Quanti sprechi per una messa in piega? Nasce l'ecodecalogo per parrucchieri responsabili

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Chi può fare a meno del parrucchiere? Pochi abili con il fai-da-te e pochissime donne, perché il resto della popolazione è parrucchiere dipendente e dà lavoro ai 150mila parrucchieri italiani che tra tagli, pieghe e shampoo emettono circa 800mila tonnellate di CO2 all'anno. Le emissioni dei parrucchieri equivalgono alle emissioni annuali di circa 200mila macchine che percorrono 30mila km, davvero troppo se si pensa che basterebbe un po' d'attenzione da parte di tutti i 150mila parrucchieri d'Italia per ridurre notevolmente le emissioni.

Per questo il Kyoto club, L'Oreal e Federparchi hanno dato vita al la realizzazione di un Ecodecalogo dedicato ai parrucchieri d'Italia che permette un risparmio di energia di circa l'80% rispetto ai consumi attuali e di acqua di circa 365mila litri per un salone di grandezza media.

Un salone medio consuma circa 6mila chilowattora l'anno per asciugare i capelli e 216 chilowattora per le piastre. Questi consumi si potrebbero ridurre sensibilmente spegnendo gli apparecchi quando non in uso e sostituendo gli apparecchi di classe A+ con caschi ed asciugacapelli più efficienti.

I parrucchieri che aderiscono partecipano ad un corso di formazione: fino ad ora hanno aderito all'Ecodecalogo circa 600 saloni di bellezza, mentre 4000 si sono dichiarati interessati al progetto. Le emissioni del progetto sono compensate con la realizzazione di un impianto di fitodepurazione nel Parco dell'Alcantara, impegno di L'Oreal.

Foto | Flickr

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