Bologna: progetto pilota in carcere per lo smaltimento dei rifiuti Raee

pubblicato: mercoledì 24 giugno 2009 da Orangeskies in: Tecnologia Italia Rifiuti Persone


Parte lunedì prossimo nel carcere bolognese della “Dozza” il primo di tre laboratori in cui i detenuti saranno impiegati nel trattamento dei rifiuti elettrici ed elettronici, per favorirne il recupero e il riciclaggio. Si tratta del progetto “Rifiuti elettrici ed elettronici in carcere” che coinvolgerà a breve anche gli Istituti penitenziari di Forlì e di Ferrara e che è stato presentato ieri a Bologna.

I laboratori saranno opportunamente allestiti e attrezzati per lo smontaggio dei Raee ovvero quei rifiuti come lavastoviglie, lavatrici e computer che, se non opportunamente trattati, possono essere molto pericolosi per l’ambiente a causa delle sostanze che contengono, su tutte mercurio e piombo.

Tale attività all’inizio impegnerà complessivamente 10 detenuti per 30 ore alla settimana, con un’adeguata retribuzione e il concorso della contrattazione sindacale. Secondo l’assessore all’ambiente della Regione Emilia-Romagna, Lino Zanichelli:

Il progetto mette al centro persone in condizione di difficoltà, ma anche il corretto uso delle risorse naturali. Entrambi due grandi temi di civiltà e un esempio concreto di cosa significa fare sviluppo sostenibile, ovvero tenere insieme ambiente, economia e coesione sociale.

Frutto dell’iniziativa comunitaria Equal “Pegaso”, finanziata dalla regione con il Fondo Sociale Europeo, il cui obiettivo è l’inclusione socio-lavorativa delle fasce deboli, il progetto ha avuto una prima fase sperimentale tra la fine del 2007 e l’inizio del 2008.

Via | Regione Emilia-Romagna
Foto | Flickr

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Commenti dei lettori

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  • ML23

    24 giu 2009 - 19:18 - #1
    1 punto
    Up Down

    Bene, almeno fanno qualcosa.
    Pero’ solo 10 detenuti, e tutti gli altri?
    Comunque ottimo progetto… ma perchè non ci mettono i detenuti a fare la raccolta differenziata nelle piattaforme di selezione?
    Fossi un detenuto non sarebbe male piuttosto che fare nulla tutto il dì.

  • Profilo di bellaciao

    bellaciao

    24 giu 2009 - 22:06 - #2
    0 punti
    Up Down

    io ho lavorato in un centro dismissione raee.
    per chi sta al banco.. si tratta di aprire con una picca il monitor, bastano 4 colpi, differeenz le plastiche, strappare le schede, dividere i componenti con i guanti e poggiare il tubo catodico su di un nastro trasportatore.
    i pc invece si lavorano più con il trapano.
    è un lavoro molto ripetitivo (essenzialm è una catena di smontaggio). si respira polvere. si è esposti al rumore. è rischioso. se, per es, ti implode in faccia un tubo catodico e non hai occhiali di protezione, sei cieco. oltre che, molto probabilm, intossicato dalle polveri fluorescenti dello schermo. le mascherine usa e getta sono inutili.

    più volte mi sono sentito ripetere che il lavoro che svolgevo era più che un mestiere, era quasi una missione. ma mai da chi come me stava al banco.

    in conclusione. è un lavoro che non da nessun genere di formazione. non ti permette di tirar fuori o di scoprire nessuna, e ripeto nessuna capacità, o attitudine..
    in carcere credo si dovrebbero tentare progetti più adatti a chi ha bisogno di maturare esperienze lavorative che abbiano come scopo la formazione. penso all’artigianato, al lavorazione della terra con metotodi di agr biologica, per es.
    certo è un lavoro utile, ed è meglio che niente.

    gli faccio i miei auguri.

  • ML23

    25 giu 2009 - 14:25 - #3
    0 punti
    Up Down

    #2 appunto meglio che niente.
    ma, tu che hai lavorato a un centro dismissione RAEE, i materiali venivano effettivamente recuperati? Tutti i tipi di plastica?
    Metalli e vetro quasi sicuramente vanno a recupero ma la plastica non saprei.

  • Profilo di bellaciao

    bellaciao

    25 giu 2009 - 15:59 - #4
    0 punti
    Up Down

    si, vengono recuperati tutti i materiali. di pc, monitor, tv, stampanti, cavi..
    le plastiche di rivestimento, l’acciaio (anche le viti), le schede, dalle quali vengono separati metalli preziosi come il platino, i condensatori, le pile, il rame dei cavi. e poi il legno dei vecchi televisori, le valvole in vetro, etc. i tubi catodici vengono tagliati, vengono separati i diversi tipi di vetro, aspirate le polveri fluorescenti. viene recuperato tutto, o quasi.
    questi mat, una volta separati vengono spediti ai clienti (tipo germania..), quindi triturari e immagino ulteriormente separati.

    cmq ribadisco. secondo me ad un carcerato andrebbe data l’opportunità di imparare un mestiere.
    questi, una volta usciti, non avranno molto da poter spendere..
    poi oh’..

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