
Dopo il ciclobarometro ecco un altro contatore particolare, solo che in questo caso non si vince niente, anzi, si perde. Da qualche giorno a New York è in funzione un mega contatore della CO2 e dei gas serra presenti in atmosfera. Più il numero aumenta, più siamo spacciati (oppure no, dipende se fate parte di quel -piccolo- gruppo di persone che non credono che i cambiamenti climatici dipendano dalla CO2 antropogenica).
I dati esposti arrivano in tempo reale dal Massachussets Institute of Technology, e prendono in considerazione i 24 gas serra considerati dal protocollo di Kyoto ed espressi in CO2 equivalente. Il numero che si vede nella foto (non riesco nemmeno a scriverlo) sono le tonnellate metriche attuali, pare che quel numero aumenterà di due miliardi di tonnellate metriche al mese…
L’iniziativa è promossa dalla Deutsche Bank, con la speranza che serva a sensibilizzare ulteriormente chiunque passi tra la 33^ Strada e la 4^ Avenue. Forse vedersi spiattellato in faccia quel numero servirà a qualcosa? E ovviamente il pannellone va a led e le emissioni causate dal suo funzionamento sono azzerate, altrimenti che senso avrebbe?
Via | redgreenandblue
gbettanini
22 giu 2009 - 11:16 - #1La Deutsche Bank ha in ballo 4 miliardi di dollari di investimenti riguardanti le dinamiche del cambiamento climatico… è tutto nel suo interesse far sì che ci sia la maggio sensibilizzazione possibile verso il problema in modo da poter giudare in tal senso sia gli investitori istituzionali che privati… guadagnandoci di conseguenza.
Alla fine è una bella operazione di marketing per far diventare il presunto AGW sempre più un nuovo prodotto da vendere…. ed il ‘parco buoi’ è ben intenzionato a comprarselo.
Lo scrivono nero su bianco nel loro comunicato stampa:
http://www.db.com/presse/en/content/press_releases_4525.htm
Marin
22 giu 2009 - 14:00 - #2esatto, e asai perché lo scrivo nero su bianco?
Perché non c’é nulla di male, come tu vorresti far intendere con il tuo commento.
Non c’é nulla di male a guadagnarci mentre si favorisce il benessere dell’umanità. La cosa negativa è guadagnarci a scapito dell’umanità, e ancora peggio è sostenere chi fa queste cose (come gli eco-scettici, alcuni dei quali ci fanno visita su questo blog).
gbettanini
22 giu 2009 - 19:12 - #3@Marin
Il punto è che abbiamo due idee molto diverse di cos’è il ‘bene’ per l’umanità :
Per te è evitare che la concentrazione di CO2 in atmosfera aumenti dello 0,001% e plaudi ad investimenti di miliardi di dollari in tecnologie discutibili per fare in modo che il tuo garage non sia minacciato entro l’anno 2100 da un estremamente improbabile aumento del livello del mare di 60 cm.
Per me il benessere dell’umanità è fare in modo che non avvenga questo sperpero di denaro scellerato quando OGGI milioni di persone muoiono di fame.
Questa è la motivazione etica fatta da me come uomo, poi ci sono le validissime motivazioni tecniche per le quali abbermo che il nucleare è di gran lunga più economico ed ecologico delle fonti rinnovabili (idro escluso) ed è l’unica via percorribile per ottenere un serio calo delle emissioni di CO2.
hesperius
23 giu 2009 - 09:47 - #4Un’altra volta devo ripetere che il nucleare è antieconomico e per nulla ecologico, e aggiungo, anche immorale:
http://www.youtube.com/watch?v=K4jVGYvrpGE&eurl=
A parte tutti gli altri gravi problemi che comporta a cui non viene data soluzione, neanche dai sostenitori del nucleare, è falso che col nucleare si abbatte il CO2
“- La centrale nucleare emette poco gas serra, ma il ciclo completo sì: dall’estrazione del
minerale, al suo arricchimento, fino allo smaltimento delle scorie e smantellamento finale della
centrale
- Sono state già chiuse 117 centrali nucleari, in media dopo 22 anni di vita; molte altre si stanno
esaurendo. Solo per mantenere lo stesso numero di 435 impianti attualmente in funzione
(ipotizzando una loro vita media di 40 anni) dovrebbero essere avviate, entro il 2015, 70 nuove
centrali (per un totale di 40mila MegaWatt): una ogni mese e mezzo! Poi, entro il 2025, se ne
dovrebbero avviare altre 192 (per 168mila MW): una ogni 18 giorni!
- Tutto questo per continuare a produrre solo il 6,5% dell’energia totale…
- l’ONU nel 2007 lo ha certificato, con il documento dei 3.000 scienziati dell’IPCC che studiano il riscaldamento globale:”Il nucleare non potrà fermare la febbre del pianeta”
- Spiega l’economista Rifkin:” Per avere una riduzione di gas serra bisognerebbe costruire una centrale nucleare ogni 10 giorni (35 all’anno) per i prossimi 60 anni. Così, con 2.000 nuove centrali nucleari, si fornirebbe il 20% dell’energia totale. C’è qualcuno, sano di mente, che pensa si potrebbe procedere a questo ritmo?”
- Nessuno dei top manager dell’energia crede, invece, che le centrali dismesse nei prossimi anni saranno rimpiazzate per più della metà: il trend mondiale del nucleare è verso il basso.” (Nucleare?un vicolo cieco di M.Boato)
gbettanini
23 giu 2009 - 11:15 - #5Guarda, sull’antieconomico posso essere d’accordo finchè si puo’ utilizzare il carbone, appena venisse accettata (ma non credo) una qualche ‘carbon tax’ non ci sarebbe modo di produrre energia più economico del nucleare… forse solo l’idroelettrico.
Il filmetto che hai postato è risibile e può impressionare qualche anima candida che non sa nulla di nucleare…. le centrali occidentali non hanno nulla a che fare con il nucleare militare.
Nel paradiso sovietico di Chernobyl la centrale, tecnicamente diversissima da quelle che si vogliono oggi costruire, veniva utilizzata per produrre plutonio da bomba…
Tu dici: “La centrale nucleare emette poco gas serra, ma il ciclo completo sì: dall’estrazione del minerale, al suo arricchimento, fino allo smaltimento delle scorie e smantellamento finale della centrale”
Quste affermazioni sono sostanzialmente basate sul lavoro di Van Leeuwen, un lavoro che è già stato giustamente spernacchiato un po’ dappertutto…
Poi:
-le centrali moderne hanno una vita media di 40-60 anni.
-per 40 GW bastano 30 reattori (quindi anche 7-8 centrali).
hesperius
23 giu 2009 - 17:34 - #6Qualsiasi persona di buon senso riesce a capire che una centrale nucleare è antieconomica per la complessità di tutto il ciclo e per l’attenzione alla sicurezza intrinseca e da pericoli esterni, lo può essere forse una centrale simile a Chernobyl (se non succede niente) ma nel computo non si calcola mai lo smantellamento della centrale (ad es. per lo smantellamento delle 20 centrali in GranBretagna è stato calcolato un costo di 93miliardi di Euro)e lo smaltimento delle scorie, basti pensare quanto si è speso in USA per trovare un sito adatto e “accettato dalla popolazione” per stoccare le scorie senza poi venirne a capo ecc.
L’antieconomicità è la ragione principale per cui gli Usa non costruiscono più centrali, e molte altre ragioni per cui in Europa c’è un sensato regresso del nucleare, ad es. la Germania ha un programma di graduale dismissione delle centrali, e così la Spagna, hanno rinunciato al nucleare l’Austria, l’Irlanda, la Polonia, non verranno sostituite quelle in Belgio,Olanda, non le hanno proprio la
Norvegia,Grecia,Danimarca, e del resto così è del parere l’Agenzia internazionale per l’energia che entro il 2030 dal 16% di energia nucleare bisognerebbe passare all’ 8,5%.
Il collegamento tra civile e militare purtroppo esiste, non per niente la Francia è al terzo posto nelle spese militari mondiali dopo USA e Cina, ricordi la force de frappe?e Mururoa?
“Ogni KWh prodotto da una centrale nucleare è responsabile delle emissioni in atmosfera di più di 100 grammi di CO2 in fase di estrazione/trattamento”.
Nella sola fase di estrazione poi, ma non ho dati, sembra che vi sia anche un notevole dispendio di acqua.
Quindi: emissione CO2 per estrazione, trasporto (sempre da “esotiche” località), e man mano che si abbassa la concentrazione di uranio per ovvia carenza dello stesso, aumenta il dispendio; arricchimento, strano ma vero è che occorre una centrale a carbone neanche piccola per questa fase (ironico no?),ritrattamento materiale esaurito; poi costruzione, smantellamento e gestione scorie. Un bel lavoro no?
gbettanini
24 giu 2009 - 00:31 - #7@Holger
Va bene, vediamo di capire quanto antieconomico è il nucleare:
Sai quanto costa una centrale nucleare nuova chiavi in mano come la EPR di Olkiluoto che ha una potenza installata pari a 1600 MW? Esagero…più o meno 5-6 miliardi di Euro, pronta a funzionare ed allacciata alla rete.
Ma sai quanta energia può produrre in 40 anni? Tanta, anzi tantissima. Se consideriamo il prezzo dell’energia elettrica in Italia pari a 0,1 euro/kWh in 40 anni la centrale può produrre energia per un valore di circa 45 Miliardi di Euro.
Ho inserito altre voci di costo al passivo che sono approssimate ma secondo i miei conti sostenzialmente corrette, comunque se mi fai vedere dei conti più corretti sarò felice di sostituirli.
Come vedi in fondo al post ho lasciato due voci interessanti al passivo a cui attribuire un costo per permetterti di dimostrare che la centrale è fuori mercato. Se credi puoi aggiungere altre voci di costo al passivo.
Un suggerimento…il caso dell’Inghilterra che indichi non fa testo perchè in mezzo ci sono impianti per il riprocessamento del combustibile e diversi reattori Magnox.
I prezzi e i costi per semplicità li consideriamo senza indicizzazione, ovvero prezzi 2009 moltiplicati per 40. Questo non dovrebbe essere un problema visto che, come dicono in molti, il nucleare è già oggi fuori mercato.
Quindi il nostro bilancio quarantennale di centrale tipo EPR 1,6 GW funzionante in Italia:
ATTIVO: 45 Mld (vendita energia)
PASSIVO_1: 6 Mld (costo centrale)
PASSIVO_2: 5 Mld (Costo combustibile U arricchito al 5% per 40 anni)
PASSIVO_3: 5 Mld (Costo O&M della centrale per 40 anni)
PASSIVO_4: X Mld (Costo smaltimento scorie prodotte in 40 anni)
PASSIVO_5: X Mld (Decommissioning centrale dopo 40 anni)
P.S. Dopo affrontiamo il discorso nucleare civile/militare e CO2 da nucleare… per incso due belle bufale.
gbettanini
24 giu 2009 - 00:32 - #8Pardon il messaggio precedente è dedicato ad Hesperius
hesperius
24 giu 2009 - 17:50 - #9Come si dice: la carta si lascia scrivere, ma ammettendo che “i tuoi conti” come li definisci tu siano corretti, forse invece di scrivere commenti su Ecoblog dovresti comunicare queste cose agli stati che stanno abbandonando il nucleare o che non lo vogliono proprio che forse non lo sanno, oppure conviene solo in Italia?
.
la dismissione delle centrali inglesi riguarda anche impianti per il riprocessamento del combustibile, perchè l’Italia il riprocessamento da chi se lo farebbe fare?
.
Come si fa a calcolare il costo dello “smaltimento” scorie se non esiste un metodo di smaltimento ma casomai di stoccaggio?
.
.
P.s. è tua abitudine dire bufala o mezza bufala, a me questo termine non piace perchè mi fai ricordare sempre i bufali morti e i vitelli a due teste nati dopo gli incidenti della centrale nucleare di Garigliano.
gbettanini
24 giu 2009 - 19:47 - #10@Hesperius
Tanto per chiarire….li definisco ‘miei conti’ perchè li ho fatti da me con attenzione e mi risultano corretti.
La tua domanda sul riprocessamento fa intuire che tu non abbia la minima idea di cosa si tratti: ti do un indizio… non è indispensabile farlo e non credo che in Italia si preveda di farlo.
Sarò più preciso per quanto riguarda lo smaltimento delle scorie: per ’smaltimento’ intendo lo scavare un buco profondo 500 m nella roccia e ’stoccarci’ in maniera definitiva le scorie prodotte.
Quella delle bufale morte a causa di radiazioni emesse dalla centrale del Garigliano è una fandonia grande come una casa, ho spiegato dettagliatamente la cosa su questo blog qualche mese fa, se cerchi trovi i miei commenti, comunque sei padronissimo di crederci, come hai dato per scontato senza sprecare 5 minuti a fare due conti che il nucleare in Italia sarebbe ‘in perdita’.
Un’ultima cosa, direi che fino a prova contaria o finchè non saltano fuori numeri che contaddicano i miei (difficile) sarebbe il caso di smettere di dire “il nucleare non conviene”, “il nucleare è fuori mercato” o parlare di “spaventosi costi per lo smaltimento delle scorie e per il decommissioning”, i costi per queste due ultime attività sono elevati, sono d’accordo ma considerando il valore dell’energia prodotta dalla cetrale nella sua vita utile di 40-60 anni sono piuttosto marginali e non certo tali da portare ‘fuori mercato’ l’investimento in una centrale nucleare.
alvisss
31 gen 2010 - 19:16 - #11Ancora persone che credono nell’effetto serra! Anche se esistesse il 98% dei gas serra sarebbe costituito da vapore acquo, e tra la minima parte di co2, il 96% sarebbe emesso dai mari!