
Sulla scia di Tapped e dei documentari ecologici che segnaliamo su Ecoblog, vi parlo oggi di No Impact Man, un documentario sulla possibilità di una vita senza rifiuti, che uscirà a breve.
No Impact Man è Colin Beavan, che ha sperimentato un anno di vita a New York senza produrre rifiuti. Accanto a lui, la moglie e la figlia di 18 mesi, soggetti per i quali è stato molto più difficile passare ad uno stile di vita ecologico. Da Starbucks e Prada alla vita senza rifiuti, Michelle ha sperimentato su se stessa il passaggio ad uno stile di vita ecosostenibile, apprezzandone i vantaggi in una città dove lo spreco è all’ordine del giorno.
L’esperimento di una vita senza rifiuti, a impatto zero, senza emissioni, da cui Colin ha tratto un libro e il film, ha fatto sì che dopo un anno No Impact Man e la sua famiglia si sentissero felici e realizzati. La pellicola uscirà a breve in America, mentre in Italia dovremo aspettare qualche mese per vederlo sottotitolato. Intanto, potete ascoltare qui in un’intervista il parere di Laura Gabbert, regista e produttrice, che ne ha parlato al Sundance 2009.
gbettanini
02 lug 2009 - 10:31 - #1Uno stile di vita simile è sostenibile solo se ad operarlo sono in pochissimi… se una percentuale rilevante della popolazione attuasse i consigli del Sig.Beavan l’impatto sull’economia sarebbe rilevante e gli svantaggi causati da una diminuzione degli stipendi e dei servizi sarebbero maggiori dei ‘risparmi’ che il Sig.Beavan ottiene con la sua vita frugale.
Riassumendo: il modello funziona solo se si attua in pochissimi all’interno di una società normalmente consumistica.
Esempio pratico:
Se oggi a Milano uno di noi decidesse di mettersi a fare l’accattone potrebbe raccogliere circa 100€ al giorno e fare una vita dignitosa (povero in una società di ‘ricchi’).
Se la stessa cosa uno di noi la provasse a fare a Nuova Delhi se non muorisse di fame per strada nel giro di un mese potrebbe dirsi fortunato (povero in una società con tanti altri poveri).
Il risparmio e la riduzione degli sprechi vanno sicuramente incentivati ma prendere l’impatto zero (o anche impatto 50%) come modello realistico è pura fantasia.
Vhemt
02 lug 2009 - 10:57 - #2@gbettanini: beh certo, l’industrializzazione in occidente non è avvenuta dall’oggi al domani, è stato un lento processo di autodistruzione. Tornare indietro in brevissimo tempo sarebbe ancora più deleterio, perchè tutto il nostro sistema sociale si basa su esso.
Se invece il cambiamento avvenisse in maniera lenta e graduale, non succederebbe niente di catastrofico, il mondo cambierebbe e prenderebbe una direzione che avrebbe dovuto prendere dopo i primi anni di industrializzazione.
Il cambiamento porterebbe ad un nuovo stile sociale, lavori nuovi e recupero di attività artigianali o di addirittura dimenticate.
Forse a scapito del maledetto PIL!
Ricordiamoci che il PIL comprende anche tutti i medicinali che prendiamo per curare malattie dovute all’inquinamento o a stili di vita poco sani.
tanaka
02 lug 2009 - 11:58 - #3Sottoscrivo quel che dice gBettanini.
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@Vhemt: ok, il PIL è un indice estremamente grossolano in quel senso, comprendendo, per citare anch’io un esempio, la benzina bruciata dal motore mentre si sta fermi in coda con la macchina, però ha sua valenza, non esageriamo.
Non so come prendere i tuoi riferimenti a “industrializzazione”, “attività artigianali”, “attività dimenticate”: uno resta un po’ attonito. Dovresti esser più specifico, che così l’impressione è che vorresti, o quasi, una società di 2 secoli fa.
Che effettivamente inquinava meno, però…
“Autodistruzione” poi è veramente forte, manco si fosse fermata qualitativamente, aumentando solo quantitativamente, ai tempi di Charles Dickens
gbettanini
02 lug 2009 - 13:29 - #4@tanaka
Sul discorso ‘qualità della vita’ mi permetto di dire una cosa (discorso sociale e non tecnico quindi non impallinatemi):
Trent’anni fa con un solo stipendio, anche medio-basso, si poteva affittare una casa, mantenere una famiglia, crescere un paio di figli ed avere una macchina in garage.
Oggi questo non è più vero, anche con un paio di stipendi medi in casa una famiglia ‘vivacchia’…. a dimostrazione che il famigerato PIL sta fungendo egli stesso da limitatore degli sprechi…. per avere le stesse cose che si avevano trenta anni fa bisogna impiegare il doppio di risorse (lavorare il doppio di ore).
Oggi abbiamo sì la TV al plasma e la marmitta catalitica ma è molto molto più difficile pensare di mettere in piedi una famiglia e tirare su dei figli.
Quindi mio parere personalissimo è che la qualità della vita (intesa come possibilità di auto-realizzazione attraverso una famiglia) si sia abbassata e non di poco… almeno in Italia.
Vhemt
02 lug 2009 - 13:44 - #5@tanaka: Non voglio essere frainteso, nessuno vuole tornare indietro di due secoli, sarebbe utopico quanto stupido.
Autodistruzione? Pensiamo all’aumento delle malattie legate all’inquinamento, non è una bomba atomica, ma comunque una distruzione lenta e silenziosa.
E se calcolassimo anche la lenta diminuzione delle acque potabili?
Parlo di evoluzione non regressione, è assurdo che in tanti anni di sviluppo si sia pensato soltanto al profitto, realizzando oggetti altamente inquinanti.
Lo sviluppo non ha tenuto conto dell’impatto ambientale, ed è quello che andrà fatto con impegno nei prossimi decenni.
Spinmind
04 lug 2009 - 02:04 - #6Si certo che è possibile, tutti lo sanno ma nessuno lo fa!
La bici è un ottimo inizio, è il “mezzo” perfetto!
Ma se quando esci per la strada nessuno ti rispetta, chi ti suona, chi ti urla, chi ti supera nervoso, e tu non stai facendo altro che andare in bici.
Non ci sono piste ciclabili nelle nostre città.
Perchè es in Inghilterra le città sono piene di piste ciclabili?
Allora chi mette e a rischio la proprio vita per andare a lavoro in bici? pochi.
La spesa ecologica..I detersivi sfusi una cosa fantastica ma dove si trovano??bhooo
Il latte sfuso dov’è????
Le Buste di tela sono perfette, ne vedo un pò di più in giro, ma nn sono abbastanza.
Distribuitene di più ai supermercati..
La spazzatura è un problema più delicato ma io nn riesco a capire come nel 2009, stiamo per andare su marte, e non troviamo un modo per non “produrre” spazzature??
Non ci credo..Non ci credo..Cittadini fate la differenziata che è sempre quaqlcosa.
Fantastica idea quella di utilizzare l’acqua piovana per lo sciacquone del wc!
Queste sono le cose più semplici da fare e sono quelle più indispensabili.
I cittadini che vanno in un supermercato e non trovano ne detersivi sfusi ne latte sfuso a poco prezzo che possono farci più di tanto?
Chi si mette sulla bici per andare a lavoro e ha paura di essere investita o cmq di essere messa in pericolo bhè lo capisco benissimo.
Concludo dicendo che tutto questo è possibile se si parte dal basso..Vogliamo più piste ciclabili e spese alternative nei supermercati.
Vhemt
06 lug 2009 - 13:19 - #7@spinmind: Esatto Si parte dal basso!
Il consumatore deve scegliere e richiedere i prodotti, ai supermercati dovremmo richiedere tutti i detersivi alla spina, dopo un pò si vedranno invasi dalle richieste e non potranno che accontentare i proprio clienti.
Aspettiamo sempre che le cose ci vengano imposte dall’alto.
Jappo87
07 lug 2009 - 02:25 - #8Ma oltre al latte sfuso servirebbe anche la pasta sfusa, o il riso, te li metti nei tuoi sacchettini di stoffa con il legaccio e sei a posto!!!
Comunque per chiunque sia interessato qui vi metto un pò di mappe:
Latte sfuso: http://www.milkmaps.com/
Detersivi sfusi: http://www.detersivisfusi.it/
Pannolini lavabili: http://paneamoreecreativita.blogspot.com/search/label/rivenditori%20pannolini%20lavabili
Comuni che riciclano il tetrapack: http://www.tiriciclo.it/
Ciao a tutti.
-Jappo-
filorosso
07 lug 2011 - 09:26 - #9ciao a tutti! solo per informarvi che dopo aver spopolato sui media internazionali il documentario No Impact Man è appena arrivato anche in Italia, da martedì 5 luglio lo trovate in libreria e sul web. qui c’è il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=jkK0mDmpHUk
per maggiori informazioni www.mt0.it e siamo anche su facebook: http://www.facebook.com/pages/Mt0-Segui-la-visione/158303220865918