giardiniere
ho lavato i cessi ………
ho fatto l’imbianchino
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OGNI VOLTA AVEVO UN CONTRATTINO A TERMINE
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sono tutte cose che servono a diventare ADULTO
la maggior parte di questi che si lagnano di essere precari
NON HA IDEA DI COSA SIGNIFICHI LAVORARE.
PARE CHE TUTTO GLI SIA DOVUTO……….PER GRAZIA RICEVUTA.
guagnelz
20 giu 2009 - 10:29 - #6Cosa c’entrano i lavori suddetti con la ricerca?
Qui si sta parlando di ricercatori, il problema è che chi vuole fare ricerca deve andare fuori dall’Italia. Con questo governo sempre più e i più plaudono a questo vuoto di lungimiranza. Va bene, siamo in tvcrazia, però non lamentiamoci se poi siamo ultimi nelle classifiche ocse, è giusto così.
Rick_rm
20 giu 2009 - 11:23 - #7Ciao Maurizio,
forse la realtà dei precari dell’Ispra e di altri ricercatori non la conosci molto bene. Questi ragazzi, correttamente dovrei dire Uomini e Donne, essendo anche persone che hanno oltre 40 anni, qualcuno con dei figli a carico ecc. lavorano per il loro ente da molti anni ( persino 9-10 se no più) OGNI VOLTA CON CONTRATTI A TERMINE (tra cui Co.CO.Co. o Co.Co.Pro che ti ricordo non forniscono tutte le tutele nel caso di maternità leggi http://www.arealavoro.org/maternita-e-cocopro.htm). Dunque sono diventati ADULTI.
E come è capitato a te, a questi ricercatori, alle milioni di persone in italia che hanno varie forme contrattuali senza tutele e tutti quelli che fanno stage all’infinito sono diventati ADULTI vivendo in condizioni di perenne ricattabilità, senza libertà (intesa come potere di scelta ed indipendenza economica), senza nobiltà e con come unico ammoritatore sociale la famiglia di origine. Ti ricordo che tutti questi precari e lavoratori atipici pagano il 43% di tasse e anche loro contribuiscono al PIL nazionale necessario per costruire strade, ospedali ecc. L’articolo 1 della costituzione della repubblica italiana cita “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.” e l’articolo 4 ribadisce “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” (http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm). Dunque gli ADULTI dell’Ispra stanno combattendo per il loro lavoro, cercando di continuare a garantire il progresso ambientale dell’Italia e con il loro lavoro di salvaguardare il nostro paese.
Non levare loro un diritto e rivolgi la tua rabbia e disprezzo a coloro che non contribuiscono al PIL nazionale, usufruendo dei servizi e non pagandone il prezzo.
In bocca al lupo a te e ai ragazzi dell’Ispra
Riccardo
p.s. per tua info io non sono un precario ma un cittadino italiano a cui dispiace vedere quest’italia che “stupra” i propri ragazzi e la loro conoscenza, lasciandoli poi morire di fame. Un padre deve curare i figli perchè sono la certezza del futuro anche di una nazione.
Mauriziosat.8
20 giu 2009 - 11:37 - #8AHAHAHAHAHAHAH
povero ingenuo
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il 90% di quelli che amano chiamarsi RICERCATORI……..sono solo …….
GALOPPINI DEL BARONE DI TURNO .
assistenti universitari , incapaci di trovar occupazione
e semplici MILLANTATORI.
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che poi sono sempre in piazza a lagnarsi .
LA RICERCA ……………NON HA NULLA A CHE VEDERE CON QUESTI FIGURI.
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la ricerca è un’altra cosa.
Mauriziosat.8
20 giu 2009 - 11:41 - #9tra le altre cose
GLI ITALIANI , quelli veri , ne hanno le scatole piene della gente che si lagna di non avere un posto fisso .
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I NOSTRI GENITORI HANNO RICOSTRUITO L’ITALIA , DOPO LA GUERRA.
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NESSUNO DI LORO AVEVA UN POSTO FISSO …………tranne gli statali.
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il posto fisso NON E’ un diritto …………….ma solo una forma di impiego.
Rick_rm
20 giu 2009 - 17:29 - #10Capisco che il posto fisso non è l’unica forma di impiego, ma per il sistema Italia è l’unico che da garanzie….
Da noi non esiste un vero sistema di mobilità, che offre opportunità lavorative reali, non esiste un sistema di credito per chi non ha un posto fisso…. ripeto arrivare a 40 anni ed avere un genitore con la sua pensione che garantisce per te quando acquisti casa, una vettura ecc non è dignità.
Ti invito inoltre ad illuminarci su cosa significa ricerca e chi sono i ricercatori degni di questo nome.
Mauriziosat.8
20 giu 2009 - 22:40 - #11ATTENZIONE
non è un problema di lessico .
è un problema di MILLANTATO
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il 90% di quelli che millantano di essere “ricercatori” sono solo …….leccaculo del professore anziano.
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non devo insegnarti io la differenza.
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PS ………..non serve l’appoggio di un genitore per comprare un’auto .
UNA PUNTO USATA ,VIENE MENO DI 3000€
se a 40 anni non hai 3000€ da parte …………………sei proprio un fallito.
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ma se vuoi fare lo sborone comprandoti la golf nuova……….è tutta un’altra storia
e la colpa non è certo del sistema .